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Migrazioni: Giro all’Unità, parziali le risposte dell’Europa al Migration Compact

Pozzallo migranti

ROMA, 20 GIUGNO – Il Migration Compact messo a punto dall’Italia non è la riproposizione per l’Africa del ‘modello turco’, e l’Europa non ha dato ancora risposte completamente soddisfacenti; inoltre farebbe bene a prestare ascolto al grido d’allarme lanciato da Medici senza Frontiere che hanno deciso, in polemica con i risultati di quell’intesa, di rifiutare ogni finanziamento dell’Ue. Lo afferma Mario Giro, vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, in un’intervista all’Unità.

Mario Giro

Mario Giro REUTERS/John Schults

Circa la preoccupazione, in particolare dalle ong impegnate sul campo nell’assistenza a migranti e rifugiati, che il Migration Compact finisca per estendere al livello del continente africano il modello turco, Giro esclude che sia il modello turco. ”Almeno non dovrebbe esserlo. Quel piano strategico è stato pensato perché fino ad ora l’Europa ha tenuto un rapporto micragnoso con i Paesi africani. Con il Migration vorremmo stabilire una partnership euro-africana alla pari, a parti uguali: le migrazioni, lo sviluppo e la sicurezza ci riguardano tutti, noi e loro, sono problemi globali e vanno affrontati in tal modo. Nella Commissione, invece, si parla prima di freno all’immigrazione, con pochi fondi e si rimandano  gli investimenti ad ottobre. Così non può andare, in questo modo si depotenzia il patto del Migration”.

Per Giro, ”se vogliamo imprimere una svolta, dobbiamo applicare il Compact così come lo aveva pensato Carlo Calenda e gli uffici della nostra Rappresentanza a Bruxelles. Cosa può indurre gli africani a cooperare con l’Europa sulle migrazioni? L’essere presi sul serio come partner, l’ottenere in cambio un vero piano di investimenti, cooperare con noi sulla sicurezza la quale, tra l’altro, è una sfida più per loro che per noi. Lo Stato dell’Africa occidentale, qualunque esso sia, ha bisogno di sentirsi essere preso come un vero interlocutore, non di sentire la solita lezioncina europea, che tra l’altro non tiene conto della “accountability” e lascia irrisolte questioni cruciali legate ai diritti dei migranti”. ”I corridoi umanitari – continua il vice ministro sono un’altra politica concreta messa in campo dal governo italiano. Abbiamo segnali che certi stati membri dell’Unione europea stiano copiando questo modello che coinvolge la società civile e che, peraltro, è a costo zero per l’erario. Con i corridoi umanitari si sposano insieme bisogno di sicurezza e accoglienza”.

L’allarme di Msf, che rifiuta i fondi europei in seguito all’accordo Ue-Turchia, ”va preso sul serio” afferma ancora Giro: ”Msf merita il nostro rispetto per quello che ha fatto e sta facendo. Non è un caso che sia, meritoriamente, Premio Nobel per la Pace”.

(@novellatop, 20 giugno 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts