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Etiopia: Fao chiede 10 milioni di dollari per fare fronte alla siccità

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ROMA, 2 MAGGIO – Un finanziamento urgente di 10 milioni di dollari, senza perdere nemmeno un minuto: lo chiede la Fao ad appena sei settimane dall’inizio della principale stagione agricola dell’Etiopia, per aiutare gli agricoltori nella semina ed evitare che le zone del paese colpite dalla siccità raggiungano ulteriori livelli di fame e di insicurezza alimentare.  Se le sementi non verranno consegnate in tempo, dice l’agenzia dell’Onu, gli aiuti arriveranno troppo tardi per riuscire ad ottenere un raccolto decente dalla imminente stagione meher, nella quale si produce l’85% dell’ approvvigionamento alimentare del paese. etiopia

Eppure, mentre la situazione della sicurezza alimentare peggiora, il finanziamento complessivo di risposta alla crisi è stato finora deludente, con soltanto il 15% coperto rispetto all’appello per l’Etiopia 2016.  “La stagione meher sarà decisiva per migliorare la sicurezza alimentare e l’autosufficienza delle famiglie nel 2016.  La distribuzione di sementi, che consente agli agricoltori di piantare le colture e produrre cibo, deve essere una priorità umanitaria”, ha affermato il pappresentante della FAO nel paese, Amadou Diallo Allahoury. “Diminuire la dipendenza dall’assistenza umanitaria esterna – ha proseguito – farà diminuire i costi degli aiuti alimentari. Entro le prossime due settimane la FAO ha bisogno di circa 10 milioni di dollari per distribuire sementi alle famiglie etiopi a rischio di fame e di perdere i propri mezzi di sostentamento.  Sono circa 10,2 milioni le persone in Etiopia che soffrono d’insicurezza alimentare a seguito dei ripetuti cattivi raccolti e delle morti di bestiame, conseguenze della siccità provocata da El Niño dall’inizio del 2015. Con le piogge primaverili di quest’anno irregolari e giunte in ritardo, la situazione nelle zone più colpite potrebbe peggiorare, in particolare al Nord. Il governo etiope ha già dedicato notevoli risorse alla risposta a El Niño e sta lavorando a stretto contatto con la FAO per aiutare ad incrementare gli sforzi congiunti.

Quasi un terzo di tutti i distretti del paese – circa 224 – soffrono oggi di grave insicurezza alimentare, un  numero circa il 20% superiore a soli tre mesi fa. Recenti stime del Ministero dell’Agricoltura etiopico indicano che circa 1,7 milioni di famiglie contadine sono sprovviste dei necessari mezzi di produzione agricola per le semine della prossima stagione meher, che per alcune colture inizia già a partire da metà giugno, con semine che vanno avanti fino ad agosto per altre. Sono più di 90 i distretti che al momento non ricevono alcun tipo di supporto di emergenza in termini di sementi o non sono sufficientemente coperti, secondo Pierre Vauthier, Responsabile della Risposta d’emergenza della FAO. “E’ a questi distretti dimenticati che si rivolge l’intervento della FAO – ma senza sostegno finanziario immediato, circa 150.000 famiglie perderanno l’unica occasione di coltivare cibo che possa mantenerli tutto l’anno,” ha affermato.

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La distribuzione dell’acqua

Per molte famiglie le riserve di sementi si sono ormai esaurite dopo le semine infruttuose del 2015, mentre le famiglie delle zone più colpite sono state costrette a usare le proprie sementi come cibo. Come conseguenza del cattivo raccolto 2015, il reddito e il potere d’acquisto dei contadini si sono ridotti notevolmente, fattore che ha limitato ulteriormente la loro capacità di comprare sementi e fattori di produzione di cui avevano bisogno per produrre colture di base come mais, sorgo, teff, grano e tuberi. Poiché le piogge primaverili sono arrivate in ritardo e sono state inizialmente irregolari, anche i contadini che avevano sementi non ne hanno piantate in quantità sufficiente per coprire il fabbisogno familiare, soprattutto nelle regioni del nord. Una buona stagione meher migliorerà la disponibilità di cibo a livello nazionale e rafforzerà l’accesso al cibo, riducendo nel medio termine la dipendenza dall’assistenza umanitaria esterna.

Quest’anno (in cui El Nino ha causato vere e proprie catastrofi) la FAO, assieme al governo e partner, ha già distribuito sementi e piantine di mais, di diversi tipi di patate e di verdure in alcune delle zone più colpite e continua a sostenere gli allevatori di bestiame con la distribuzioni di alimenti per la sopravvivenza degli animali. La FAO sta inoltre aiutando i contadini a produrre foraggio e migliorare l’accesso all’acqua per il bestiame, che ha anche beneficiato di campagne di vaccinazione e di trattamenti veterinari per affrontare la crescente vulnerabilità alle malattie a causa della siccità.   “Un fallimento nel fornire aiuto con le sementi ormai quasi certamente significherà per i più vulnerabili un fallimento della stagione meher, con conseguenze disastrose per la sicurezza alimentare. Se vogliamo fare la differenza, servono fondi e servono adesso”, ha concluso Allahoury Diall.

(@novellatop,  2 maggio 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts