Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Repubblica Democratica del Congo: il caffè di Elena, infermiera MSF

La Moka di Elena

BILI, REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, 31 MAGGIO – Molti operatori umanitari in giro per il mondo compilano blog e diari dai quali è possibile ricavare il lavoro fatto, gli impegni presi, le persone conosciute.

kivu_20081024_2[1]

Questo è il blog di Elena, infermiera che lavora per Medici senza Frontiere nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’organizzazione opera dal 1981 in molte aree del paese, con oltre 3000 operatori che si sono trovati ad affrontare nel tempo guerre, epidemia (l’ultima quella di malaria), violenze.

 ”Com’è la vita di un operatore umanitario in missione? Oggi vi racconto la mia! La giornata comincia verso le 6.45, sveglia e colazione. Tutto normale direte voi, ma invece se sei italiana e non puoi fare a meno del caffè, ecco che ti devi alzare un po’ prima e ingegnarti per poter gustare del buon caffè mattutino! Dopo le prime settimane di sguardi sorpresi delle Maman della cucina, ora Maman Kelly mi fa trovare il braciere pronto e aspettiamo chiacchierando il caffè che sale lentamente.

Per noi di Medici Senza Frontiere è fondamentale vivere a contatto con le persone del luogo: gli espatriati come me sono una minima parte del progetto, quasi il 90% dello staff sono congolesi di Bili e dei paesi vicini. Questo ci permetta di farci accettare meglio dalla comunità dove prestiamo assistenza medica e rendere partecipe la popolazione del nostro lavoro.

MSFVerso le 8 vado al lavoro: qui a Bili siamo fortunati, il contesto è sicuro e possiamo muoverci in bicicletta o a piedi. Ogni giorno mentre andiamo all’ospedale veniamo chiamati dai bambini di Bili: “mundele” (i bianchi) è ormai il nostro nome qui; Bili si trova nella regione dell’Equateur che è  forse la più povera del Congo (paese martoriato da anni di guerre), prima di MSF pochissimi bianchi erano passati in quest’area e per i più piccoli è sempre una sorpresa veder girare per il paese degli occidentali.

repubblica democratica del Congo

Il lavoro quotidiano

Il lavoro in ospedale riempie la maggior parte della giornata; si fa ritorno a casa verso le 18. La sera mangiamo presto e andiamo a dormire altrettanto presto: la vita in missione è bella ma richiede molte energie!

Nel tempo libero ci dedichiamo a varie attività. Quando sono arrivata ho trovato un piccolo orto di pomodori fatto da Florian, logista francese; un pomeriggio a settimana lavoriamo assieme nell’orto, l’abbiamo ingrandito e speriamo presto di gustare qualche zucchina e qualche pomodoro dal nostro piccolo orto africano.

Con un telo bianco e un proiettore abbiamo creato il cinema di Bili: la domenica sera è “serata- film”. In un’area della base c’è un canestro per il basket e abbiamo creato un tavolo da ping-pong: molte sere ci troviamo per una partita con i ragazzi congolesi che lavorano con noi.

Queste attività, normali nella mia vita quotidiana in Italia, qui assumono un valore diverso: è una maniera per evadere con la mente dai problemi di lavoro, dalle situazioni che vediamo e viviamo in ospedale. È una maniera per sentirsi parte di un gruppo: essere in missione ti allontana dalla tua famiglia, dagli affetti più cari, ti trovi in un posto distantissimo per chilometri e cultura da casa; avere un team affiatato è fondamentale per superare i momenti difficili e per creare una piccola casa MSF.

La vita in missione è fatta di lavoro, di momenti dove hai bisogno di stare da sola a leggere o pensare, di altri in cui è forte la necessità di condivisione e scambio di idee; è un’esperienza che coinvolge a 360 °,  densa di emozioni. Non è sempre facile! Nei momenti difficili penso al perché sono qui, alla fortuna di poter vivere questo tipo di esperienza professionale e umana, alla fortuna di poterla condividere con gli altri. 

La cosa più bella della vita di équipe è vedere come diverse competenze – medici, infermieri, ostetriche, logisti, amministrativi – lavorino per un unico scopo: aiutare persone che hanno urgente bisogno di assistenza medico-umanitaria”.

Elena, infermiera MSF, Repubblica Democratica del Congo

(@novellatop,  31 maggio 2016)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts