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Migrazioni: a Idomeni MSF fa piangere i bambini (vaccinandoli)

MSF

IDOMENI, 20 MAGGIO – ”Abbiamo fatto piangere 3031 bambini…. ma per un buon motivo”: Medici senza Frontiere utilizza questo slogan per raccontare il lavoro di vaccinazioni nel campo profughi di Idomeni  dove 10.000 persone, ancora bloccate dalla chiusura del confine greco-macedone, stanno pagando con la loro salute le conseguenze delle politiche europee. La campagna di vaccinazione, condotta in collaborazione con le autorità nazionali locali, proteggerà i bambini dalle malattie prevenibili più comuni dovute alle pessime condizioni di vita cui sono costretti, fra cui la polmonite, principale causa di mortalità infantile a livello globale.

Idomeni

Daniela, infermiera MSF a Idomeni

”Alcuni di questi bambini sono nati sul suolo europeo, alcuni sono sfollati da mesi, altri da anni e molti non hanno ricevuto nessuna delle vaccinazioni infantili di routine” ha detto Lamia Bezer, coordinatore medico di MSF in Grecia. ”L’Europa ha deciso di bloccare in Grecia migliaia di persone che cercavano sicurezza sul continente, ma non ha predisposto un vero e proprio piano per gestire i loro bisogni di base. Questa crisi era del tutto prevedibile ed è causata dalla negligenza dei governi e delle istituzioni europee.”

Come conseguenza della chiusura della rotta balcanica e dell’attuazione del trattato UE-Turchia, il campo di Idomeni è diventato il più grande campo rifugiati d’Europa, dove migliaia di persone sono bloccate in condizioni miserabili, senza un’adeguata assistenza umanitaria, senza accesso a informazioni sul proprio futuro, esposte alla violenza della polizia alla frontiera o dei trafficanti all’interno del campo. Negli ultimi quattro mesi, le équipe di MSF a Idomeni stanno curando sempre di più gli effetti sulla salute di persone costrette a vivere per lungo tempo nel campo (soprattutto problemi respiratori e intestinali), persone vulnerabili come bambini, donne incinte, disabili o malati cronici, così come pazienti feriti che dicono di aver subito violenze da parte della polizia. Tra loro anche bambini di poche settimane esposti ai gas lacrimogeni e bambini di 10 anni feriti da proiettili di gomma. Da gennaio, gli psicologi di MSF hanno condotto 221 sessioni individuali e 254 sessioni di gruppo, per un totale di 2960 persone assistite.

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts