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Premio L’Oréal-Unesco a cinque giovani ricercatrici

Le premiate

MILANO,  15 GIUGNO – Cinque giovani borsiste sono le vincitrici del premio  ‘L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza’, creato dalla nota casa francese e dall’UNESCO con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica al femminile.
Il premio, giunto alla sua quattordicesima edizione ha visto protagoniste cinque giovani studiose distintesi per i loro progetti di ricerca selezionate da una giuria presieduta dal Professor Umberto Veronesi tra centinaia di candidate:  ciascuna di loro ha ricevuto una borsa di studio del valore di 20.000 euro. Le cinque borsiste premiate, distintesi per i loro progetti di ricerca, si aggiungono alle ricercatrici che nelle scorse edizioni hanno ricevuto tale riconoscimento, portando a 70 il numero delle premiate. Quest’anno, il bando di concorso aveva raccolto oltre 320 candidature da tutta Italia, a testimonianza del valore dell’iniziativa, non solo a livello locale ma anche internazionale. Molte delle ex borsiste, infatti, hanno potuto affermarsi anche all’estero, confermando la già nota eccellenza italiana in campo scientifico.

Stefania-Giannini

Stefania-Giannini

Le vincitrici sono Irene di Palma, che va caccia di suoni nell’universo: Astronomia e Astrofisica (Dipartimento di Fisica, Università di Roma La Sapienza), Valentina Emmanuele che vuole combattere le malattie che colpiscono le centrali energetiche delle cellule: Medicina e Chirurgia (U.O.C. di Neurologia e Malattie Neuromuscolari, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Messina), Maria Vittoria Micioni di Bonaventura che punta a sviluppare un farmaco contro le abbuffate compulsive:  Farmacia (Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Unità di Farmacologia, Università degli Studi di Camerino), Martina Sanlorenzo che lavora per distruggere quel killer silenzioso che è il melanoma: Medicina e Chirurgia (Divisione Universitaria di Oncologia Medica, Laboratorio di Experimental Cell Therapy, Università degli Studi di Torino, c/o Istituto di Candiolo IRCCS), e Francesca Zoratto , che studiando le scimmie vuole combattere il gioco d’azzardo: Ecologia (Unità di Primatologia Cognitiva dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)).

Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti la ministra dell’Istruzione  Stefania Giannini, il Presidente emerito della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Giovanni Puglisi, l’amministratore delegato L’Oréal Italia, Cristina Scocchia, il Rettore dell’Università degli Studi di Milano Gianluca Vago e il Professore associato presso il dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, Graziella Messina.
Secondo Cristina Scocchia ”Oggi a livello mondiale, i ricercatori donna sono solo il 30%. Nemmeno un terzo del totale. Siamo ancora lontani dalla parità di genere nella scienza a causa di stereotipi e pregiudizi molto radicati. Come confermato da una ricerca della Fondazione L’Oréal dalla quale è emerso che il 70% degli italiani ritiene che le donne non possiedano le capacità necessarie ad accedere a occupazioni di alto livello in ambito scientifico. Con il programma L’Oréal UNESCO per le Donne la Scienza vogliamo combattere questi pregiudizi, sostenere le giovani scienziate e portarle alla ribalta dell’informazione proponendole come modelli positivi in grado di incoraggiare altre donne ad intraprendere la stessa carriera”.

Umberto Veronesi

Umberto Veronesi

Un concetto ribadito anche dal prof. Giovanni Puglisi, Presidente emerito della Commissione Nazionale per L’Unesco: ”A 18 anni dalla sua istituzione, il programma L’Oréal-UNESCO per le donne nella scienza rilancia il proprio impegno per l’eliminazione degli stereotipi di genere e per il pieno accesso delle donne a tutti i gradi della carriera scientifica, attraverso una doppia azione: da una parte, il sostegno concreto alle giovani ricercatrici, tramite il conferimento annuale delle borse di studio a scienziate che si sono distinte per progetti innovativi nelle Scienze della vita e della materia; dall’altra parte, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale, tramite la diffusione di un Manifesto For Women in Science, che rende esplicite le principali azioni necessarie a promuovere la reale eguaglianza tra uomini e donne nella ricerca scientifica. Nella consapevolezza – assai cara all’UNESCO – che i pregiudizi hanno origine nella mente degli uomini ed è lì, in primo luogo, che essi devono essere combattuti e sconfitti”.
Il Manifesto For Women in Science, cui fa riferimento il prof. Puglisi, è stato presentato in Italia proprio nell’ambito della cerimonia milanese dopo essere stato lanciato nel mese marzo 2016, in occasione della cerimonia internazionale L’Oréal UNESCO For Women In Science. Il documento, che si articola in 6 punti fondamentali, ha già raccolto le firme e il sostegno di numerosi nomi illustri del panorama accademico scientifico e vanta quale obiettivo essere un ulteriore strumento fare in modo che le donne siano equamente rappresentate a tutti i livelli del mondo scientifico.

(@novellatop, 15 giugno 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts