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Quattro testimonial d’eccezione per Amref: prioritario sostenere l’Africa

Amref

ROMA, 4 MAGGIO – Sfilata di testimonial per l’Africa. Amref, la ong che da anni si occupa dei problemi del continente, ha chiesto ad alcuni personaggi della cultura e dello spettacolo ”Perché oggi è così importante sostenere l’Africa?”, tenendo conto che se si esaminano i principali temi come infanzia, acqua, cure mediche, formazione, salute materno-infantile, ci sono tanti buoni motivi per sostenere l’Africa.

Amref in Africa

Un’operatrice Amref

Alla domanda di Amref hanno risposto Caterina Murino, Sveva Sagramola, Saba Anglana e Giobbe Covatta che hanno voluto appoggiare Amref e il suo impegno per un’Africa finalmente sana, perchè  Amref – considerata la più grande organizzazione no profit che si occupa di salute in Africa –  ha garantito, nel 2015, salute a oltre 10milioni di persone.

”Anche se in questo momento si parla molto – giustamente – dei migranti che arrivano dalla Siria, non possiamo dimenticarci che le stesse storie toccano anche a chi si mette in cammino dall’Africa” afferma Caterina Murino, attrice e storica testimonial di Amref.  ”Simili disastri sono presenti anche nei loro occhi e nei loro cuori. Il lavoro di Amref, che da sempre apprezzo e che cerco di far arrivare ovunque mi sia possibile, è lavorare sul futuro delle popolazioni africane. Lavorare non prioritariamente sulle urgenze, ma su due pilastri chiave: salute ed educazione. Per far correre – e non fuggire – migliaia di madri, bambini e ragazzi. Correre per un’Africa in salute. Quell’Africa che io, con Amref, ho visto molte volte”.

AmrefPer Sveva Sagramola, autrice, conduttrice e testimonial Amref   ”l’Africa è un continente con troppe ferite e il mondo non può dimenticarsele. Regimi autoritari, povertà, esodi ed effetti dei cambiamenti climatici, che in un mondo così connesso bussano alle nostre porte con tutto ciò che ne consegue. Sostenere Amref per me significa mettere il futuro in mano agli Africani, dare ai veri protagonisti gli strumenti per cambiare le comunità in cui vivono. Formare persone che avranno la possibilità di scegliere cosa fare della propria vita e che spesso scelgono di restare per garantire sviluppo e salute all’Africa”.

”Mentre rispondo alla domanda – ammette la cantante italo-etiope Saba Anglana – leggo di un altro drammatico naufragio, nel Mediterraneo. Vittime: somali, etiopi, eritrei… Da lì, dal Corno d’Africa da cui provengo, c’è una delle più grosse emorragie della Terra. Dobbiamo curare quell’emorragia occupandoci della pancia dei popoli più deboli e parlando alla loro testa. Curare le loro ferite – occupandosi di salute e sviluppo come fa Amref – significa dare un’opportunità in più per contrastare le speculazioni di grosse partite che i potenti giocano sulle loro teste. Il mio concerto ad Addis Abeba, a giugno, sarà l’occasione per ribadire questo messaggio, anche con gli altri amici musicisti che incontrerò”.

Per Giobbe Covatta attore, autore e storico testimonial di Amref afferma ”Sarebbe carino restituire all’Africa ciò che gli è stato sottratto nel ventesimo secolo e non solo. L’Africa ha molti crediti nei nostri confronti. Abbiamo portato via agli africani anche le mutande, tanto è vero che non le porta più nessuno”. ”Sarebbe carino – ribadisce Covatta – anzi sarebbe giusto, perché di giustizia si parla non di essere carini con l’Africa”.Amref

Amref Italia, solo in Kenya, nel 2015 ha formato circa 600 operatori sanitari, e ha assistito nelle fasi pre e post parto e sensibilizzato 17.900 donne, nonché ristrutturato, supportato e monitorato 56 dispensari. Grazie ai Flying Doctors – i dottori volanti – lo scorso anno ha realizzato oltre 22mila visite nei luoghi più remoti e isolati di Kenya, Tanzania, Uganda, Etiopia, Sud Sudan, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo. Fondamentali anche gli interventi legati all’acqua pulita e all’igiene. Solo nei distretti di Kitui West e Mutitu, in Kenya, 28mila bambini sono stati coinvolti nelle attività di prevenzione igienico sanitaria nelle scuole. Dal 1978 Amref è in Sud Sudan, uno dei Paesi più fragili al mondo per garantire formazione di personale sanitario, in un territorio colpito da decenni di guerra  e con tassi di mortalità elevatissimi.

(@novellatop,  4 maggio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts