Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Siria: nuove testimonianze di Amnesty, coi barili bomba cresce l’orrore

DARAYA, 20 APRILE – Amnesty International fornisce nuove testimonianze degli orrori della guerra in corso in Siria e stavolta si concentra sulla terrificante pratica dei barili-bomba che le forze governative siriane stanno lanciando su Daraya, città alla periferia di Damasco. Le immagini di un nuovo video postato sul sito sono state diffuse in occasione della ripresa, a Ginevra, dei negoziati di pace. L’organizzazione auspica che queste testimonianze filmate stimoleranno la comunità internazionale a sollecitare ulteriormente il governo siriano affinché garantisca immediato accesso a quegli aiuti umanitari indispensabili per salvare vite umane a Daraya e in tutte le altre aree sotto assedio.

Sebbene non vi siano stati più attacchi coi barili bomba dal 26 febbraio, giorno in cui è entrata in vigore la parziale “cessazione delle ostilità”, Daraya ha continuato a essere colpita dall’artiglieria siriana e migliaia di civili rimasti in città sono sempre senza elettricità, con scarso cibo e scorte di medicinali insufficienti. “Le immagini ci mostrano, con dettagli scioccanti, il terrore assoluto che provano i civili assediati e sotto l’incessante lancio dei barili bomba” – ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice ad interim del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Barili bomba in Siria

Un barile inesploso ad Hama

I barili bomba sono armi rudimentali quanto mortali realizzate con barili di petrolio, taniche di benzina o bombole del gas riempiti con materiale esplosivo, carburante e frammenti metallici e sganciati da elicotteri o aerei. Sono, per loro natura, armi imprecise che non dovrebbero mai essere usate nei pressi di insediamenti civili. Nel corso di oltre tre anni di assedio da parte delle forze governative siriane, su Daraya sono stati sganciati migliaia di barili bomba: circa 6800, secondo i dati raccolti dal Consiglio locale della città, dal gennaio 2014 al 26 febbraio 2016. I danni e le distruzioni causati sono stati resi evidenti da innumerevoli immagini e fotografie: almeno 42 civili, tra cui 17 bambini, sono morti e altri 1200 civili sono rimasti feriti. Gli attivisti locali ritengono che il numero delle vittime sarebbe stato assai più alto se la popolazione non avesse imparato a correre verso i rifugi non appena viene visto in lontananza un elicottero.

La maggior parte degli abitanti di Daraya è fuggita anni fa e vi rimane ora solo una piccola parte della popolazione originaria, da 4000 a 8000 persone. Le immagini filmate diffuse da Amnesty International, alcune delle quali inedite, sono state riprese dagli abitanti di Daraya tra il 2014 e la fine di febbraio di quest’anno.

Si vedono barili bomba cadere ed esplodere all’interno della città e civili, bambini e anziani compresi, descrivere il terrore di vivere sotto questi incessanti attacchi in una città sotto assedio. “Questi vogliono uccidermi” – risponde una bambina quando le viene chiesto di parlare delle bombe. In un’altra terrificante immagine, un giovane ferito accanto al corpo del fratello ucciso da un barile bomba lo supplica: “Fratello, ti prego, non lasciarmi”.

“Risulta difficile persino immaginare la dimensione e la profondità della sofferenza dei civili di Daraya e degli altri centri sotto assedio in Siria, alcuni dei quali non hanno ricevuto alcun aiuto umanitario durante anni di conflitto. Ogni giorno che passa senza ricevere aiuti significa che la crisi di Daraya si fa più acuta” – ha commentato Mughrabi.

“Ai negoziati di pace di Ginevra è assolutamente fondamentale considerare in via prioritaria l’accesso umanitario a queste aree. Anche se dal 26 febbraio la maggior parte delle armi tace e su Daraya non piovono più barili bomba, la minaccia che tutto questo ricominci deve essere presa sul serio e occorre che i responsabili dei crimini di guerra commessi durante il conflitto siriano siano chiamati a renderne conto” ,  ha sottolineato Mughrabi.

Secondo un rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite al Consiglio di sicurezza e nonostante ripetuti solleciti da parte delle stesse Nazioni Unite, il 26 marzo (un mese dopo l’inizio della “cessazione delle ostilità”) il governo siriano non aveva ancora garantito l’accesso degli aiuti umanitari in almeno sei aree sotto assedio, tra cui Daraya e alcune zone della Ghouta orientale.Il governo siriano deve urgentemente consentire l’ingresso degli aiuti umanitari a Daraya, com’è obbligato a fare secondo il diritto internazionale umanitario e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cui è vincolato.Il Gruppo internazionale di sostegno alla Siria e le agenzie delle Nazioni Unite, soprattutto l’Ufficio di coordinamento delle questioni umanitarie (Ocha) devono assicurare che gli aiuti arrivino effettivamente a Daraya e nelle altre aree sotto assedio.

(@novellatop  20 aprile 2016)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

1 Comment on Siria: nuove testimonianze di Amnesty, coi barili bomba cresce l’orrore

  1. Pierpaolo // 21/04/2016 at 3:29 pm //

    Il video annunciato non è visibile, per cui ci si dovrebbe fidare di quanto dice Amnesty Internatiunal.
    Ma dopo il caso dell’infame testimonianza di Nayirah https://www.youtube.com/watch?v=LmfVs3WaE9Y
    di fronte al non meno infame Congressional Human Rights Caucus ci sono forti dubbi sul fatto che Amnesty International altro non sia che una organizzazione di propaganda USA.

Comments are closed.