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Migrazioni e calcio: lanciata campagna contro ‘le reti degli Europei’

Save the Children ai paesi che partecipano ai campionati di Francia: giù i muri

Migrazioni

ROMA, 10 GIUGNO – Gli europei di calcio cominciano oggi in Francia con il consueto enorme bagaglio di circo mediatico e di tifo: per questo Save The Children lancia un invito a tutti coloro  che si troveranno a sostenere con passione le proprie squadre, a mobilitarsi perché l’Europa possa dimostrarsi campione di solidarietà offrendo aiuto e protezione ai bambini in fuga da guerre, violenza e povertà, facendo così vincere sul serio i suoi valori fondativi. L’occasione per gli umanitari era da non perdere e quindi è stata lanciata  una forte campagna di sensibilizzazione per richiamare l’Europa al dovere di accoglienza e protezione dei migranti giunti nel continente dopo viaggi drammatici, ed in particolare dei più vulnerabili che sono i bambini.Europei di calcio
‘LE RETI DEGLI EUROPEI LORO LE HANNO VISTE TUTTE’, è il messaggio scelto con l’immagine virale che ritrae in fotografia alcuni bambini profughi bloccati al di qua di una rete metallica, simbolo dei tanti muri e barriere che l’Europa ha eretto scegliendo di proteggere i propri confini invece dei bambini stessi.L’immagine con il forte messaggio verrà lanciata sui social media in rete, e comparirà su alcuni dei principali quotidiani e nel circuito affissioni della metropolitana di Roma durante lo svolgimento della competizione sportiva in Francia.
”Ogni bambino o adolescente che giunge in Europa dovrebbe avere accesso ad un sistema organico di accoglienza e protezione condiviso da tutti paesi membri dell’Unione. I paesi europei, invece, sono chiusi nel proprio egoismo, affrontando il tema delle migrazioni e dell’asilo in modo frammentario”, ha spiegato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. ”Sono stati alzati muri e reticolati che hanno esposto proprio i più vulnerabili, che sono i bambini e soprattutto quelli non accompagnati, a gravi rischi di violenza o sfruttamento, bloccati per mesi in campi improvvisati con condizioni umanitarie inaccettabili, o addirittura rinchiusi in veri e propri centri di detenzione. Questo avviene sotto gli occhi di tutti, tradendo l’identità e la storia stessa dell’Europa, in violazione dei diritti di ogni essere umano e in particolare dei più piccoli, e del principio inderogabile di protezione e accoglienza per chi fugge da violenze o persecuzioni”.
Dal 2015 sono giunti in Europa via mare più di 1,2 milioni di persone tra cui più di 427.000 bambini. Solo in Italia nei primi cinque mesi del 2016 sono arrivati più di 7.000 minori non accompagnati. In Grecia, più di 8.400 persone, tra cui quasi 5.000 bambini e donne, spesso mamme che hanno affrontato il viaggio da sole con i loro i figli per metterli in salvo, sono bloccate sulle isole di approdo con il terrore di essere rinviate in Turchia per effetto dell’accordo tra quest’ultima e l’Unione Europea.

Migranti”I bambini in viaggio verso l’Europa, o che si trovano già sul continente, devono essere considerati bambini prima di tutto, indipendentemente dal loro status di migranti o rifugiati, non possono mai essere sottoposti a misure detentive e il principio del superiore interesse del bambino deve sempre essere considerato come preminente. In particolare devono ricevere un’accoglienza adeguata, assistenza medica e psico-sociale e avere pieno accesso alle informazioni circa il loro status giuridico nella loro lingua”, ha aggiunto Neri.

Save the Children chiede all’Europa di garantire ai migranti, e in particolare ai minori, vie di accesso sicure e legali evitando che l’unica alternativa sia quella di affidarsi ai trafficanti per attraversare, a rischio della vita, il Mediterraneo o le frontiere interne o esterne dell’Europa e dei paesi terzi. In particolare, deve essere sempre garantito il rispetto della direttiva sul ricongiungimento familiare e le procedure dovrebbero essere accelerate per dare una risposta immediata alla situazione dei molti bambini in Grecia e in Italia che ne avrebbero diritto. I bambini, da soli o con la famiglia, e altri gruppi vulnerabili dovrebbero avere la priorità nel quadro dei meccanismi di ricollocamento all’interno dell’UE attraverso procedure chiare, rapide ed efficienti, mentre il piano della Commissione, che prevede il ricollocamento di 160.000 richiedenti asilo dalla Grecia e dall’Italia verso altri paesi Europei, procede a rilento e non risultano chiare le modalità e le tempistiche di attuazione.

Il reinsediamento, infine, è uno dei canali più importanti per garantire ai minori migranti un viaggio sicuro verso l’Europa direttamente dalle aeree di crisi o dai paesi di transito. Gli impegni assunti nel quadro dell’Agenda Europea sulle migrazioni e dell’accordo UE-Turchia rimangono in gran parte inadeguati. Meccanismi di responsabilità condivisa devono essere messi in atto per garantire che tutti gli Stati membri partecipino ai programmi di reinsediamento e rispettino gli impegni presi.

(@novellatop,  10 giugno 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts