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Epidemia di colera in Kenya: situazione difficile, Amref invia Flying doctors

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NAIROBI,  26 MAGGIO –  In Kenya è in corso una allarmante epidemia di colera, che sta cominciando a causare vittime e si sta diffondendo rapidamente.

Colera

Uno dei tweet di Amref

L’organizzazione umanitaria  Amref Health Africa conferma oggi che dallo scorso 13 aprile, quando è stato registrato il primo caso, l’epidemia di colera nella Contea di Mandera in Kenya ha causato 10 nuove vittime e almeno 721 persone sono sospettate di essere state infettate. Per mantenere sotto controllo la situazione ed aiutare a fermare il propagarsi dell’epidemia, Amref ha lanciato un appello per un aiuto finanziario di 250mila dollari (25 milioni di scellini kenioti), con il quale sostenere i costi per la promozione della salute, nonché l’acquisto di forniture per la prevenzione e il trattamento della malattia, come le compresse per purificare l’acqua e le medicine, così come anche il materiale di laboratorio e il contributo del personale specialistico.

Secondo Amref, la situazione sul campo è disperata. I pazienti affetti da colera sono stati ricoverati nel reparto maternità che Amref ha costruito presso l’Ospedale Specialistico della Contea, grazie al progetto APHIAplus IMPARISHA, finanziato dall’agenzia governativa americana USAID. Il reparto ha una capacità di 50 persone, ma vi sono già 58 pazienti. Molti altri vengono assistiti esternamente, per loro sono stati predisposti dei letti nel cortile dell’ospedale e i rami degli alberi vengono utilizzati come sostegno per le flebo. Inoltre, l’ospedale non è provvisto di letti standard per il colera e questi devono essere perciò improvvisati.

L’epidemia è per lo più concentrata nella città di Mandera e  il sospetto ‘paziente zero’ si ritiene che sia un uomo che ha viaggiato in bus da Wajir o Nairobi.

La situazione igienica a Mandera è critica, con disponibilità di acqua irregolare e con strutture igienico-sanitarie inadeguate. Non avendo la città una disponibilità d’acqua costante, si affida tuttora alle autocisterne e ai carretti che trasportano acqua. Il timore degli umanitari è che se l’infezione dovesse oltrepassare il confine ed arrivare nella vicina zona di Bulahawa, in Somalia, la situazione potrebbe diventare catastrofica, visto che il sistema sanitario in quel Paese è a malapena funzionante.

L’ostacolo principale ora è rappresentato dal controllo e dalla gestione inadeguati dell’epidemia. Gli operatori sanitari non sono adeguatamente competenti per trattare il particolare caso del colera, cosa che potrebbe far degenerare la situazione.

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Uno dei tweet di Amref

Amref Health Africa sta attualmente collaborando con il governo della Contea di Mandera e con altri partner per aiutare a gestire la situazione.
In particolare, c’è urgente bisogno di interventi a livello comunitario, inclusa la promozione dell’igiene nelle scuole e tra le famiglie. Il Ministro della Salute della Contea ha mobilitato scorte d’acqua dedicate alle scuole, ai mercati e ad altri luoghi pubblici, ma molti di questi posti non sono provvisti di cisterne per conservarla.
C’è anche urgente necessità di formare operatori sanitari di comunità che possano aggirarsi per la città ed i villaggi nei dintorni per informare la popolazione e trasmettere conoscenze sulla malattia, riferendo al contempo all’ospedale dei casi sospetti che possono incontrare. Oltre a ciò, gli operatori potranno distribuire a livello delle famiglie i prodotti specifici per trattare e purificare l’acqua che, quando sporca e contaminata, è il principale veicolo di trasmissione del batterio responsabile del colera.

Un aeroplano dei Flying Doctors – Dottori Volanti – di Amref è volato con un suo team di medici e operatori sanitari per consegnare all’ospedale di Mandera i rifornimenti di cui ha bisogno, come i materiali di laboratorio, e colmare il gap di conoscenze specialistiche. Inoltre un focolaio di Chikungunya, una febbre causata da punture di zanzara, sta aggravando l’epidemia di colera e mettendo a dura prova la fornitura di servizi sanitari nella contea, visto che anche alcuni degli operatori sanitari sono stati infettati.

(@novellatop,  26 maggio 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts