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Frigenti all’IFAD: piccole e medie imprese motore sviluppo

ROMA, 19 MAGGIO – “L’Italia ha un forte legame con il tema delle piccole e medie imprese. Sono infatti le piccole e medie imprese che hanno consentito al nostro paese di trasformarsi dopo il secondo conflitto mondiale da economia rurale a uno dei paesi membri del G7”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, Laura Frigenti, nel corso della sessione inaugurale del Working Group Meeting on SME Finance 2016, in corso presso la sede del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad).

All’evento, dedicato al tema “Financing SME, leveraging innovation”, partecipano rappresentanti di organizzazioni internazionali, banche centrali, fondi d’investimento e banche di sviluppo, oltre a esponenti della società civile, del settore privato e delle aziende tecnologiche. “E’ questo tipo di economia, basata sulle piccole e medie imprese, che ci ha permesso di crescere e andare avanti. Un modello che permette una distribuzione delle risorse più equa e che siamo impegnati a esportare”, ha detto Frigenti, sottolineando come uno dei compiti della nuova Agenzia per la cooperazione allo sviluppo sia quello di lavorare con tutti gli attori del settore privato, del no-profit e delle università, al fine di individuare le capacità che il sistema Italia ha da offrire per contribuire a risolvere i problemi legati allo sviluppo.

“Abbiamo iniziato a lavorare con i privati per individuare settori in cui l’Italia ha sviluppato tecnologie chiave, come quello agricolo e dell’energia verde”. Il modello delle piccole e medie imprese, ha proseguito Frigenti, “è particolarmente appropriato per i mercati emergenti perché consente una crescita più equa e una maggiore diversificazione della produzione, creando al contempo un sistema di ‘mutual accountability’ tra cittadini e governi in merito a come vengono gestite le risorse disponibili”.

Ad oggi, secondo dati Ifad, il settore delle piccole e medie imprese copre il 95 per cento del mercato e il 50 per cento dei posti di lavoro a livello globale. Tuttavia, 200 milioni di imprese nel mondo non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per investire e crescere. Come sottolineato dal direttore Ifad, Kanayo  Nwanze, nel suo intervento di apertura, 2 miliardi di persone nel mondo sono escluse dal sistema finanziario formale, la maggior parte delle quali vive in aree rurali. Nel 2010, durante il G20 di Seul, l’inclusione finanziaria è stata riconosciuta come uno dei pilastri dell’agenda sullo sviluppo globale, portando all’approvazione del primo “G20 Financial Inclusion Action Plan”. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts