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Bazar all’Onu per rifugiati siriani e bambini vulnerabili, Italia raccoglie 15mila dollari

Sarà l'ultimo per il signore e la signora Ban. L'Italia partecipa mettendo sul tavolo alcune sue eccellenze

(Di Anna Serafini)

NEW YORK, 4 Maggio 2016 – Un’esplosione di diversi colori, prodotti agroalimentari, profumi, sapori, ritmi e mode. E la location non poteva essere più appropriata: il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, un tempio della diplomazia e della comunicazione internazionale. Al Visitators’ Plaza dell’Onu, luci accese mercoledì 4 maggio sulle culture e tradizioni di oltre 80 paesi del mondo, ognuna unica, ognuna speciale. Tutto per una buona causa: raccogliere fondi per i rifugiati siriani e i bambini più vulnerabili. L’occasione è il “Bazar Internazionale 2016 delle Nazioni Unite”, un evento organizzato da Ban Soon-taek, moglie del segretario generale dell’Onu, co-presieduto da UN Women’s Guild che assiste madri e bambini in difficoltà e realizzato con il supporto delle missioni partecipanti. L’Italia, coinvolgendo aziende simbolo del made in Italy nel mondo, è riuscita a raccogliere 15mila dollari.

mms_20160504_184802(1)“Questo è il mio ultimo Bazar internazionale delle Nazioni Unite: mangerò e comprerò il più possibile, ma la vostra amicizia è il premio più grande di tutti”, ha detto la First Lady dell’Organizzazione, ringraziando i Paesi aderenti per il “grande sostegno” e “le splendide meraviglie che condividete con la nostra comunità”. Gratitudine è stata espressa anche da Ban Ki-moon: i Paesi partecipanti “stanno mostrando amore, compassione e umanità”. Il capo dell’Onu ha sottolineato che tutti i proventi saranno devoluti all’UNHCR per i rifugiati siriani e a UN Women’s Guild, che così “potranno mettere in atto il nostro sostegno, la nostra compassione e il nostro amore”: le cifre raccolte “potranno essere piccole, ma  poco è tanto in questo momento”.

Come sua moglie, anche Ban ha ricordato che questo è il suo ultimo bazar: il suo secondo mandato, infatti, approvato nel 2011, scadrà il 31 dicembre di quest’anno. Dal palco di fronte al memoriale permanente per onorare le vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi dal quale ha inaugurato l’evento, il numero uno dell’Onu ha ricordato i “successi” dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile e l’accordo sul cambiamento climatico. “Lavoriamo insieme per rendere questo mondo migliore”, ha esortato, ringraziando il pubblico nelle sei lingue ufficiali dell’Organizzazione.

banmrsTornando al Palazzo di Vetro, Ban si è fermato presso gli stand di Birmania, Sud Africa, Libano, Bangladesh, Corea, Vietnam, Arabia Saudita, Cuba, Israele, Pakistan e Argentina, alcuni dei 50 paesi che componevano la sezione alimentare della fiera. Si è prestato a selfie con i visitatori, ha stretto le mani di diplomatici e delle loro famiglie, tra cui Maria Grazia Lambertini, moglie dell’ambasciatore Inigo Lambertini, la quale faceva da padrona di casa nell’affollato stand italiano. Tra i visitatori anche la signora Ban, accolta dal rappresentante permanente dell’Italia all’Onu Sebastiano Cardi.

“Abbiamo chiamato i nostri sponsor generosissimi: abbiamo dei prodotti veramente fantastici che già l’anno scorso ci hanno fatto arrivare al primo posto tra i Paesi contributori al Bazaar”, ha detto la signora Lambertini, definendo lo stand “una grande vetrina dell’eccellenza italiana”. Dai capi e accessori di alta moda agli oggetti di arredamento, dall’agroalimentare made in Italy (pasta, olio e vino) ai romanzi di Elena Ferrante, i prodotti sono stati venduti con uno sconto fino al 60% del prezzo originale, permettendo alla missione italiana di raccogliere (e devolvere) oltre 15 mila dollari. Alcune aziende italiane hanno sponsorizzato anche la lotteria dell’evento o messo a disposizione delle gift card per cene e voli. “Abbiamo cercato veramente di ottenere il massimo in questa giornata tutta dedicata alle Nazioni Unite e alle sue attività benefiche”, ha concluso Maria Grazia Lambertini.

Clicca sotto per vedere il servizio di Anna Serafini sul bazar e il contributo italiano. (@annaaserafini)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma. Contact: Website | Facebook | Twitter | YouTube | More Posts