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Gen. Graziano: caschi blu Italiani sanno essere neutrali, prestigio per Italia

Libro sui peacekeepers italiani presentato al Salone del Libro di Torino

TORINO 14 MAGGIO – Le Forze Armate italiane  “sanno essere neutrali e con loro operato danno prestigio all’Italia”: lo ha detto il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano, alla presentazione del volume “Caschi Blu Italiani”, che ripercorre per immagini sessant’anni di peacekeeping con le Nazioni Unite.

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I soldati italiani “svolgono compiti strategici, sanno essere equilibrati e neutrali e con il loro operato danno prestigio al Paese. I nostri militari oltre ad una formazione tecnico professionale approfondita, hanno un approccio tipicamente italiano quando operano nell’ambito di operazioni internazionali”, ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa: “Quello che viene definito italian way to peacekeeping ha consentito alle Forze Armate italiane di farsi apprezzare in tutto il mondo, grazie alla spiccata capacità di dialogare con le popolazioni delle aree di crisi in cui operiamo,” ha osservato Graziano che ha comandato i caschi blu di UNIFIL tra 2007 e 2010.

“I soldati italiani sono bravi soldati. E dobbiamo essere fieri di loro”, ha detto nel corso della presentazione al Salone del Libro di Torino 2016, a cui ha partecipato il sindaco della citta’ Piero Fassino, il direttore della Stampa Maurizio Molinari.

28 missioni di pace, oggi primo contributore occidentale

Sono 28 le missioni di peacekeeping lanciate dalle Nazioni Unite alle quali hanno partecipato le Forze Armate italiane, dall’Angola ad Haiti, dallo Yemen all’India, dal Congo alla Somalia e al Mozambico, fino alle ultime ancora in corso in Libano e in Mali, l’Italia continua ad essere il Paese occidentale che più di tutti ha contribuito sul campo alle operazioni dei Caschi Blu. A sessant’anni e cinque mesi dall’adesione dell’Italia alle Nazioni Unite – accadde nel dicembre 2015 – il volume raccoglie per immagini – centinaia, tratte dagli archivi ONU e delle Forze Armate – tutte le missioni a cui il nostro Paese ha partecipato nel corso del tempo, dal 1956 ad oggi offrendo il contributo di decine di migliaia di militari, 32 mila soltanto per l’operazione Leone nel Libano Meridionale.

Ruolo di formazione tra Torino e Vicenza

Nel volume, realizzato a cura della redazione di Informazioni della Difesa sulla scia del 70° anniversario delle Nazioni Unite e del 60° dell’adesione italiana, non manca un accenno al ruolo italiano nella formazione dei peacekeepers di tutto il mondo, attraverso la collaborazione nata a Torino tra la brigata alpina Taurinense dell’Esercito e lo Staff College delle Nazioni Unite, mentre a Vicenza opera il «Center of Excellence for Stability Police Units», struttura dell’Arma dei Carabinieri dove vengono formati funzionari di polizia per le missioni di pace. Il Generale Graziano e Maurizio Molinari hanno poi ricordato i 50 caschi blu italiani caduti per la pace.

“Si chiamano operazioni di pace, ma sono spesso in territori di guerra – ha detto Fassino – e spesso la gente si chiede, soprattutto quando muoiono militari italiani, se sia il caso di continuare a proporle. Io penso di sì perché la pace è un bene comune. Una volta c’era chi produceva la pace e chi la consumava, ora tutti devono concorrere al suo mantenimento”. (@OnuItalia)

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts