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La Voce di New York spegne tre candeline. E’ festa alla Casa italiana Zerilli-Marimò

Il nuovo anno del giornale tra “Liberty" e "Beauty”

Da sinistra la vice console Chiara Saulle, il console generale Francesco Genuardi, Stefano Vaccara e la vice console Isabella Periotto

NEW YORK, 26 Aprile 2016 – Tre candeline per La Voce di New York. La data del compleanno è speciale: il 25 aprile, festa della Liberazione in Italia, un simbolo dell’amicizia tra il popolo americano e italiano. “Una coincidenza alla quale non avevamo pensato”, ha detto il Direttore Stefano Vaccara, ma legata a quello che è e vuole essere lo spirito delle attività del giornale online dell’Italia nel mondo: “Libertà e indipendenza”. D’altronde non si può citare “la Voce” senza sentire riecheggiare il sottotestata: “Giornale online protetto dal Primo Emendamento della Costituzione USA”. “Noi siamo un po’ italiani e un po’ americani e, per questo motivo, vogliamo coniugare il meglio delle due culture”, ha affermato Vaccara dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University che ha ospitato l’evento. Un luogo che dal 1990 raccoglie e sprigiona il genio, l’estro e le intuizioni dell’Italia e degli italiani a New York e in America.

Il terzo anniversario dalla fondazione della Voce, festeggiato tra l’altro alla Casa Italiana dal Console generale d’Italia a New York Francesco Genuardi e il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per la comunicazione e l’informazione Cristina Gallach, si apre con un restyling grafico ma anche editoriale: “Liberty meets Beauty!”, ha sintetizzato il direttore, presentando la nuova veste del sito e riaffermando l’obiettivo di “dare spazio a tutti coloro che si considerano protagonisti dell’innovazione e del cambiamento”.

La Baronessa Zerilli-Marimò con il Direttore della Casa Stefano Albertini

La Baronessa Zerilli-Marimò con il Direttore della Casa Stefano Albertini

Poi il ricordo di Mariuccia Zerilli-Marimò, la “baronessa” scomparsa lo scorso ottobre, che in ricordo del marito Guido, titolare della casa farmaceutica Lepetit, venuto a mancare nel 1981, diede vita alla Casa Italiana della NYU: “La sua eredità resta immortale”.

L’impegno della Casa per la promozione e la valorizzazione della cultura italiana prosegue dal 1998 sotto la direzione del Professor Stefano Albertini. Clicca qui per rimanere aggiornato sui prossimi eventi. (@annaaserafini)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma. Contact: Website | Facebook | Twitter | YouTube | More Posts