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Migranti: soccorsi 1.300, recuperato relitto “grande naufragio”

Naufragio 2015, recuperato relitto, i morti furono circa 700

ROMA, 29 GIUGNO – Quasi 1.300 migranti sono stati soccorsi oggi nel Mediterraneo in operazioni coordinate dalla Guardia Costiera mentre una complessa operazione della Marina Militare ha riportato a galla il relitto del “grande naufragio”, il barcone colato a picco il 18 aprile 2015 provocando la morte di 700 persone.

“Avevamo preso l’impegno, anche se avremmo speso soldi, che avremmo recuperato il barcone” per dare a chi ha perso la vita, “ai bambini, ce ne sono molti tra le vittime, una sepoltura”, che è un “elemento nel cuore della civiltà europea”, ha detto oggi il premier Matteo Renzi: Era “un dovere da parte nostra recuperare quella carretta del mare, dove centinaia di persone hanno trovato la morte”, compresi “quelli chiusi a chiave da scafisti/schiavisti”. La barca recuperata sia “un monito per tutta l’Europa di cosa sia il dolore che gli scafisti/schiavisti impongono”.

Complessivamente sono stati sei gli interventi di soccorso di oggi: cinque tra le 30 e le 40 miglia a nord della Libia e uno nel canale d’Otranto, dove due motovedette della Guardia Costiera hanno soccorso 51 migranti che erano a bordo di una barca a vela. Nel canale di Sicilia, invece, 807 migranti che erano a bordo di 3 gommoni ed un barcone sono stati recuperati da nave Diciotti della Guardia Costiera e da due navi della Marina Militare e del Moas.

Un quinto intervento, in acque italiane, ha interessato un barcone con circa 430 migranti a bordo ed è stato particolarmente complesso a causa delle condizioni meteo. Sono intervenute 4 motovedette della Guardia Costiera, il pattugliatore Denaro della Guardia di Finanza e tre navi mercantili.

Il peschereccio del naufragio del 2015 si trovava a 370 metri di profondita’ a 100
miglia dalla Sicilia e a 40 dalla Libia. Al suo interno ci sarebbero i corpi dei migranti stipati nell’imbarcazione da trafficanti di persone e di vite umane senza scrupoli. Furono soltanto 28 all’epoca i sopravvissuti, compresi il presunto ‘capitano’ e il ‘mozzo’ del peschereccio finiti sotto processo davanti al Gup
di Catania.

Il relitto, trasportato nella rada di Augusta dalla nave Ievoli Ivory, sarà collocato all’interno di una tensostruttura refrigerata,  lunga 30 metri, larga 20 e alta 10. Inizieranno, quindi, le operazioni di recupero delle salme da parte del personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e successivamente dal personale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.  I corpi saranno esaminati da esperti sanitari di varie università coordinati dalla dott.ssa Cattaneo del  Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof), attiva nel dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche di Medicina legale dell’Università di Milano, allo scopo di acquisire informazioni utili a creare un network a livello europeo che permetta di risalire all’identità dei corpi attraverso l’ incrocio dei dati.(@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts