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Giovani italiani all’Onu, Marco Bassano: “Il mio stage alla rappresentanza afgana”

Quando biologia fa rima con diplomazia

NEW YORK, 6 Maggio 2016 – Un toscano a New York. Per l’Afghanistan. Sembra il titolo di un nuovo film, in realtà è la storia di Marco Bassano, classe 1988, di Carrara, alle Nazioni Unite come stagista della Rappresentanza Permanente dell’Afghanistan presso l’Organizzazione.

L’arrivo a New York risale al 2014, quando Marco si è iscritto alla Columbia University per studiare Scienze politiche ambientali. Dopo la triennale in Biologia e la specialista in Ecobiologia alla Sapienza di Roma, “mi sono reso conto che volevo imparare di più sulle politiche ambientali, soprattutto in un contesto internazionale”, racconta a Onuitalia. “Ho iniziato a guardare possibili scuole negli Stati Uniti, ho trovato un buon programma della Columbia University (Public Administration in Environmental Sciences and Policy), ho fatto domanda e sono entrato”: “Da lì il mio interesse è arrivato alle Nazioni Unite come organizzazione internazionale”. Quando biologia fa rima con diplomazia.

Così, una volta conseguito il master a maggio 2015, inizia a cercare opportunità presso le agenzie Onu e gli Stati membri. A settembre la buona notizia: arruolato come stagista alla rappresentanza dell’Afghanistan all’Onu. “Lavoro nell’ambito della Seconda Commissione che si occupa di tematiche economiche e dell’Agenda 2030 e su base giornaliera seguo il Gruppo dei 77 e le riunioni tra i Paesi in via di sviluppo per quanto riguarda i temi di sviluppo sostenibile, economici e ambientali”.

Oltre che ad imparare in dettaglio le priorità di “un Paese di cui non sapevo moltissimo”, il valore aggiunto di questa esperienza sta, per Marco, nel “rappresentare un Paese che non è il proprio con persone di altri Paesi e quindi capire come funziona la diplomazia internazionale dal punto di vista dei Paesi in via di sviluppo, invece che dal punto di vista di un Paese sviluppato come l’Italia”.

Quando il suo stage arriverà a conclusione, il giovane toscano, ricoprirà già la carica di “ambasciatore”. Rappresenterà all’Onu l’ong “Help me see” che mira a sradicare la cecità prevenibile causata dalla cataratta in 20 anni, curando i rapporti con l’Organizzazione, le sue agenzie e gli Stati membri. (@annaaserafini)

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