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El Nino: Frigenti (Aics), Italia primo paese con piano, rapidità salva vite

VENEZIA, 20 MAGGIO – L’Italia e’ il primo paese a predisporre un piano di risposta a El Nino “in tempi quasi miracolosi”. Preparazione e innovazione sono le due parole chiave quando si tratta di riduzione dei rischi legati ai disastri naturali e ai cambiamenti climatici e in questi casi pochi giorni possono fare la differenza tra la vita e la morte. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics), Laura Frigenti, intervenendo oggi a Venezia alla sessione conclusiva dell’Understanding Risk Forum, una conferenza organizzata dal Global facility for disaster reduction and recovery (Gdfrr) e dal Gruppo Banca mondiale per riunire ogni due anni esperti nella gestione del rischio disastri provenienti da ogni parte del mondo.

Si tratta di una materia cui occorre guardare con rinnovata attenzione. Perché, ha ricordato il direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, i disastri naturali – in particolare quelli legati ai cambiamenti climatici – sono sempre più frequenti. E il loro impatto socio-economico è raddoppiato, se non triplicato. “Nessuno sforzo in materia di sviluppo – allora – sarà sostenibile fin quando nel quadro generale non troveranno spazio strumenti d’analisi dei rischi”. Due, secondo Frigenti, le parole chiave emerse da tre giorni di dibattito a Venezia: preparazione e innovazione.

Da una parte, quindi, “il rafforzamento delle capacità locali, efficaci sistemi di early warning, adeguata pianificazione territoriale e formazione”. L’Italia, esposta com’è a un’ampissima gamma di rischi naturali, può costituire in questo senso un modello. “Siamo riusciti – ha evidenziato il direttore di Aics – a trasformare le nostre debolezze in punti di forza, sviluppando un sistema di Protezione civile moderno ed efficiente”, con “strumenti scientifici e tecnologici avanzati” e picchi d’eccellenza come la Fondazione Cima (Centro internazionale di ricerca in monitoraggio ambientale), la Fondazione Eni Enrico Mattei e il Centro euro-mediterraneo sul cambiamento climatico (Cmcc). Lo dimostra anche la rapidità con la quale il nostro paese si è mosso per rispondere all’emergenza El Nino, il fenomeno meteorologico che ha colpito l’Africa australe provocando alluvioni e siccità: “Abbiamo preparato un piano di risposta in 17 giorni, in tempi quasi miracolosi. Ma in questi casi pochi giorni possono fare la differenza tra la vita e la morte”, ha osservato il direttore di Aics.

Dall’altra parte, l’importanza cruciale di strumenti finanziari e assicurativi innovativi. Lo scorso anno è stato adottato a Sendai, in Giappone, un Piano d’azione che sottolinea come non bastino gli investimenti sulla capacità di risposta post-disastro, ma occorra anche puntare su un’appropriata campagna d’informazione verso soggetti pubblici e privati. Anche “la ricerca, da sola, non può avere alcun impatto senza una comunicazione efficace, un’azione coordinata e un significativo impegno di cittadini, società civile e settore privato”, ha aggiunto il direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo.

Un punto chiave, dunque, è la partnership pubblico-privato, sul quale la nuova Agenzia è già impegnata. “Dobbiamo essere complementari, coordinati, condividere i rischi e i benefici della gestione organizzativa. Gli attori privati possono aiutare le autorità a fornire servizi più rapidi e migliori alla comunità e a sostenerne le spese”. Dall’altra parte, ha avvertito Frigenti, i governi devono però assicurare “una cornice normativa che permetta il reale sviluppo di tale collaborazione”. Negli ultimi anni l’Italia ha realizzato interventi nel settore della gestione dei disastri sia nel continente africano, a favore delle popolazioni colpite da frequenti siccità, sia in America centrale e in Asia, dove i cambiamenti climatici e la gestione poco accurata dei terreni rendono lo scenario ancor più complesso. Dopo aver assicurato nel 2007 il proprio contributo al Gfdrr della Banca mondiale, la Cooperazione ha realizzato un programma di ricostruzione nelle Filippine dedicato alla risposta all’emergenza tifoni e ha avviato un programma tuttora in corso in Afghanistan per migliorare le capacità di gestione delle emergenze nella provincia di Herat. “C’è un forte impegno da parte del governo italiano nel sostenere l’agenda internazionale di riduzione dei rischi con risorse bilaterali e con i partner multilaterali”, ha assicurato Laura Frigenti. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

1 Comment on El Nino: Frigenti (Aics), Italia primo paese con piano, rapidità salva vite

  1. Solo 2 parole. I coreani del Nord sono convinti che il loro Paese, l’economia e il sistema di vita sia tra i migliori al mondo. Questo viene scritto quotidianamente su tutti i bollettini e quei pochi giornali che esistono, loro non sanno come vivono gli altri.parimenti cara Signora lei può scrivere quello che vuole sul Nino e i vari interventi. La gente non sa.

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