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Italia con Senegal: Modena esempio “best practices” bilancio di genere

DAKAR, 28 MAGGIO – L’esperienza del comune di Modena come “best practice” europea per il bilancio di genere e’ stata presentata nel corso di un convegno internazionale  a Dakar  organizzato dalla Cooperazione Italiana di Dakar, d’intesa con l’Ambasciata d’Italia e in partenariato con il Ministero della Donna senegalese. Il convegno, svolto dal 18 al 20 maggio, ha messo a confronto casi di livello nazionale e locale, in diversi Paesi: Turchia, Mali, Senegal, Marocco e Italia. Obiettivo principale: portare al centro del dibattito politico regionale e nazionale la questione dell’elaborazione e della valutazione delle politiche pubbliche secondo una prospettiva di uguaglianza di genere e di benessere per iscriverla nell’agenda del governo per identificare gli strumenti necessari ad un’effettiva integrazione del bilancio di genere nella riforma finanziaria attualmente in corso in Senegal.

Il bilancio di genere e’ un ripensamento complessivo della costruzione del bilancio: comporta innanzitutto un riesame della struttura di entrate e spese riclassificate, valutando il loro diverso impatto su uomini e donne. L’assessore alle pari opportunita’ Andrea Bosi ha illustrato l’esperienza modenese come esempio di buone pratiche a livello locale. Ha portato un contributo Antonella Picchio, docente alla facoltà di Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia: il ministero delle Politiche di genere senegalese avvierà infatti una collaborazione con l’ateneo modenese per sperimentare l’approccio “gender budgeting” anche in Senegal. Il modello sperimentato a Modena fa riferimento agli studi condotti da Amartya Sen e da Martha Nussbaum sullo sviluppo umano, che individuano nello sviluppo delle capacità l’obiettivo e la responsabilità principale delle politiche pubbliche.

Il seminario è stata presieduto da Mariama Sarr, Ministro incaricato delle politiche di genere del Senegal, da Khady Ndao, Direttrice del Bilancio del Ministero dell’Economia e della Finanze del Senegal e da Francesco Paolo Venier, Ambasciatore d’Italia a Dakar. Tra i partecipanti il Direttore dell’AICS di Dakar Pasqualino Procacci, Giuliana Serra e Enrica Bianco, rispettivamente esperta genere e consigliera tecnica del progetto PASNEEG.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha evidenziato come l’obiettivo del bilancio di genere sia quello di definire le priorità e di allocare le risorse rispondenti ai bisogni differenziati dei gruppi più svantaggiati considerando con particolare riguardo la posizione delle donne. Secondo l’Ambasciatore il bilancio diventa dunque la porta d’entrata per la trasformazione delle politiche macroeconomiche e settoriali in vista del raggiungimento di una maggiore uguaglianza e benessere.

A presiedere e moderare i pannelli di discussione i più alti funzionari dell’Unione Economica e Monetaria (UEMOA), della Comunità Economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest (ECOWAS), del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle strutture incaricate della valutazione delle politiche pubbliche, della commissione finanza del parlamento del Senegal, oltreché la società civile, le università, gli enti locali nazionali e internazionali e i principali donatori e Agenzie multilaterali. Un segnale forte di ownership da parte delle istituzioni nazionali che premia l’impegno e il lavoro portato avanti negli anni dalla Cooperazione italiana in Senegal a favore della promozione delle politiche di genere e l’empowerment economico e sociale delle donne.

In un messaggio letto dalla esperta di genere dell’AICS a Dakar Giuliana Serra, la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, ha delineatole difficoltà riscontrate dall’Italia nel percorso di elaborazione e valutazione delle politiche pubbliche secondo una prospettiva di genere e ha descritto il recente disegno di legge “per la valutazione dell’impatto di genere della regolamentazione e delle statistiche”.

Il convegno si è concluso con l’adozione di una serie di raccomandazioni, tra cui: l’iscrizione della riforma per l’istituzionalizzazione del bilancio di genere per il prossimo consiglio interministeriale nazionale; l’inclusione del Ministero incaricato delle politiche di genere nell’organigramma del sistema di valutazione delle politiche pubbliche;  lo sviluppo di indicatori specifici di genere attraverso l’applicazione della metodologia Social Institution and Gender Indicator (SIGI), già in fase di sperimentazione attraverso la componente multilaterale, gestita da UN WOMEN, del progetto PASNEEG; l’integrazione del gender budgeting nell’attuale riforma nazionale; l’accompagnamento sistematico di analisi di genere alla legge finanziaria; il miglioramento del sistema di raccolta dati disaggregati per sesso e età; il partenariato tra UEMOA, Ministero delle finanze e Ministero incaricato delle politiche di genere per l’applicazione della gender policy comunitaria che include il gender budgeting; il gemellaggio tra il comune di Modena, come best practice europea, e il comune senegalese dove verrà applicato il bilancio di genere. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts