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Crisi profughi entra in museo: al MoMA il Mapping Journey Project di Bouchra Khalili

12 giugno al Barbican poi in ottobre, sempre al MoMA, gli shelter

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK, 5 GIU – Parlano in arabo, in italiano, in inglese. Otto, tra uomini e donne, tracciano con un pennarello indelebile su una carta geografica l’itinerario della loro speranza. The Mapping Journey Project e’ una installazione creata dall’artista franco-marocchina Bouchra Khalili tra 2008 e 2011, girando per capitali europee, del Nord Africa e del Medioriente per documentare, quando ancora non era diventata l’argomento piu’ pressante nell’agenda politica internazionale, la crisi delle migrazioni.

"And they even accompanied me to Palermo"

“But Lampedusa was OK”

Al MoMA fino a al 10 ottobre,The Mapping Journey Project, racconta otto cammini individuali a zig zag sulla carta geografica. Storie a volte incompiute come quella di una donna che, partita da Mogadiscio e approdata a Bari, segna ogni tappa con una freccia, non un punto, e quella nel capoluogo pugliese punta a nord: il suo sogno e’ di emigrare in Norvegia. I video, proiettati su maxischermi appesi nell’atrio nel museo, mostrano il pennarello che si muove attraverso la mappa della regione accompagnati dai sottotitoli: “After two months in Tripoli I took a boat to Italy”. “I was sent to Palermo”. “But Lampedusa was ok”. “I am fine”. “We saw a shark”. “But it turned bad. The uncle asked me to pay 300 Euros per month”.

I protagonisti di questi interminabili viaggi restano anonimi. Quel che emerge e’ una mappa geopolitica alternativa, una nazione non nazione di apolidi e clandestini forte di oltre 60 milioni di persone. L’installazione, curata  Stuart Comer e Giampaolo Bianconi del Department of Media and Performance Art, e’ stata acquistata dal MOMA nel 2015. Il museo americano e’ l’unico ad avere la collezione completa degli otto video.

Refugee art al Barbican

Refugee art al Barbican

Non e’ l’unico esempio di come la crisi dei migranti stia ispirando artisti e curatori di musei. Mentre il dissidente cinese Ai Weiwei e’ al lavoro su un documentario girato a Lesbo e nelle altre isole greche, il 12 giugno al Barbican Centre di Londra sara’ organizzato un festival per celebrare e esplorare arte, architettura e cultura nate nei campi di rifugiati in Europa, al crocevia di migrazioni di massa e politica.

La tragedia dei profughi tornera’ in mostra al MoMA in autunno. Il museo di arte moderna di New York organizzera’ in ottobre una esposizione sul modo con cui architettura e design hanno affrontato le nozioni contemporanee di “shelter” viste attraverso le lenti delle migrazioni e la nuova emergenza globale.

La casetta Better Shelter a Kawergosk, Iraq.

La casetta Better Shelter a Kawergosk, Iraq.

“Insecurities: Tracing Displacement and Shelter” mettera’ insieme il lavoro di architetti, designer e artisti concentrandosi “sulle complesse condizioni che scardinano le immagini convenzionali di un ambiente urbano come arbitro di modernità e globalizzazione”, si legge nel comunicato del museo che annuncia la mostra in cui saranno esposte tra l’altro la casetta “Better Shelter” creata dal colosso svedese del mobile Ikea con UNHCR per i campi profughi del Medioriente e i moduli disegnati dallo Estudio Teddy Cruz, un architetto californiano che lavora a ridosso del confine con il Messico a Tijuana e che ha “riprodotto” il muro all’Undicesima Biennale di Venezia. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts