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Migranti: OMS, nel mondo 26 milioni donne e ragazze a rischio

Bustreo, priorita' a salute donne, bambini in crisi umanitarie

GINEVRA, 27 MAGGIO – Nel mondo 26 milioni di donne e ragazze in età riproduttiva vivono in situazioni di emergenza e necessitano dei servizi sanitari, rivelano le stime dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel corso dell’Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra.

Flavia Bustreo

Flavia Bustreo

Nei Paesi fragili il rischio di mortalità materna è di 1 a 54, rispetto a 1 su 4.000 nei paesi sviluppati. Secondo le stime diffuse dall’Organizzazione Mondiale delle Sanità, più del 60% delle morti materne, il 53% delle morti sotto i 5 anni e il 45% dei decessi neonatali avvengono in contesti economicamente instabili. “Per i quasi 60 milioni di sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo in tutto il mondo le necessità della vita continuano anche se non hanno più una casa in cui tornare. Prioritario assicurare salute a donne, bambini e adolescenti in situazioni di emergenza umanitaria”, ha detto Flavia Bustreo Vice Direttore Generale, Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’OMS.

Nei Paesi in crisi donne e ragazze non hanno accesso ai servizi sanitari di base, come la pianificazione familiare e l’assistenza prenatale. E anche quando questi servizi sono disponibili, le donne vengono spesso mandate via a causa della mancanza di documenti legali che provino il loro stato di migranti, la loro etnia o stato civile, per citare solo alcune delle discriminazioni di cui sono vittime. Inoltre, gli alti tassi di violenza sessuale o di genere registrati in situazioni di emergenza – tra cui lo stupro, la mutilazione genitale femminile, le gravidanze forzate e i matrimoni precoci – espongono maggiormente le donne e le ragazze a cattive condizioni di salute, privazione e abbandono.

“Abbiamo bisogno di garantire la tutela della salute e dei diritti umani di donne, bambini e adolescenti ovunque si trovino, inclusi i Paesi che vivono situazioni di crisi. Se da un lato la sopravvivenza di donne e bambini è migliorata grazie agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e con la Strategia Globale per la Salute delle Donne e dei Bambini lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite nel 2010, oltre l’80% dei Paesi in crisi non hanno ancora raggiunto gli obiettivi prefissi a causa di un conflitto recente, di disastri naturali o di entrambi”, ha detto la Bustreo.

Pia Locatelli

Pia Locatelli

“La salute non è un privilegio, ma un diritto umano fondamentale al quale spesso le donne che fuggono dalle guerre e che sono costrette a lasciare il loro Paese non hanno accesso. Le migranti e le rifugiate sono particolarmente a rischio, spesso viaggiano sole o con bambini piccoli, e spesso sono vittime di stupri, di violenza, di tratta. Di fronte a queste situazioni è necessario garantire un’assistenza sanitaria di genere, diretta e individuale, non legata alla famiglia o al marito come succede oggi”, ha aggiunto Pia Locatelli, presidente del Comitato diritti Umani della Camera e coordinatrice dell’intergruppo parlamentare “Salute globale e Diritti delle donne”, che questa settimana ha partecipato all’Assemblea Mondiale della Salute in rappresentanza dell’Unione Interparlamentare (IPU).

Gli obiettivi dell’OMS per salute donne e bambini

L’anno scorso, con l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), i Paesi ONU si sono impegnati a “non lasciare nessuno indietro”. In linea con gli SDGs, la nuova Strategia Globale per la Salute delle Donne, dei Bambini e degli Adolescenti si pone come obiettivo non solo salvare le vite di donne, bambini e adolescenti, ma richiamare ad azioni di trasformazione che forniscano loro ciò di cui hanno bisogno per crescere e prosperare. Fra i vari servizi che le donne e le ragazze in età riproduttiva necessitano per crescere bene, incluse coloro vivono in contesti di emergenza umanitaria, vi sono anche i servizi sanitari per la salute sessuale e riproduttiva.

Il primo passo è fare in modo che tutti i Paesi e i partner che lavorano nei contesti di emergenze umanitarie mettano a disposizione un Minimum Initial Service Package, cioè un kit di base per la salute riproduttiva durante le emergenze. Il kit permette di fornire assistenza clinica per le vittime di stupro, rendere disponibili preservativi per prevenire la trasmissione dell’HIV, e assicurare la disponibilità di personale ostetrico qualificato per combattere la mortalità materna e neonatale.

Al fine di rendere disponibili tali servizi, la Strategia Globale richiama all’aumento del numero di operatori sanitari così come anche ad una migliore raccolta di dati sui bisogni relativi alla salute di donne, bambini e adolescenti che vivono in situazioni di emergenza. Questi stessi servizi rappresentano la base per sistemi sanitari che siano più forti nel lungo termine. In media, la durata dello spostamento a causa di guerre e persecuzioni è di 17 anni. Bisogna fare in modo che tutti i bambini e gli adolescenti possano raggiungere il loro pieno potenziale in quel periodo.

Infine, una delle soluzioni più efficaci è rendere più flessibile il finanziamento sin dall’inizio delle emergenze. Se i Paesi a medio e basso reddito non possono accedere ai fondi durante le emergenze, come possiamo aspettarci che finanzino un pacchetto di servizi per la salute che comprenda nutrizione, acqua e servizi igienici?

“L’Assemblea Mondiale della Sanità che si tiene in questi a Ginevra pone l’attenzione su queste tematiche e sulla sfida che la nostra società dovrà affrontare. È un’opportunità fondamentale per i governi di ribadire l’impegno a prendersi cura di questi soggetti particolarmente vulnerabili e che vivono in condizioni di emergenza. L’Agenda per l’umanità deve diventare una realtà per ogni donna, bambino e adolescente in tutto il mondo. L’Italia, così come altri paesi impegnati in prima fila rispetto agli attuali flussi migratori, ha un ruolo chiave da giocare su questi temi e nella protezione del diritto all’assistenza e alle cure per le donne, i bambini e gli adolescenti che si trovano a vivere questa condizione” ha concluso Flavia Bustreo. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts