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Marco Pannella: da fame a pena di morte, le sue battaglie all’ONU

NEW YORK, 19 MAGGIO – Al Palazzo di Vetro non aveva mai messo piede, ma in fondo e’ come se ci fosse stato di casa, dal momento che le sue battaglie – contro la fame nel mondo, per i diritti umani, contro la pena di morte, per la Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra e i genocidi – hanno accompagnato per decenni la storia delle Nazioni Unite.

Il leader radicale Marco Pannella, paladino italiano della non violenza morto il 19 maggio a Roma a 86 anni, “ha reso l’Italia più moderna”, come ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, ma ha avuto anche un forte impatto sulle scelte dell’Onu, a partire da quel Manifesto contro la Fame firmato da un centinaio di premi Nobel che nel lontano 1981, con Adelaide Aglietta e Francesco Rutelli, Marco aveva consegnato alla FAO nella giornata mondiale dell’alimentazione.

Con Emma Bonino, e principalmente attraverso l’associazione Non c’è pace senza giustizia, Pannella aveva promosso fortemente negli anni Novanta l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia e poi della Corte Penale Internazionale il cui statuto fu approvato nel 1998 proprio a Roma. Pannella e’ stato anche il motore, con l’associazione Nessuno Tocchi Caino, della prima iniziativa contro la pena di morte presentata al Palazzo di Vetro.

L’appello per la moratoria, da lui più volte contrapposta all’abolizionismo immediato delle esecuzioni a suo parere revocabile dagli stati non democratici e comunque non realisticamente conseguibile a breve termine, aveva portato alla formulazione sostenuta dal governo italiano che nel dicembre 2007 fu ratificata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti. Un successo, ma non la fine della storia: questa foto del 2014 lo vede in Niger per raccogliere il sostegno del Paese africano alla ultima risoluzione.

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Tre anni prima, nel febbraio 2004, troviamo Pannella a New York in nome  di ”una grande idea”: una forte alleanza transatlantica Stati Uniti d’Europa e d’America fondata su due pilastri, uno in Europa, un Partito Radicale-Liberale Europeo da far debuttare alle elezioni europee e poi, subito dopo, il lancio dell”’ala Usa-americana”.

Reduce dalla California dove aveva ricevuto un premio dell’American Vietnamese Buddhist Congress in nome della liberta’ religiosa, il leader radicale aveva paragonato quella sua nuova campagna alla battaglia per la CPI: ”Cominciammo a parlarne all’inizio degli anni Novanta e nessuno ci credeva. Otto anni dopo e’ diventata realta”. Era stato in vista di questo nuovo obiettivo ”grande” che Pannella aveva incontrato a New York i rappresentanti di Freedom House e il presidente dell’Open Society Institute per discutere, tra l’altro, le iniziative che il partito radicale stava portando avanti con altre Ong americane in sostegno di un Gruppo democratico all’interno delle Nazioni Unite. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts