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Attacco in Afghanistan, Gentiloni a Kabul. Incontra il Presidente Ghani e l’omologo Rabbani

Pure martedì, il ministro ha incontrato i soldati italiani di Taar-West a Herat: "L'Italia è orgogliosa di voi"

Gentiloni e Ghani

KABUL, 19 aprile 2016 – Almeno 28 vittime e 327 feriti: è il bilancio (ad ora) dell’attacco terroristico che ha ferito Kabul, in Afghanistan, il 19 aprile alle 9 del mattino, orario di punta. Un attentatore si è fatto esplodere con un camion bomba fuori dagli uffici della Direzione nazionale della sicurezza. Un altro uomo è entrato nell’edificio, iniziando a sparare. Civili la maggior parte delle persone uccise e ferite. L’attacco è stato rivendicato dai talebani, che una settimana fa avevano annunciato l’inizio dell’offensiva di primavera, i cui scontri fino ad oggi si erano concentrati principalmente a Kunduz. Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, che era partito per l’Afghanistan per incontrare il presidente Ghani e il suo omologo Salahuddin Rabbani, e i soldati italiani ad Herat, è arrivato a Kabul subito dopo l’attentato.

“In Afghanistan c’è un’offensiva terroristica da circa una settimana, ma l’attacco di oggi è gravissimo anche perché colpisce le forze di sicurezza afghane”, ha detto Gentiloni da Kabul dopo l’incontro con Ghani, che ha mostrato “grande determinazione nella lotta al terrorismo”. “Noi continueremo a collaborare ma il protagonismo in questa battaglia è delle forze di sicurezza afghane”, che sono “in prima linea”, ha aggiunto il ministro.

Gentiloni e Rabbani

Gentiloni e Rabbani

Mentre il futuro della missione internazionale in Afghanistan verrà deciso nei prossimi mesi, “le caratteristiche della nostra presenza sono completamente cambiate da due, tre anni a questa parte”, prevendo assistenza e formazione dei militari locali. “Nonostante non siano più le forze internazionali a garantire la sicurezza e il contrasto al terrorismo, la situazione non è precipitata”, anche se “ci sono ancora sfide e difficoltà e giornate come quella di oggi”. “Le forze di sicurezza e difesa afghane sono in grado di resistere agli attacchi terroristici anche se naturalmente con il grandissimo rischio di attacchi su obiettivi specifici, come quello vigliacco di oggi”, ha dichiarato il ministro italiano dopo l’incontro con l’omologo afgano Rabbani.

Affermando che “questi attacchi selvaggi non potranno distruggerci e sconfiggeremo il terrorismo anche con l’aiuto dei partner stranieri”, Ghani ha ringraziato l’Italia per l’impegno degli ultimi 15 anni, costato anche vite umane: “Lo ricorderemo sempre”.

Pure martedì Gentiloni ha fatto tappa a Herat dove ha incontrato i soldati italiani del TAAC West: “L’Italia è orgogliosa del lavoro che avete fatto, un esempio da mostrare a tutti i contingenti in Afghanistan”.

Parte della missione Resolute Support, la formazione multinazionale creata a gennaio 2015 per addestrare le forze di sicurezza locali e assistere le istituzioni, comprende circa 800 soldati italiani (Brigata Aosta) ed è guidata dal generale Mauro D’Ubaldi.

“Dopo quasi 15 anni dal nostro impegno, fatto anche di tragedie, i frutti si vedono in modo evidente. La sfida del terrorismo è ancora aperta ma grazie a voi si ricomincia a vivere civilmente e si creano le condizioni migliori per la costruzione di pace”, ha sottolineato il ministro italiano.

Parole di cordoglio e solidarietà sono state espresse anche dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: “Non vi è alcuna giustificazione per attaccare i civili così come le forze dell’ordine. Dobbiamo lottare contro questi attacchi terroristici”. (@annaaserafini)

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