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#ItaliAfrica: Italia e’ ponte, a Roma e’ nata una nuova partnership

Megaconferenza organizzata dalla Farnesina con 50 governi africani.

#italiafrica

(di Maria Novella Topi)

ROMA, 18 MAGGIO – L’Italia e’ ponte tra Europa e Africa che e’ “la più grande opportunita’ per l’Europa”. A Roma e’ nata oggi una nuova partnership. “Non abbiamo bisogno di muri ma di essere sempre più connessi”, ha detto il premier Matteo Renzi chiudendo alla Farnesina la prima Conferenza Italia-Africa. Secondo Renzi, “l’Europa si è girata verso l’altra parte e noi stiamo cercando di girare la testa dell’Europa, verso l’Africa e il Mediterraneo”. E poi: “A noi il rapporto con l’Africa preme non solo per una visione etica ma per una visione politica e di utilità reciproca. Noi abbiamo nostalgia del futuro  dove l’Africa non è considerata come qualche forza demagogica sostiene la più grande minaccia ma la più grande opportunità”.

C’è una visione nuova e diversa dell’Africa alla base dello sforzo italiano di riunire nella capitale la prima Conferenza ministeriale Italia-Africa. E’ la visione di chi, forse per la prima volta, non si china solo sui mali endemici del continente, ma vuole esaltarne le potenzialità e le opportunità.

Per questo, per ascoltare le voci dell’Africa, il ministero degli Esteri in collaborazione con l’Ispi (l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) hanno chiamato a Roma i governi di una cinquantina di paesi africani – ministri e una trentina di ambasciatori all’ONU – i rappresentanti di organizzazioni internazionali e della galassia delle Nazioni Unite, imprenditori italiani ed esperti, ambasciatori e ministri in un incontro, come ha detto Paolo Gentiloni, ”mai a così alto livello” .#italiafrica
E, si può affermare, mai così ambizioso, se è vero che la Conferenza è stata aperta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiusa da quello del Consiglio Matteo Renzi, e ‘governata’ nei panel di approfondimento da quattro rappresentanti del governo italiano: Maurizio Martina (Agricoltura), Angelino Alfano (Interno), Gianluca Gsalletti (Ambiente) e Mario Giro (vice Esteri). Senza contare i rappresentanti di alcune delle maggiori imprese italiane come Eni, Finmeccanica, Enel, Terna e molti altri. I tavoli attorno ai quali si confronteranno hanno al centro temi ritenuti fondamentali come la sostenibilità ambientale, quella economica e quella legata ai flussi migratori, il tema della pace e della sicurezza e i conseguenti peacekeeping e  peacebuilding,

Mattarella l’ha detto subito:”Il nostro obiettivo è quello di un rapporto più stretto e articolato tra il continente africano e l’Italia” che comunque , ormai è evidente, ”hanno destini comuni”. Nasce quindi, secondo il presidente della Repubblica, il ”dovere di proporre e discutere insieme approcci di natura globale, non soltanto legati all’urgenza, ma capaci di portarci a soluzioni durevoli”, stringendo quella che ha chiamato ”una grande alleanza che investa sulla pace, sulla sicurezza, sulla crescita economica del continente”.
Sergio Mattarella

Ci sono, ha continuato ”cause comuni che ci interpellano: anzitutto la causa della pace e del destino dell’umanità. La necessità di una lotta senza quartiere al terrorismo e a tutti i fondamentalismi. L’urgenza di spegnere i focolai di tensione politica. L’esigenza di sconfiggere piaghe – quali fame, carestie, malattie endemiche e mortalità infantile – la cui esistenza è ingiustificabile alla luce del livello di conoscenze che abbiamo acquisito. L’intelligente governo di un fenomeno migratorio non transitorio ma epocale. L’esigenza di politiche economiche e sociali capaci di sostenere la crescita economica e l’occupazione. Infine la lotta alla corruzione, che drena risorse importanti a scapito dello sviluppo”.

Italia ponte tra Europa e Africa

Mattarella, come poi tutti gli altri intervenuti, ha posto l’accento sulla funzione di ‘ponte’ dell’Italia tra l’Africa e l’Europa, sottolineando come la questione delle migrazioni ne sia l’incarnazione dei nostri giorni. Secondo il presidente della Repubblica, “le migrazioni vanno affrontate con un approccio multidimensionale che va dalla gestione dell’emergenza, alla successiva eliminazione delle cause che portano tanta gente a partire, alla integrazione laddove necessario”. E’ in quest’ottica, infatti, che l’Italia ha proposto all’Unione europea un documento di discussione, il Migration Compact, che vuole affrontare insieme tutti i principali aspetti del fenomeno migratorio.

Il ministro degli Esteri Gentiloni – che tra l’altro ha annunciato la tenuta ogni due anni della Conferenza – ha rilevato come si sia scelto di costruire una partnership paritaria, permanente e di lungo periodo tra Italia e Africa, perchè si riconosce, proprio come amava dire Nelson Mandela,  che ”l’Africa è terra di opportunità, di potenziale inesplorato”. E’ questo volto positivo, ha aggiunto, che dobbiamo trasferire all’Europa perchè ci aspettano anni decisivi: molti paesi africani hanno fatto passi avanti, entro il 2050 la popolazione del continente raddoppierà toccando i 2 miliardi e mezzo di persone e nel tempo da destinatari di aiuti i paesi africani sono diventati sempre più obiettivi di partnenariato per Usa, Ue e stati asiatici”.

Il senso della Conferenza, ha fatto capire Gentiloni, è che senza l’Africa non si sciolgono i nodi di economia, flussi, terrorismo. ”E’ con questo spirito che l’Italia – ha rilevato – che con 38 miliardi di interscambio è ai primi posti tra i partner,  si è candidata al seggio non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con questo spirito guiderà il turno del G7 il prossimno anno e ha deciso di scommettere in modo strategico sul continente”. #italiafrica
Sul tappeto naturalmente oltre le opportunità, vi sono i problemi di sempre: il terrorismo conquistatore di vaste aree, gli squilibri climatici, i focolai di guerra, l’insicurezza alimentare, solo per citare i più noti.
Dagli interventi del presidente dell’Unione Africana Moussa Faki Mahamat e dal commissario Ua per la pace e la sicurezza, Smail Chergui, è giunta la coferma di quanto tali questioni siano sentite.

Entrambi hanno parlato a lungo del terrorismo islamico, citando le stragi di Boko Haram, degli al Shabaab, di al Qaida per il Maghreb, ed esaltando le missioni di pace come ad esempio l’Amisom in Somalia, quella in Mali, la base di Gibuti. Mahamat ha detto che l’Africa ”ha bisogno di investimenti e di investitori, contro minacce come quella del terrorismo, ma anche contro fenomeni come la desertificazione, la siccità, costruendo per questo sinergie efficaci’”

”L’Italia che amiamo – gli ha fatto eco Chergui – è umanitaria, solidale, aperta”. A questo proposito Gentiloni ha ricordato quanto l’Italia sta facendo per salvare vite umane nel Mediterraneo, un ”imperativo morale di cui siamo fieri… perché l’Italia è l’avanguardia del vecchio continente e ponte con quello dei giovani”. ”Se lavoreremo insieme – ha concluso – la speranza  sarà di nuovo di casa in Africa”.
(@novellatop,  18 maggio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts