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Renzi in pista a New York nel rush finale seggio ONU

Otto bilaterali e sfida cooperazione; Olanda, Svezia "temibili", ma Italia non ha paura

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK, 21 APRILE – Nel rush finale di una sfida “difficile e complessa” contro avversari “qualificati e temibili”, Matteo Renzi ci mette la faccia. “Stiamo giocando con grande impegno tutte le nostre carte a partire dal ministro degli Esteri e anche io oggi, nel mio piccolo, cercherò di dare una mano alla campagna per il seggio non permanente in Consiglio di Sicurezza con alcuni bilaterali”, ha detto il premier incontrando la stampa nell’ufficio del Rappresentante Permanente all’Onu Sebastiano Cardi, a margine del vertice convocato da Ban Ki-moon per la firma del patto sul clima.

Renzi, per 24 ore nella Grande Mela, vedrà il presidente del Niger, il ministro degli Esteri dell’Argentina, i capi delegazione del Gruppo Latinoamericano Grulac, il presidente e il ministro Degli Esteri delle Isole Marshall, il presidente delle Mauritius, il presidente della Namibia, il presidente della Guyana e i capi delegazione dei Paesi Sids, i piccoli stati insulari in via di sviluppo (da soli potrebbero portare una quarantina di voti).

Il “D-Day” è il 28 giugno e l’elezione per due seggi del gruppo Weog (che racchiude i Paesi dell’Europa Occidente) nel biennio 2017-2018 stavolta è competitiva: “Olanda e Svezia hanno storiche tradizioni di cooperazione internazionale, ma siamo convinti di potercela giocare. Il mio rispetto per gli altri non sia interpretato come paura”, ha detto Renzi osservando che l’Italia sta recuperando caselle rispetto al passato sul fronte dell’aiuto pubblico allo sviluppo che ci aveva portati a fare il fanalino di coda del G7 nel rapporto tra cooperazione e Pil.

“Abbiamo messo rimedio. Grazie agli investimenti fatti nell’ultima stabilità siamo diventati sesti ma sono sicuro che potremo tornare quarti, e cioè a metà classifica”, ha detto il Presidente del Consiglio. La cooperazione italiana è del resto “di grandissima qualità e per la maggior parte investe l’Africa che è un tema che è assolutamente strategico anche per altri argomenti”.

Non è solo questione di fondi. Renzi ha osservato che la membership Onu voterà Italia per il suo impegno nel peacekeeping – primi contributori occidentali di truppe grazie soprattutto ai mille impegnati in UNIFIL – e perché attratta dalle sue battaglie, come quella storica per i diritti delle donne portata avanti tra l’altro da Emma Bonino, o come quella, attualissima, per la centralità del Mediterraneo nella crisi dei migranti come valore chiave e cruciale: “Adesso se ne stanno accorgendo tutti, mi fa piacere, ma  comunque è stato un tema che abbiamo posto noi”.

E’ una campagna, quella per il 28 giugno, che non cede a opportunismi. Pur essendo in corsa per conquistare voti, l’Italia non rinuncia alle sue battaglie di civiltà: la moratoria della pena di morte e la riorganizzazione dell’Onu in senso più democratico, trasparente e rappresentativo attraverso il Gruppo Uniting for Consensus: “Come è ovvio che sia, alcuni nostri partner e amici fraterni non voteranno per noi anche in considerazzione della nostra posizione sulla riforma dell’Onu”. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

1 Comment on Renzi in pista a New York nel rush finale seggio ONU

  1. silvia // 23/04/2016 at 4:10 pm //

    per favore rileggete gli articoli prima di pubblicarli. E’ interessante ma pieno di errori, anche gravi

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