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Kenya: si aggrava l’epidemia di colera, Amref sollecita aiuti urgenti

colera

KENYA, 14 GIUGNO – La conferma che si attendeva purtroppo è giunta oggi: Amref Health Africa, organizzazione umanitaria attiva nel continente, ha fatto sapere che dallo scorso 13 aprile, quando è stato registrato il primo caso, l’epidemia di colera nella Contea di Mandera, in Kenya, ha causato 10 nuove vittime e almeno 721 persone sono sospettate di essere state infettate. Per mantenere sotto controllo la situazione ed aiutare a fermare il propagarsi dell’epidemia, Amref ha lanciato un appello per l’emergenza, richiedendo un aiuto finanziario di 250mila dollari (25 milioni di scellini kenioti). Un aeroplano dei Flying Doctors – Dottori Volanti – di Amref è volato con un suo team di medici e operatori sanitari per consegnare all’’ospedale di Mandera i rifornimenti di cui ha bisogno, come i materiali di laboratorio, e fornire  conoscenze specialistiche.
“Le persone affette da colera sono ora 1.361. Ma vengono registrati continuamente nuovi casi, perciò il numero è in crescita. Di questi malati, 74 sono ricoverati e 18 sono morti, mentre i restanti hanno ricevuto le cure del caso e sono stati dimessi”, ha detto il vicedirettore sanitario di Mandera, Mohammad Adaya.

Kenya

Mandera

“Le scorte di medicinali e di strumenti sanitari fornite da Amref Health Africa stanno aiutando a colmare diversi gap e consentono di mantenere la situazione gestibile. L’utilizzo che facciamo dei prodotti è alto, poiché i casi continuano ad aumentare. Dobbiamo ancora fare i conti con numerose mancanze. Tra queste, la carenza di personale sanitario, quella di specialisti, l’assenza di interventi di comunità e anche difficoltà logistiche. Per esempio, c’è un problema relativo al monitoraggio degli interventi, così come vi è una concreta difficoltà nel raggiungere l’intera contea per dare aiuto.
Abbiamo bisogno di un ulteriore supporto, soprattutto in termini di scorte, mezzi e risorse umane. Abbiamo bisogno di almeno un veicolo che possa essere utilizzato per trasportare le persone dalle loro case alla struttura sanitaria. A causa di problemi legati alla sicurezza nell’area di Mandera le persone non possono mettersi in cammino di notte. Anche per questo un mezzo di trasporto sarebbe molto utile. Le persone muoiono perché non possono raggiungere l’ospedale”, ha raccontato ancora.

Fino ad un certo momento, i pazienti venivano trasportati alla struttura sanitaria per mezzo di taxi, ma poi anche i conducenti di questi mezzi hanno iniziato a stare male e per questo a prendersela con le persone che avevano aiutato. Molti tassisti sono spaventati dalla possibilità di ammalarsi, soprattutto da quando un loro collega è morto per il colera.

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Il tweet da Mandera

Amref aggiunge che esiste un’altra emergenza: ”Nell’area di controllo contro la chikungunya, una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette, non abbiamo nessun aiuto, poiché lì non possiamo contare su alcun partner. Nel frattempo anche questo virus continua a diffondersi velocemente in tutto il Paese”. Quel tipo di virus aggrava ulteriormente l’epidemia di colera e secondo una corrispondenza di Amref di fine maggio ”la situazione sul campo è disperata. I pazienti affetti da colera sono stati ricoverati nel reparto maternità che Amref ha costruito presso l’Ospedale Specialistico della Contea, grazie al progetto APHIAplus IMPARISHA, finanziato dall’agenzia governativa americana USAID. Il reparto ha una capacità di 50 persone, ma vi sono già 58 pazienti. Molti altri vengono assistiti esternamente, per loro sono stati predisposti dei letti nel cortile dell’ospedale e i rami degli alberi vengono utilizzati come sostegno per le flebo. Inoltre, l’ospedale non è provvisto di letti standard per il colera e questi devono essere perciò improvvisati.
Abbiamo stabilito che l’epidemia è perlopiù concentrata nella città di Mandera e che il sospetto paziente 0 sia un uomo che ha viaggiato in bus da Wajir o Nairobi.
La situazione igienica a Mandera è critica, con disponibilità di acqua irregolare e con strutture igienico-sanitarie inadeguate. Non avendo la città una disponibilità d’acqua costante, si affida tuttora alle autocisterne e ai carretti che trasportano acqua”.

Il timore è che se l’infezione dovesse oltrepassare il confine ed arrivare nell’area vicina di Bulahawa, in Somalia, la situazione potrebbe diventare catastrofica, visto che il sistema sanitario in quel Paese è a malapena funzionante. L’ostacolo principale ora è rappresentato dal controllo e dalla gestione inadeguati dell’epidemia. Gli operatori sanitari non sono adeguatamente competenti per trattare il particolare caso del colera, cosa che potrebbe far degenerare la situazione. Amref Health Africa sta attualmente collaborando con il governo della Contea di Mandera e con altri partner per aiutare a gestire la situazione.
In particolare, c’è urgente bisogno di interventi a livello comunitario, inclusa la promozione dell’igiene nelle scuole e tra le famiglie. Il Ministro della Salute della Contea ha mobilitato scorte d’acqua dedicate alle scuole, ai mercati e ad altri luoghi pubblici, ma molti di questi posti non sono provvisti di cisterne per conservare l’acqua.

C’è anche un’urgente necessità di formare operatori sanitari di comunità che possano aggirarsi per la città ed i villaggi nei dintorni per informare la popolazione e trasmettere conoscenze sulla malattia, riferendo al contempo all’ospedale dei casi sospetti che possono incontrare. Oltre a ciò, gli operatori potranno distribuire a livello delle famiglie i prodotti specifici per trattare e purificare l’acqua che, quando sporca e contaminata, è il principale veicolo di trasmissione del batterio responsabile del colera.

(@novellatop, 14 giugno  2016)

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts