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Giornata della Terra: dalla Fao il tema della fame nelle aree montane

aree montane

ROMA, 22 aprile – Il pianeta e i suoi ecosistemi: patrimoni da proteggere perchè sono alla base della sicurezza alimentare e dell’equilibrio generale dell’ambiente. Il direttore generale della Fao, Josè Graziano da Silva, ha scelto la Giornata della terra per intervenire su un tema cruciale lanciare una speciale meccanismo di pianificazione e finanziamento per assicurare alle aeree montane sviluppo sostenibile e sicurezza alimentare. La Giornata della Terra, ha affermato da Silva,  “ha sollevato la nostra attenzione sul fatto che la terra e i suoi ecosistemi sono la nostra casa. Dobbiamo prenderci cura di loro. Ed è anche servita a farci riflettere sulle sfide ambientali che ci troviamo di fronte, e sui modi migliori per affrontarle”. Il direttore generale della Fao  ha poi piantato un albero simbolico per rimarcare l’evento, aprendo anche i lavori del lanvio della ‘Mountain Facility’ , una piattaforma volta a affrontare le sfide prossime venture.

Il nuovo meccanismo contro la fame nelle aree montane

Graziano da Silva

Graziano da Silva

Di fronte ai livelli crescenti di fame nelle regioni montane dei paesi in via di sviluppo (dove sono circa 329 milioni le persone a rischio di fame), la FAO ha pensato di inaugurare uno speciale meccanismo di finanziamento e pianificazione per assicurare a queste aree sviluppo sostenibile e sicurezza alimentare.  Ricerche della FAO affermano che una persona su tre di chi vive nelle aree montane dei paesi in via di sviluppo rischia di non avere accesso alle calorie e ai nutrienti necessari per condurre una vita sana, un numero che può arrivare a uno su due nelle zone rurali di montagna.  Un rapporto dell’organizzazione  pubblicato l’anno scorso ha rivelato che la vulnerabilità alla fame nelle aree montane è cresciuta del 30% tra il 2000 e il 2012, mentre contemporaneamente i tassi della fame a livello mondiale sono diminuiti.

Tramite la nuova iniziativa “Mountain Facility” , la FAO mira a rispondere a questa tendenza allarmante sostenendo i governi e le ONG nell’affrontare le vecchie e le nuove sfide legate al cambiamento climatico, all’accesso ai mercati e alla gestione delle risorse naturali, tra le altre cose.  Sostenuto dalla Partnership per le Montagne interna alla FAO, il Meccanismo sta raccogliendo fondi per affrontare il problema della sicurezza alimentare nelle zone montane attraverso cinque aree di intervento: economie locali, adattamento al cambiamento climatico, risorse naturali, misure politiche e costruzione delle capacità.

Il Meccanismo è stato annunciato nel corso di un evento organizzato a Roma dalle Rappresentanze Permanenti di Costa Rica, Italia, Uganda e Svizzera presso le Nazioni Unite, che attraverso la Partnership per le Montagne, hanno assunto un ruolo di primo piano nel promuovere il dibattito sulle problematiche delle aree montane nei paesi in via di sviluppo.

“Non possiamo parlare di lotta alla fame e promozione dello sviluppo mondiale senza prestare attenzione particolare ai problemi e ai bisogni delle comunità montane. I numeri lo dimostrano e la nostra volontà di progresso lo richiede” ha detto il Direttore Generale Aggiunto della FAO Rene Castro Salazar. Tra gli esempi di intervento rientrano il miglioramento delle catene del valore dei prodotti montani eco-sostenibili, l’aumento delle possibilità di accesso alla formazione e al credito per i gruppi vulnerabili come le donne e le popolazioni indigene, e la creazione di piani di gestione del rischio disastri che possano aiutare le comunità a mitigare gli effetti negativi degli shock.  Il piano d’azione prevede anche delle attività volte a preservare e reintegrare le risorse idriche, il suolo e le foreste ed a proteggere la preziosa biodiversità delle montagne.

Le aree montane coprono il 22% della superficie terrestre ed ospitano il 13% della popolazione mondiale. Il 90% delle persone residenti in tali aree vive nei paesi in via di sviluppo.  Per le comunità montane, il fattore chiave è la crescita inclusiva, ovvero una crescita che promuova l’accesso a cibo, risorse, infrastrutture e formazione per tutti, in particolare per le persone povere e le donne, in modo da poter sviluppare il loro potenziale.  Inserire le aree montane nei piani di sviluppo nazionale e delineare delle politiche specifiche e delle istituzioni solide per tali aree sono due punti chiave verso cui la FAO mira a canalizzare risorse attraverso il Meccanismo per le Montagne.

(@@novellatop, 22 aprile 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts