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Nascere in Africa, Amref rilancia campagna ‘Il suo coraggio, Il tuo aiuto’

La storia di Joana. I dati dell'Onu

Giornata mondiale ostetriche

ROMA,  9 MAGGIO – Mamme, bambini, ostetriche: il cerchio magico nel quale comincia la vita, in alcune zone del mondo è un cerchio maligno. L’Africa è una di queste: qui l’avventura di nascere troppo spesso diventa incubo e tante vite se ne vanno.  Amref Health Africa, che lavora nel continente, si è posta l’obiettivo di formare 8mila ostetriche per salvare la vita a 4milioni di mamme e far nascere in salute 800mila bimbi in Africa.  In occasione della recente Giornata Mondiale dell’Ostetrica, l’ong ha posto l’accento sull’importanza di figure professionali in grado di evitare la morte di donne e bambini al momento del parto e ha presentato la sua campagna nazionale ”Ci vuole il suo coraggio, ci vuole il tuo aiuto”.

Giornata mondiale ostetriche

L’assistenza al parto

Sul sito dell’organizzazione è ospitata la storia di Joana:

“L’ospedale era lontano anni luce. Ho salvato quella madre da sola nel villaggio” racconta Joana, ostetrica mozambicana. “La donna era al decimo mese di gravidanza, la sua pancia aveva raggiunto una circonferenza di 42 centimetri. Quella mattina i famigliari mi chiamarono. La donna era in preda a dolori fortissimi. Capii che era arrivato il momento. L’ospedale del nostro distretto di ambulanze ne ha solo una e in casi di emergenza i tempi di attesa possono essere lunghissimi. Dovevo scegliere in fretta. Le mie sole mani per salvarla o tentare la strada dell’ospedale? Mi affidai a ciò che mi era stato da poco insegnato nel corso di ostetricia. La mia comunità e quella donna avevano bisogno di me. Scelsi di usare le mie mani e il kit essenziale di ostetrica. Un telo, del filo, garze, una lametta e poco altro”. Quel giorno nel distretto di Nhamatanda nacque John e rinacque anche Joana, come ostetrica riconosciuta del villaggio. La sua storia racconta di lotte contro il tempo, di carenze e di parti che possono trasformarsi in tragedia quando ad assistere le donne non c’è personale qualificato. Nella Giornata Mondiale delle Ostetriche, Amref Health Africa ha voluto sottolineare l’importanza di formare queste figure professionali, affinché nessuna donna debba rischiare di morire nel momento in cui sta mettendo al mondo una nuova vita.
mamme in AfricaI numeri e la sfida di Amref
In Mozambico, ogni 100mila nascite ci sono 490 donne che perdono la vita. Sono 72 i bambini che muoiono ogni 1000 nati. È stimato che circa 19 milioni di donne in Africa ogni anno partoriscano senza avere accanto personale preparato, il che accresce esponenzialmente il rischio di morte e disabilità di mamme e neonati.
La presenza di un’operatrice professionale come Joana durante una nascita è l’elemento capace di fare la differenza tra una storia a lieto fine ed una dagli esiti drammatici.
Si stima che una sola ostetrica possa prendersi cura ogni anno di 500 madri e far nascere in sicurezza almeno 100 bambini. Dopo aver formato 7mila ostetriche africane negli ultimi tre anni, la sfida di Amref, nei prossimi tre anni, è formarne altre 8 mila, assistere 4 milioni di donne e far nascere in salute 800mila bambini.

Secondo un report congiunto dell’agenzia dell’Onu UNFPA (United Nations Population Fund), della Confederazione Internazionale delle Ostetriche e dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, investire nell’istruzione e nella formazione di ostetriche può portare a ritorni sull’investimento pari al 1600%.
Grazie ad un’istruzione che rispetti gli standard internazionali e ad un sistema sanitario del tutto operativo e funzionale, le ostetriche sono in grado di coprire il 90% dei bisogni essenziali di donne e neonati e contribuire alla riduzione dei 2/3 della mortalità materna e neonatale. La sezione italiana di Amref nel 2015 ha formato oltre 150 ostetriche in Mozambico, sensibilizzato quasi 18mila donne sul tema della salute sessuale e riproduttiva in Kenya e formato in Etiopia 22 operatori sanitari sulla prevenzione dell’emorragia post-parto.

(@novellatop,  9 maggio  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts