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Save the Children lancia la campagna ‘Every last child’ per i più vulnerabili

Save the Children

ROMA, 27 APRILE – Fino all’ultimo bambino: è uno slogan ma anche un impegno. L’ha preso l’organizzazione Save The Children che ha lanciano la sua nuova campagna intitolata Every last child. The children the world decided to forget  per raggiungere i piccoli più vulnerabili al mondo esclusi dai progressi degli ultimi decenni nell’accesso alle cure sanitarie e all’educazione. 

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Profughi nell’Egeo

I dati del rapporto parlano chiaro: ancora oggi nel mondo 58 milioni di bambini non vanno a scuola, senza possibilità di costruirsi un futuro. Quasi 6 milioni muoiono ogni anno per malattie facilmente curabili e prevenibili prima di aver compiuto 5 anni. Quattrocento milioni di bambini nel mondo sono discriminati a causa della loro etnia o religione, lo stesso numero di quelli che vivono in povertà estrema sotto i 13 anni. Un bambino sfollato o rifugiato su due non frequenta la scuola primaria e un bambino su 10 vive in un Paese colpito da un conflitto. Una fotografia impietosa, secondo Save the Children, nonostante i traguardi importanti raggiunti negli ultimi decenni, uno su tutti il dimezzamento della mortalità infantile dal 1990 a oggi. Eppure milioni di bambini continuano ad essere esclusi da questi progressi.

”Per Save the Children è inaccettabile che, ancora oggi, nascere nel posto sbagliato significhi perdere alla lotteria della vita. Non possiamo continuare a tollerare che siano condizioni arbitrarie come il luogo di nascita, l’appartenenza a un’etnia o religione, la situazione economica della famiglia o addirittura l’essere maschio o femmina, a determinare se un bambino sopravvivrà o meno, influenzando la qualità della sua vita. Non possiamo più vivere in un mondo in cui i corpi inermi dei bambini in fuga dalla guerra vengono trascinati a riva sulle coste europee, un mondo dove a milioni di bambini e bambine è precluso quel futuro migliore che la scuola permetterebbe loro di costruirsi”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.Save the children ”Save the Children farà di tutto per eliminare la discriminazione e le barriere per l’accesso di milioni di bambini vulnerabili alle cure sanitarie e all’educazione. Non ci arrenderemo finché non avremo raggiunto l’ultimo bambino. Chiediamo ai leader mondiali e a chi decide a tutti i livelli, da quello famigliare e locale, fino a quello nazionale e internazionale, di unirsi a noi per far sì che ogni bambino possa accedere a servizi di base vitali”.

”I bambini più vulnerabili sono gli invisibili e i dimenticati. Quelli che nascono e vivono in Paesi in guerra o semplicemente nelle regioni più remote o svantaggiate. Sono i più poveri tra i poveri; le bambine, i migranti e i rifugiati, i disabili o quelli appartenenti a minoranze etniche e religiose. Quelli che non hanno le cose che ogni bambino dovrebbe avere: cibo adeguato, acqua, un dottore, medicine, la scuola”, spiega Neri. La vita di questi bambini, dal concepimento all’età adulta, è una vera e propria corsa a ostacoli, scandita da sfide molto più gravose rispetto ai loro pari, con un effetto domino sulla loro crescita. Sfide che, se non vengono vinte in tempo, ricadranno a catena sui loro figli, in un circolo vizioso difficile da spezzare. ”Ogni bambino ha diritto a un fair start, una partenza giusta nella sua vita che lo metta nelle condizioni di vivere e crescere vedendo soddisfatti i suoi diritti e bisogni primari”, conclude Neri.

Questo il link del rapporto: http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img293_b.pdf?_ga=1.124434121.2115881751.1458894664

(@novellatop,  27 aprile 2016)

 

 

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts