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Migrazioni: UNHCR, oltre 65 milioni al 2015. Onu, fare i conti e ringraziare chi accoglie

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ROMA, 20 GIUGNO – Dati crudi, drammatici, con i quali occorre fare i conti. Il bilancio stilato dall’Unhcr in occasione della Giornata mondiale dedicata alle migrazioni afferma che il numero di persone fuggite da guerre, persecuzioni e violenze nel mondo ha segnato un record storico di 65,3 milioni a fine 2015, il 9,7% in più rispetto al 2014. Per l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati a fine 2014, il totale era di 59,5 milioni e si tratta della prima volta che la soglia di 60 milioni è stata superata. Circa la metà dei rifugiati di tutto il mondo inoltre sono bambini (quasi 100mila richieste di asilo presentate da bambini separati dalle famiglie) e la guerra in Siria – afferma l’Unhcr – resta la principale causa mondiale di fuga.migrazioni

I dati sui flussi migratori in questi primi mesi del 2016 inoltre fanno rabbrividire. Oltre 3.400 migranti sono morti o dispersi mentre tentavano di attraversare le frontiere di tutto il mondo. E di questi l’80% riguarda le rotte per l’Europa, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Il dato è superiore del 12% rispetto ai primi 5 mesi del 2015, mentre la rotta più letale del pianeta per i migranti, ha rivelato Frank Laczko, direttore del Centro di Analisi Oim a Berlino – è il Mediterraneo,  con la tratta tra Nord Africa e Italia divenuta il passaggio più pericoloso al mondo.
L’Unhcr fornisce ancora cifre: i paesi che ospitano il maggior numero di profughi, si legge nel rapporto, sono la Turchia (con 2,5 milioni di persone), il Pakistan (con 1,6 milioni), il Libano (con 1,1 milioni), l’Iran (con 949.400), l’Etiopia (con 736.100) e la Giordania (con 664,100). Tra i paesi di origine quello da cui proviene il maggior numero di rifugiati è la Siria (con 4,9 milioni di persone fuggite dal Paese), seguono poi  l’Afghanistan (2,7 milioni) e la Somalia (con 1,1 milioni).migrazioni

La Colombia (6,9 milioni), la Siria (6,6 milioni) e l’Iraq (4,4 milioni) sono invece gli Stati che hanno il maggior numero di sfollati interni anche se, soprattutto nel caso del Paese sudamericano, si tratta di rifugiati di lungo corso. “In Colombia – spiega l’Unhcr – pochi sfollati interni sono tornati al proprio luogo di residenza e il governo ha riportato 113.700 nuovi casi di sfollati” nel 2015.

L’agenzia sottolinea che alla fine dello scorso anno le regioni in via di sviluppo accoglievano circa 14 milioni di rifugiati, rispetto ai 2,2 milioni ricevuti dai Paesi delle aree sviluppate. In termini assoluti, la Turchia è il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati, ma il Libano è quello che ne ospita di più rispetto alla sua popolazione (183 rifugiati ogni 1.000 abitanti). Nel 2015 si è registrato un altro record in termini di richieste di asilo nei Paesi industrializzati, con quasi 2 milioni di domande, facendo salire così a 3,2 milioni le pratiche ancora pendenti. Il Paese dove sono state presentate più richieste è la Germania (441mila), seguito dagli Stati Uniti (172mila casi), gran parte dei quali da cittadini centroamericani in fuga dalle violenze.
Nel 2015 solo 201mila rifugiati hanno potuto fare rientro nel proprio Paese d’origine, principalmente in Afganistan, Sudan e Somalia. Altre 107mila persone sono state ammesse per il reinsediamento in 30 Paesi, ossia lo 0,66% dei rifugiati registrati dall’agenzia dell’Onu.migrazioni

Per quello che riguarda l’Italia, è salito ad oltre 210mila, di cui quasi 52mila in Italia, il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa attraverso il Mediterraneo dall’inizio del 2016. Inoltre, secondo le ultime stime rese note dall’Oim un totale di 210.643 migranti e rifugiati è entrato in Europa via mare dall’inizio del 2016 al 12 giugno, con arrivi in Italia (51.956), Grecia (157.298), Cipro (28) e Spagna (1.352). Il più alto numero di decessi (2.438) è stato registrato sulla rotta centrale tra il Nord-Africa e l’Italia.

Di fronte a questi dati il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, ha sottolineato che  “il vertice di alto livello in programma per il 19 settembre all’Onu offrirà un’occasione storica per concordare un patto globale e un impegno ad una azione collettiva”, ha sottolineato il leader del Palazzo di vetro, ricordando che alla fine del 2015 vi erano 21,3 milioni di rifugiati, 3,2 milioni di persone in cerca di asilo, e 40,8 milioni di sfollati all’interno del proprio paese. “Questa Giornata e’ il momento per fare il punto dell’impatto devastante di guerre e persecuzioni, ma anche per rendere omaggio alle comunità e agli Stati che ricevono e ospitano i profughi”, ha aggiunto. Lo scorso anno oltre un milione di rifugiati e migranti sono arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo, di cui migliaia sono morti.

“L’aumento della xenofobia e delle restrizioni in materia di accesso all’asilo sono diventati sempre più visibili in alcune regioni, dove lo spirito di condivisione delle responsabilità è stato sostituito dall’intolleranza”, ha concluso Ban, sottolineando pero’ che in molti paesi ci sono state “straordinarie manifestazioni di solidarietà”.

(@novellatop,  20 giugno 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts