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Unicef: ogni giorno 4 scuole e ospedali bombardati, a Istanbul si prendano impegni

Scuole sicure

ISTANBUL, 23 MAGGIO – Gli attacchi contro scuole e ospedali rappresentano una delle 6 gravi violazioni contro l’infanzia identificate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In occasione del World Humanitarian Summit, che comincia oggi a Istanbul, l’UNICEF ricorda che ogni giorno 4 tra scuole e ospedali vengono bombardati o occupati da gruppi o forze armate. L’ultimo rapporto annuale del segretario generale dell’Onu sui bambini nei conflitti armati, nel dicembre scorso aveva documentato oltre 1.500 episodi di attacchi o di utilizzo per scopi militari di scuole e ospedali nel solo 2014.

In  particolare nell’anno preso in considerazione dal rapporto dell’ONU, il 2014:
• 163 scuole e 38 strutture sanitarie sono state colpite in Afghanistan

Siria

Un ospedale colpito

• 28 ospedali e 50 scuole sono state bombardate e altre 9 scuole adibite a scopi militari in Siria
• 92 scuole sono state occupate da militari e combattenti nello Yemen
• 7 attacchi e 60 occupazioni militari di scuole si sono verificate nel Sud Sudan
• sono stati documentati 543 episodi di attacco a scuole in Palestina e a 3 edifici scolastici in Israele.
• nel Nord-Est della Nigeria 338 scuole sono state distrutte o danneggiate tra il 2012 e il 2014.
Sono dati che  vengono diffusi all’indomani di episodi eclatanti, che hanno scosso l’opinione pubblica internazionale, come i bombardamenti di scuole nello Yemen e quello all’Ospedale Al-Quds di Aleppo (Siria), dove ha trovato la morte uno degli ultimi pediatri della città.

Siria

Le bombe su Aleppo

”I bambini vengono uccisi, feriti e resi disabili in modo permanente in quegli stessi luoghi in cui dovrebbero sentirsi protetti e al sicuro. I bombardamenti contro scuole e ospedali nel corso di un conflitto sono in allarmante e vergognoso aumento”, ha ammonito Afshan Khan, direttore dei programmi di Emergenza dell’UNICEF. ”Gli attacchi diretti e intenzionali a queste strutture, ai medici e agli insegnanti sono crimini di guerra. I governi e tutti gli attori coinvolti devono assicurare la protezione di scuole e ospedali secondo le norme del diritto internazionale umanitario, e gli Stati devono assumere il proprio impegno sottoscrivendo Dichiarazione sulle Scuole Sicure”.
Nel 2015 il sistema di monitoraggio delle Nazioni Unite aveva documentato anche il cosiddetto ‘double-tap’ (doppio colpo) o persino il ‘triple-tap’: bombardamenti contro infrastrutture sanitarie nel corso dei quali vengono compiuti anche uno o più attacchi successivi contro i civili e i primi soccorritori.

Oltre alla distruzione degli edifici, le guerre hanno anche altre gravi conseguenze su salute e istruzione dei bambini. In Siria, ad esempio, sono frequenti il saccheggio di attrezzature e scorte di beni sanitari dai convogli umanitari, l’impedimento dell’evacuazione di feriti e malati da località sotto assedio o l’assassinio mirato di personale sanitario. Simili atti rendono sempre più arduo, giorno dopo giorno, l’accesso dei civili ai servizi sanitari di cui hanno un vitale bisogno.

”In paesi come Nigeria e Sud Sudan, i bambini vengono rapiti a scuola, in circostanze orribili, mentre altri subiscono stupri o sono reclutati e impiegati come bambini soldato” aggiunge Khan.

Quello che si tiene a Istanbul è il primo vertice mondiale interamente dedicato alle questioni umanitarie. I leader di tutto il mondo si confronteranno su come garantire risposte efficaci alle maggiori crisi umanitarie in corso e su come prepararsi alle sfide future. E si confida che prendano impegni seri.

La “Dichiarazione sulle Scuole Sicure”
La Dichiarazione sulle Scuole Sicure (Safe Schools Declaration) sviluppata attraverso una consultazione tra stati guidata da Norvegia e Argentina a Ginevra nei primi sei mesi del 2015, garantisce agli Stati l’opportunità di esprimere ampio supporto politico alla protezione e alla continuazione dell’istruzione nei conflitti armati, e rappresenta per gli Stati uno strumento per appoggiare e impegnarsi ad implementare le “Linee-guida per la protezione delle scuole e delle università dall’utilizzo militare durante i conflitti armati.”

La Dichiarazione è stata presentata per l’approvazione alla Conferenza di Oslo sulle Scuole Sicure ospitata dal Ministero degli esteri della Norvegia il 29 maggio 2015.

Lo stesso giorno si è impegnato un primo gruppo formato da 37 Stati. Questo numero è destinato a crescere. Gli Stati che hanno firmato la Dichiarazione sono: Afghanistan, Argentina, Austria, Brasile, Bulgaria, Repubblica Centrafricana, Ciad, Cile, Costarica, Costa d’Avorio, Repubblica Ceca, Ecuador, Finlandia, Georgia, Grecia, Honduras, Irlanda, Italia, Giamaica, Giordania, Kazakistan, Kenya, Libano, Liberia, Liechtenstein, Lussemburgo, Madagascar, Malesia, Montenegro, Mozambico, Olanda, Nuova Zelanda, Niger, Nigeria, Norvegia, Palestina, Panama, Paraguay, Polonia, Portogallo, Qatar, Sierra Leone, Slovenia, Somalia, Sud Africa, Spagna, Sudan, Svezia, Svizzera, Uruguay, Zambia.

(@novellatop,  26 maggio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts