Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Terremoto in Ecuador, il PAM manda un convoglio, l’Italia annuncia contributo di emergenza

Il ministro della Difesa dell'Ecuador Ricardo Patiño: "Stiamo affrontando la fase più difficile, con il salvataggio delle vittime e il recupero dei corpi"

ROMA, 19 aprile 2016 – A tre giorni dal terremoto di magnitudo 7,8 che ha colpito la regione costiera settentrionale dell’Ecuador, in cui sono rimaste uccise oltre 440 persone, ferite più di 2500 e che ha lasciando migliaia di civili in un disperato bisogno di aiuti umanitari, la comunità internazionale continua a mobilitarsi a sostegno della popolazione colpita. Il 19 aprile, il Programma alimentare mondiale (WFP/PAM) ha inviato un convoglio con cibo per 8.000 persone da raggiungere in 15 giorni e l’Italia ha annunciato un contributo multilaterale di emergenza di 500.000 € a favore della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che coordina le operazioni di soccorso .

“Il PAM è stato pronto a reagire rapidamente a questa emergenza, grazie agli sforzi congiunti con il governo ecuadoriano per preparare una risposta al clima fenomeno del Niño”, che sta interessando il Paese, ha detto il rappresentante del PAM nel Paese Kyungnan Park. I kit di assistenza alimentare d’emergenza – progettati mesi fa e ora consegnati – includono quinoa, riso, pasta, tonno, sardine, farina d’avena e lenticchie. Ulteriore assistenza alimentare supplementare sarà fornita con l’obiettivo di raggiungere 12mila persone e oltre mille pazienti ricoverati in ospedale.

Il contributo italiano, definito in collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, permetterà alla Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sul terreno di portare avanti attività di prima assistenza. In particolare, queste includono la ricerca e il soccorso dei dispersi, la creazione di ripari di fortuna per i profughi, assistenza sanitaria e psicologica ai sopravvissuti.

Tali aiuti arrivano in un momento critico. “Ci vorranno anni per riprenderci. E’ la peggiore tragedia degli ultimi 60 anni e ora stiamo affrontando la fase più difficile, con il salvataggio delle vittime e il recupero dei corpi”, ha detto martedì il ministro della Difesa dell’Ecuador Ricardo Patiño. Il governo ecuadoriano, all’indomani del sisma, aveva dichiarato lo stato di emergenza per sei province, le più gravemente colpite del Paese, già affetto da El Nino.

Alcune città sono ancora senza elettricità, il 60% delle linee di comunicazione non funzionano. Gli ospedali di Portoviejo e Chone sono crollati dopo il terremoto che ha distrutto o seriamente danneggiato oltre 1400 edifici, tra cui 119 scuole, ha dichiarato il governo. Colpiti da tale crisi, anche 150mila bambini, ha riferito l’UNICEF.

Per sostenere il Paese nel far fronte all’emergenza, il 18 aprile, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha schierato un team UNDAC, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inviato una squadra di emergenza medica e l’UNICEF consegnato 20mila compresse per la potabilizzazione dell’acqua a Pedernales.

Stephen O’Brien dovrebbe fare un punto della situazione il 20 aprile a Quito. Per quella data è atteso anche un ponte aereo dell’UNHCR, contenente 900 tende, teli di plastica, 15mila materassini, set da cucina e 18mila zanzariere impregnate di repellente data la minaccia del virus Zika. (@annaaserafini)

The following two tabs change content below.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About OnuItalia

Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma. Contact: Website | Facebook | Twitter | YouTube | More Posts