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Generale Graziano (Smd) incontra ASG Dmitry Titov su italiani in missioni di pace e sminamento

Oggi al ministero degli Esteri italiano l'incontro annuale del Comitato Nazionale per l’Azione Umanitaria contro le Mine Antipersona con la partecipazione del sottosegretario Della Vedova e delle principali ONG

ROMA, 17 Giugno – Il contributo delle Forze Armate italiane nelle missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite. E’ stato questo il nucleo dell’incontro tra il capo di Stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano, e l’Assistant secretary general Dmitry Titov, capo ufficio “Rule of Law and Security Institutions” del Dipartimento per le operazioni di pace dell’Onu. Sul tavolo anche l’esame di una possibile collaborazione tra le forze armate italiane e il “Mine action service” delle Nazioni Unite.

Particolare riferimento è stato fatto agli uomini e alle donne italiani impegnati nella missione Unifil in Libano, di cui Graziano è stato al comando dal 2007 al 2010. Italiani anche i comandanti Paolo Serra (2012-2014) e Luciano Portolano, ce ha assunto l’incarico nel 2016 e passerà il testimone a luglio. In Libano anche il numero più alto di militari italiani impegnati nelle missioni di pace Onu: in Unifil se ne contano 1100.

Durante il colloquio a Palazzo Baracchini, si è esaminato anche un possibile contributo dei militari italiani al “Mine Action Service” delle Nazioni Unite per il contrasto alla minaccia delle mine e nel settore dell’addestramento e formazione delle forze di polizia da impiegare nelle missioni Onu.

Afghanistan, Colombia, Bosnia, Somalia, Sudan,  Striscia di Gaza e Siria: attraverso programmi specifici di cooperazione, l’Italia è fortemente impegnata per l’universalizzazione delle Convenzioni di Ottawa ed Oslo e fa la sua parte per eliminare la minaccia delle mine nel mondo. In Colombia squadre di sminatori finanziati da UNMAS e dal governo italiano hanno ripulito quasi ottomila metri quadri di territorio proteggendo 600 residenti. Per il Sudan un contributo di un quarto di milione di euro disposto all’inizio dell’anno libererà 900 mila metri quadri di territorio nella regione del Kassala e provvederà a cinquemila persone educazione anti-mine. L’Italia è inoltre uno dei maggiori contributori ai programmi UNMAS in Libia.

Pure oggi, ma alla Farnesina, l’incontro annuale del Comitato Nazionale per l’Azione Umanitaria contro le Mine Antipersona  con la partecipazione delle principali ONG attive sul piano internazionale con progetti di sminamento umanitario e del Sottosegretario Sen. Della Vedova, il quale ha ringraziato “i professionisti e volontari della nostra Società Civile, grazie ai quali l’Italia vanta un profilo di indiscusso prestigio tra i donatori internazionali impegnati in attività umanitarie”. (@annaaserafini)

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