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Info Day bandi Cooperazione: dopo incontro AICS/OSC, le riflessioni di Nino Sergi

(di Nino Sergi**)

ROMA, 3 GIUGNO – I momenti di partecipazione e di consultazione sono sempre utili: per parlarsi, capirsi e capire come migliorare le cose o rendersi conto delle diverse posizioni. Così è stata la giornata del 26 maggio scorso. L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, AICS, ha presentato le nuove procedure del bando pubblico per i progetti di sviluppo promossi dalle organizzazioni non profit della società civile  (Osc) e quelle ancora in elaborazione per le iniziative di emergenza e per l’e attività di nformazione ed educazione allo sviluppo. Le varie Osc hanno così avuto l’occasione e il tempo di esprimere apprezzamenti, critiche, suggerimenti. Con una lettera ai componenti il Comitato Congiunto, l’organo decisionale previsto dalla legge 125/2014, già le tre reti AOI, CINI, LINK 2007, avevano espresso, collettivamente, i principali suggerimenti migliorativi.

Dopo anni di lavoro per la messa a punto delle procedure per i bandi, si era trovata una soddisfacente mediazione tra le esigenze ministeriali e quelle delle Ong che operano concretamente e quotidianamente sul terreno, nei paesi partner. Stranamente tali procedure, valide sostanzialmente anche per le nuove Osc iscritte nell’elenco dell’Agenzia, sono state ignorate o in parte riprese con forti appesantimenti nei contenuti operativi.

Ancora una volta, invece di essere aiutati ad eccellere nell’azione di sviluppo e nei partenariati internazionali, i soggetti della società civile sembrano essere frenati dal loro paese. Insufficiente il supporto alle strutture indispensabili per garantire qualità ed efficienza. Debole il legame con i progetti europei che richiedono cofinanziamenti nazionali. Poco riconoscimento delle qualità delle organizzazioni. Troppe e talvolta inutili le incombenze burocratiche. La dice lunga il fatto che molte Ong hanno ridotto al minimo il rapporto con la cooperazione italiana, collaborando prevalentemente con le istituzioni europee, di altri governi, del sistema delle Nazioni Unite, delle organizzazioni regionali.

Quale spirito innovativo abbia ispirato i funzionari che hanno scritto e proposto le procedure presentate è veramente difficile da capire. Si doveva infatti essere innovativi, certo, ma seguendo le indicazioni che dalla nuova legge in poi sono state ribadite dagli organi politici e di direzione: semplificare maggiormente rispetto al passato e facilitare e favorire la massima operatività. Tutto è modificabile, ovviamente, e ad avviso di molti anche queste procedure dovranno quanto prima essere ritoccate.

Ma il punto su cui voglio soffermarmi è soprattutto un altro. Alla chiusura della giornata del 26 maggio è stato sottolineata la soddisfazione per un incontro con circa 200 Osc “in disintermediazione”, enfatizzando la condizione “disintermediata” della riunione. Assemblee ed incontri coinvolgenti le Osc di cooperazione allo sviluppo e le istituzioni si sono ripetuti nel tempo, quasi sempre promossi dalle rappresentanze delle stesse Osc. Quindi la soddisfazione è certamente condivisa. Dato però che nei mesi passati vi è stata una certa reticenza dell’Agenzia a relazionarsi con le rappresentanze delle organizzazioni, limitandosi a raccogliere pareri qui e lì, in incontri alquanto informali, evitando di organizzare vere occasioni di approfondimento e discussione, qualche dubbio è sorto in non pochi dei presenti.

Si spera che tale dubbio possa essere presto fugato in un incontro chiarificatore con le rappresentanze dei soggetti iscritti nell’elenco. Sicuramente l’Agenzia non vorrà limitarsi agli interessi e alle esigenze particolari delle singole Osc con cui vorrà interloquire direttamente ma saprà riconoscere il valore delle loro rappresentanze portatrici di interessi ed esigenze generali, a vantaggio di tutti e di una collettiva visione della cooperazione allo sviluppo maturata in decenni di attività e approfondimenti a livello italiano e internazionale.

Sarà quindi utile ripristinare quanto prima quel dialogo strutturato con le rappresentanze che, con AOI, CINI, LINK 2007, ha funzionato e ha dato frutti significativi, operativi e di strategia. Si può facilmente partire dalle modalità seguite finora, ampliandole successivamente sia in base alla maturazione organizzativa delle Osc iscritte nell’elenco, sia sulla base delle rappresentanze che i nuovi soggetti sapranno costruirsi, anche sostenuti da organizzazioni più preparate, come sta avvenendo.

E’ sempre tramite le rappresentanze che potranno facilmente essere messi a punto gruppi di lavoro su tematiche specifiche, come nel passato e come viene fatto normalmente in Europa e nei paesi europei, basati sull’esperienza e competenza acquisite dalle Ong/Osc: per rispondere così alle varie esigenze di approfondimento e per evitare di ripetere sempre gli stessi errori. L’esperienza vissuta per due decenni alla Banca Mondiale e successivamente nel coordinamento delle Ong statunitensi faciliterà indubbiamente la Direttrice Laura Frigenti in questo cammino.

**Nino Sergi e’ presidente emerito di Intersos e policy advisor di Link 2007.

 

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