Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Diritti umani e Yemen: Ong chiedono a Onu di sospendere Arabia Saudita

'Assordante il silenzio della comunità internazionale'

NEW YORK,  30 GIUGNO –  L’Arabia Saudita commette “gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani” all’estero e all’interno del paese e sfrutta la sua posizione all’interno del Consiglio dei diritti umani per ostacolare efficacemente la ricerca della giustizia per i possibili crimini di guerra nello Yemen: per questo Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite di sospendere Riad dal Consiglio dei diritti umani, il più importante organismo mondiale sul tema, “fino a quando non cesserà gli attacchi illegali condotti nello Yemen dalla coalizione di cui è alla guida e tali attacchi non saranno oggetto di indagini credibili e imparziali”.

Arabia Saudita

Un’esecuzione a Riad

 

Le due organizzazioni affermano che “la credibilità del Consiglio dei diritti umani è a rischio. Da quando l’Arabia Saudita è entrata in questo organismo, la situazione dei diritti umani nel paese ha continuato a peggiorare e la coalizione a guida saudita ha ucciso e ferito migliaia di civili nel conflitto dello Yemen. Consentire all’Arabia Saudita di rimanere nel Consiglio e di usare la sua posizione per evitare di essere chiamata a rispondere di possibili crimini di guerra sa profondamente di ipocrisia e rischia di pregiudicare la reputazione del principale organismo mondiale per i diritti umani”,  ha dichiarato Richard Bennet, direttore dell’ufficio di Amnesty International presso le Nazioni Unite.

“Le ampie prove disponibili sui crimini di guerra commessi dalla coalizione a guida saudita nello Yemen avrebbero dovuto essere indagate dal Consiglio dei diritti umani. Invece, l’Arabia Saudita ha sfruttato cinicamente la sua posizione all’interno dell’organismo per impedire una risoluzione che avrebbe avviato un’indagine internazionale e per far approvare un’inutile risoluzione per l’istituzione di una commissione d’inchiesta yemenita: commissione che, nove mesi dopo, non ha fatto nulla per indagare sulle denunce di crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani”,  ha sottolineato Bennett.

“Agli stati membri del Consiglio dei diritti umani è richiesto di rispettare i più alti standard sui diritti umani. Invece, l’Arabia Saudita ha guidato una coalizione militare che ha compiuto attacchi illegali e mortali contro mercati, ospedali e scuole dello Yemen e che ha ripetutamente usato armi messe al bando a livello internazionale in aree abitate da civili. All’interno del paese, l’Arabia Saudita ha eseguito centinaia di condanne a morte, tiene in attesa di esecuzione minorenni condannati al termine di processi gravemente irregolari e reprime brutalmente oppositori e attivisti per i diritti umani”,  ha proseguito Bennett.

La soppressione di ogni forma di dissenso è proseguita senza sosta da quando l’Arabia Saudita è stata eletta all’interno del Consiglio dei diritti umani, attraverso processi farsa di fronte ai tribunali speciali anti-terrorismo, lunghe condanne per dissidenti pacifici e difensori dei diritti umani e almeno 350 esecuzioni; il 2015 è stato l’anno che ha fatto segnare il maggior numero di esecuzioni dal 1995. Per Bennett “l’Arabia Saudita deve rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i prigionieri di coscienza e porre fine al vergognoso uso della pena di morte“.

Arabia Saudita

Manifestazione per Raif Badawi

Nelle ultime settimane Riad ha evitato nuovamente di essere chiamata a rispondere del suo operato, premendo sull’Onu affinché la coalizione a guida saudita impegnata nel conflitto dello Yemen venisse tolta dall’elenco degli stati e dei gruppi armati che nel 2015 hanno violato i diritti dei bambini nei conflitti armati. Per ottenere questo risultato ha minacciato di ritirarsi dalle Nazioni Unite, di cessare di finanziare i progetti umanitari e di portare su queste posizioni i paesi amici. Nonostante le crescenti prove a disposizione sui crimini di guerra, i principali alleati dell’Arabia Saudita, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, non hanno smesso di inviare armi da usare nello Yemen. “Ciò che risulta particolarmente scioccante è l’assordante silenzio della comunità internazionale, che ancora una volta ha ceduto alle pressioni dell’Arabia Saudita e dato priorità agli affari, alle forniture di armi e agli accordi commerciali rispetto ai diritti umani, nonostante l’Arabia Saudita commetta gravi, sistematiche e impunite violazioni dei diritti umani”, ha concluso Bennett.

Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto pertanto agli stati membri delle Nazioni Unite di votare per sospendere l’Arabia Saudita dal Consiglio dei diritti umani. Le due organizzazioni hanno inoltre ribadito la richiesta di avviare un’indagine internazionale, imparziale e indipendente sulle violazioni del diritto internazionale umanitario commesse nel conflitto dello Yemen.

(@novellatop,  30 giugno  2016)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts