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Il Migration Compact, come funziona l’iniziativa portata dall’Italia a Bruxelles

ROMA, 31 MAGGIO – A breve l’insieme dei Commissari europei valuterà il Migration Compact presentato dall’Italia con le modifiche e le integrazioni messe a punto dai servizi della Commissione e del SEAE e deciderà di presentarlo (probabilmente come “Comunicazione”) all’approvazione del Consiglio europeo di fine giugno. Ecco una scheda con i quattro punti essenziali dell’iniziativa e, a seguire, nella rubrica “Voci”, la valutazione di Nino Sergi,  presidente emerito di Intersos e policy advisor di Link 2007.

  • Dall’emergenza alla strategia di lungo periodo

Le immigrazioni che l’UE sta affrontando sono complesse e dureranno a lungo. E’ necessario quindi uscire dalla logica emergenziale per attuare una strategia di lungo periodo, affiancando agli strumenti dell’UE che riguardano la dimensione interna una più forte e coerente azione esterna. Ecco come:

  • Svolgere un’analisi comprensiva degli strumenti e delle azioni già esistenti, evidenziando forze e debolezze, per riorientare la programmazione europea.
  • Identificare i paesi partner con i quali cooperare su questo tema e definire, per ciascuno di essi, il tipo di cooperazione da sviluppare sulla base delle caratteristiche, dei bisogni e delle opportunità del paese (origine, transito o entrambe; situazione economica e sociale; governance;  controllo del territorio e sicurezza ecc.).
  • Alle misure proposte dall’UE (rafforzato supporto finanziario e operativo) dovranno corrispondere precisi impegni in termini di controllo delle frontiere, riduzione dei flussi migratori, cooperazione sui rimpatri e le riammissioni, contrasto al traffico di esseri umani.
  • Ai paesi partner l’UE potrebbe offrire

– Progetti di investimento ad alto impatto sociale e per lo sviluppo delle infrastrutture, da identificare insieme ai paesi partner;

– Bonds Ue-Africa, in sinergia con la BEI e le istituzioni finanziarie internazionali (titoli con cui finanziare i progetti infrastrutturali e facilitare l’accesso di questi paesi ai mercati finanziari), e altre iniziative di finanza innovativa;

–  Cooperazione in materia di sicurezza (gestione e controllo dei confini, dogane, giustizia criminale, gestione dei migranti e rifugiati secondo gli standard internazionali, processi di cooperazione regionale, formazione e equipaggiamenti);

– Opportunità di ingressi legali nell’UE, con la creazione di strumenti per l’accesso di lavoratori al mercato europeo e per studenti e ricercatori; iniziative di migrazione circolare.

– Programmi di reinsediamento a compensazione dei paesi che si impegnano a stabilire sistemi di asilo nazionali in linea con gli standard internazionali.

  • Come contropartita, l’UE potrebbe richiedere

– Controllo effettivo dei confini e riduzione dei flussi verso l’Europa, con impegno in azioni di ricerca e salvataggio (l’UE aiuterebbe con iniziative di formazione e offerta di equipaggiamenti e tecnologie);

– Stretta cooperazione su rimpatri e riammissioni (identificazioni, documenti ecc.) sia con l’UE che con altri paesi terzi. La revisione dell’accordo di partnership EU-ACP dovrà essere in linea con le priorità europee ed esigere il rispetto degli obblighi assunti;

– Gestione dei flussi di migranti e rifugiati, con identificazioni in loco, accertamento dei richiedenti protezione internazionale e conseguente rimpatrio degli irregolari;

– Creazione di sistemi di asilo in linea con gli standard di protezione internazionali, con l’aiuto di agenzie specializzate come l’UNHCR e la IOM;

– Lotta ai trafficanti di esseri umani e allo sfruttamento, attraverso cooperazioni tra polizia e sistema giudiziario.

  • Come finanziare il Migration Compact

– Riorientando la programmazione degli strumenti finanziari per l’azione esterna (EDF, fondo europeo di sviluppo; DCI, strumento per la cooperazione allo sviluppo; ENI, strumento per le politiche di vicinato, ecc.);

– Emettendo Migration Bonds europei e definendo un nuovo Fondo europeo per investimenti nei paesi terzi, includendo strutture di blending della Commissione e della Bei (Banca europea degli investimenti). (NS)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts