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Migrazioni: le proposte Unicef all’Ue per i minori, devono avere la priorità

Al centro del dibattito il regolamento di Dublino

minori migranti

BRUXELLES, 6 MAGGIO –  Fermo appello dell‘Unicef all’Unione Europea per cambiare marcia sulla politica nei confronti dei minori migranti  cui l’organizzazione dell’Onu per l’Infanzia chiede di dare la massima priorità. Mentre l’Unione Europea si prepara a discutere le regole che disciplinano le richieste delle persone in cerca di protezione in Europa quando  i 28 Stati membri dell’UE e il Parlamento Europeo inizieranno a esaminare una bozza di proposta, redatta dalla Commissione Europea, per riformare il cosiddetto Regolamento di Dublino, l’Unicef ricorda che è giunto il momento di affrontare con coraggio la questione delle necessità e dei diritti dei minori.minori migranti

Le nuove norme che saranno discusse  determineranno quale Stato è responsabile di esaminare una richiesta di protezione internazionale che sia stata presentata in uno qualsiasi degli Stati UE:  il dibattito prosegue, in un momento in cui la crisi di rifugiati e migranti ha sottoposto a grande pressione l’attuale sistema di asilo dell’Europa e ha lasciato in sospeso il destino degli oltre 400.000 bambini che hanno richiesto asilo in Europa tra gennaio e novembre 2015.

”Questa discussione rappresenta un’opportunità per rafforzare le salvaguardie vitali cui hanno diritto, secondo il diritto internazionale, i bambini che cercano asilo in Europa”, ha detto  Noala Skinner, direttore dell’Ufficio UNICEF di Bruxelles. ”Bisogna dare priorità alla protezione dei bambini, affinché il sistema comune di asilo dell’Europa sia umano, giusto e efficiente”.
Volontari Unicef

Volontari Unicef con i migranti

Per l’organizzazione queste sono le ”cose da fare”:

Prendere decisioni tempestive per contrastare l’esposizione dei bambini a rischi: stando all’attuale Regolamento di Dublino, tra l’arrivo di un bambino e il suo trasferimento in uno Stato che prenderà in esame la sua richiesta possono trascorrere fino a 11 mesi. Un processo così lento può ostacolare la riunificazione familiare ed esporre i bambini a diversi pericoli. L’UNICEF raccomanda un tempo massimo di 3 mesi.
Condividere rapidamente le informazioni: gli Stati dovrebbero assicurare a ogni minorenne – che sia accompagnato o meno da un membro della famiglia – di ricevere tempestivamente (entro 72 ore) informazioni sul diritto a richiedere protezione internazionale e su come poterlo fare.
Armonizzare l’applicazione del principio del ”superiore interesse” (uno dei cardini della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) per ogni bambino non accompagnato e separato: tutti gli Stati dovrebbero applicare medesimi criteri (benessere e sicurezza dei minori) quando prendono in considerazione il loro futuro. L’ascolto dei bambini dovrebbe essere garantito durante tutto il processo.
Garantire una maggiore disponibilità di risorse e di personale qualificato per assicurare che siano tempestivamente nominati tutori con il compito per proteggere, guidare e sostenere adeguatamente un minorenne non accompagnato o separato.
Utilizzare soluzioni comunitarie alternative alla detenzione: nessun bambino dovrebbe essere detenuto in attesa del trasferimento in un altro Stato, della nomina di un tutore o della ricerca di una sistemazione appropriata. L’UNICEF raccomanda l’utilizzo di sistemazioni non detentive e alternative basate sulle comunità per minori e famiglie con bambini che richiedono la protezione internazionale.
(@novellatop, 6 maggio 2016)
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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts