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Orlando a Vienna per ricordare Falcone, le mafie non sono invincibili

VIENNA, 6 MAGGIO – “Le organizzazioni mafiose tradizionali come Cosa Nostra, in Italia, si sono fortemente indebolite. Questo è un dato incontrovertibile e faremmo male, io credo, a non evidenziarlo, poiché dobbiamo combattere l’idea, come fece Giovanni Falcone, che la mafia sia un fenomeno invincibile, perché da questa idea nasce la rassegnazione di pezzi della società”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando nel suo intervento a Vienna, presso la sede delle Nazioni Unite, alla conferenza “The Palermo convention against transnational organized crime. The legacy of Giovanni Falcone”,  durante la quale, alla presenza del direttore di UNDOC Yury Fedotov, presente per l’Italia anche il Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, è stata commemorata la figura del giudice assassinato nella strage di Capaci.

Orlando incontra Yuri Fedotov (UNODC)

Orlando incontra Yury Fedotov (UNODC)

“Alle Nazioni Unite a Vienna, per ricordare Giovanni Falcone in questa sede, significa ricordare che la comunità internazionale custodisce il frutto più prezioso della sua eredità, la Convenzione di Palermo. Ma ereditare non significa semplicemente ricevere, significa anche riaffermare”, ha poi scritto Orlando sulla sua pagina Facebook:  “Per me, alla guida del dicastero della Giustizia dove Falcone fu chiamato a collaborare negli ultimi anni, sono da riaffermare anzitutto le semplici parole che usò per spiegare quella scelta: ‘Sono un uomo di questo Stato. Io credo alle istituzioni’. Una verità profonda, l’esigenza di stare dalla parte delle Istituzioni anche quando per la loro determinazione storica sono considerate fragili, ma sono il frutto di una lotta dell’uomo per l’affermazione della democrazia”.

Secondo Orlando, d’altra parte, non ci sono solo note positive. “In questi vent’anni è accaduto altro. Mentre la mafia siciliana si indeboliva per effetto della repressione dello Stato, altre e nuove organizzazioni si sono rafforzate, hanno varcato i classici confini regionali, dirigendo i propri affari
verso il Nord e oltreconfine”. Secondo il ministro, nell’era della globalizzazione, la criminalità organizzata assume sempre più le sembianze di un network internazionale, che con estrema facilità sposta capitali e risorse oltre i confini degli Stati e  adopera sempre più la corruzione come strumento per acquisire sistematicamente il controllo degli appalti pubblici e per conquistare sempre maggiori spazi sul mercato: “La lotta al crimine organizzato richiede dunque di affinare le indagini sui patrimoni illeciti ed estendere l’efficacia delle misure di sequestro e confisca dei beni. Le resistenze, talvolta comprensibili talvolta meno, degli Stati nazionali a mettere in comune delle informazioni in questo campo, purtroppo
costituiscono un favore alle organizzazioni criminali”. (@OnuItalia)

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