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Giro al World Humanitarian Summit: “Ecco il contributo concreto dell’Italia”

ISTANBUL, 23 Maggio 2016 – Dall’aumentare gli aiuti umanitari al soccorrere e salvare rifugiati e migranti nel Mediterraneo e offrire protezione ai più vulnerabili. Dalla collaborazione con le ONG, come per il progetto dei corridoi umanitari – che ha portato (e continuerà a portare) i rifugiati in Italia in modo sicuro e li aiuta ad integrarsi – al migration compact proposto a Bruxelles.  Il vice ministro degli Esteri italiano Mario Giro al World Humanitarian Summit apertosi oggi a Istanbul, ha riassunto “il contributo concreto dell’Italia per trasformare l’agenda per l’umanità elaborata dal Segretario Generale dell’Onu in realtà”.

“Nel 2016 abbiamo aumentato il budget per gli aiuti umanitari del 20%, aumenteremo anche in maniera significativa il nostro contributo alle principali organizzazioni umanitarie di oltre il 120%. Quest’anno stiamo raddoppiando il nostro contributo finanziario al Fondo per le emergenze umanitarie globali (CERF) dell’ufficio Onu per gli affari umanitari (OCHA). Ci impegniamo ad aumentare la percentuale del nostro aiuto pubblico allo sviluppo mirato ai paesi più fragili e colpiti da conflitti e aumenteremo anche le risorse per la riduzione del rischio connesso al pericolo naturale”, ha detto il ministro, invitando i paesi a lavorare per “assicurare abbastanza risorse” per scopi umanitari e ad usarle “in modo più efficace”. All’Ansa, Giro ha precisato che ”l’Italia continuerà” ad aumentare gli aiuti umanitari “fino al 2018, a 360 milioni di euro. Senza contare i 3 miliardi investiti per le operazioni di ‘save and rescue’ dall’inizio di Mare Nostrum”, come mezzo per promuovere “stabilità politica”.

All’Italia viene“ricordata giornalmente” la crisi dei rifugiati e migranti, con persone vulnerabili che mettono la propria vita a rischio, cercando di attraversare il Mediterraneo, per fuggire a violenza e povertà. “L’Italia è sempre stata in prima linea nella crisi, mantenendo il suo impegno per le operazioni di ricerca e soccorso attraverso le quali sono state salvate centinaia di migliaia di persone”, ha sottolineato Giro: “Non dimenticheremo che il nostro primo dovere è quello di proteggere le persone in stato di bisogno”.

Il vice ministro degli Esteri ha sottolineato l’importanza di rafforzare la partecipazione della società civile, citando il progetto dei “corridoi umanitari”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, la Tavola Valdese e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e sostenuta  dai ministeri dell’Interno e degli Esteri il cui obiettivo è portare i rifugiati vulnerabili in Italia in modo sicuro e contribuire alla loro integrazione nella società, con l’accesso all’istruzione, corsi di lingua e cure mediche. “L’integrazione dei migranti è fondamentale quanto il coinvolgimento della società civile”, ha detto Giro.

Nella convinzione che “l’azione umanitaria non può sostituire soluzioni politiche”, Giro ha invitato ad “affrontare le cause profonde” della crisi e ha ricordato il “migrant compact” italiano presentato a Bruxelles. Promuove progetti infrastrutturali e programmi socio-economici in Africa, e mira a promuovere la cooperazione sulle questioni migratorie, “bilanciando responsabilità e solidarietà attraverso un vero e proprio partenariato con i paesi di origine dei flussi migratori”. (@annaaserafini)

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