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Corridoio arido: vertice a Roma degli organismi Onu per rispondere a devastazioni Nino

corridoio arido

ROMA, 1 LUGLIOEl Nino resta sempre al centro dell’attenzione degli organismi delle Nazioni Unite secondo i quali sono necessarie delle misure urgenti da parte della comunità internazionale e dei governi nel cosiddetto “Corredor Seco”, Corridoio Arido, dell’America Centrale che contribuiscano a rafforzare la resilienza e la sicurezza alimentare e a ripristinare i mezzi di sussistenza danneggiati dalla siccità ed dagli altri effetti climatici estremi legati a El Niño.corridoio arido

Il devastante fenomeno, cominciato nel 2015 è stato uno dei peggiori mai registrati ed il suo impatto continua a farsi sentire nel Corridoio Arido, aggiungendosi ai danni derivati da due anni consecutivi di siccità. Come conseguenza, circa 3,5 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, con 1,6 milioni di persone in condizioni di moderata o grave insicurezza alimentare nei paesi più duramente colpiti: El Salvador, Guatemala e Honduras. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e coordinare le risposte sia alle crisi protratte nel Corridoio Arido legate a El Niño, sia alla possibilità del fenomeno correlato “La Niña” nella seconda metà del 2016, le agenzie ONU ed altri partner si sono incontrati ieri  nella sede della FAO a Roma in un meeting al quale hanno partecipato anche il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP), con l’obiettivo di mobilitare la comunità internazionale a sostegno degli sforzi dei governi, delle agenzie ONU e degli altri partner.

Il ministro per l’Agricoltura, l’Allevamento e l’Alimentazione del Guatemala, Mario Méndez, il segretario per l’Agricoltura e l’Allevamento dell’Honduras, Jacobo Paz Bodden e il vice ministro per l’Agricoltura e l’Allevamento di El Salvador, Hugo Flores, hanno partecipato al meeting che si è concluso con una nota congiunta nella quale si sottolineano le sfide comuni all’interno del Corridoio Arido, tra cui l’adattamento al cambiamento climatico dei sistemi produttivi delle piccole aziende agricole a conduzione familiare; e la necessità di aumentare gli sforzi per ridurre la povertà, la diseguaglianza e la vulnerabilità socio-economica ed ambientale della regione.

El-Nino-Nel discorso di apertura, il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva ha sottolineato che “il problema del Corridoio Arido non è soltanto il cambiamento climatico: ma la povertà estrema e l’insicurezza alimentare e nutrizionale”, aggiungendo che: “Dobbiamo cambiare la strategia di risposta tradizionale ed affrontare le cause strutturali della povertà e dell’insicurezza nel Corridoio Arido dell’America Centrale, e non limitarci semplicemente a coordinare una risposta umanitaria ogni volta che si verifica una situazione di emergenza.” “Dobbiamo concentrarci sulla resilienza, sullo sviluppo sostenibile inclusivo e sull’adattamento al cambiamento climatico,” ha aggiunto sottolineando poi che l’alleanza strategica tra le agenzie dell’ONU con sede a Roma (FAO, IFAD, WFP) cosi come gli sforzi per la Cooperazione Sud-Sud saranno fondamentali per eliminare la fame e la povertà nel Corridoio Arido dell’America Centrale, sebbene l’entità di questa sfida richieda il supporto dell’intera comunità internazionale.

Il Presidente dell’IFAD Kanayo F. Nwanze ha affermato che “È cruciale rispondere ai bisogni immediati delle persone che soffrono per via di El Niño. Ma dobbiamo anche essere consapevoli che il cambiamento climatico continuerà ad acutizzare questi fenomeni climatici estremi. L’unico modo per garantire la sicurezza alimentare nella regione è quello di investire in uno sviluppo di lungo termine, per aiutare le persone ad essere più resilienti agli shock così da poter continuare a sfamare le proprio famiglie.” L’azione coordinata tra agenzie e partner per rafforzare la capacità di resilienza delle comunità più vulnerabili del Corridoio Arido salverà vite umane, e contribuirà al tempo stesso alla lotta per l’eliminazione dell’insicurezza alimentare, ha detto il Direttore Esecutivo del WFP Ertharin Cousin. “Insieme, dobbiamo non solo eliminare la povertà ma anche affrontare preventivamente l’incredibile livello di vulnerabilità sociale, economica ed ambientale cui sono esposte le comunità vulnerabili che vivono nel Corridoio Arido – tutti elementi che contribuiscono all’insicurezza alimentare,” ha aggiunto Cousin. “I dati e l’esperienza dimostrano chiaramente che i costi di risposta alle emergenze e di riabilitazione a seguito di un disastro superano di gran lunga quelli per le azioni di riduzione e di mitigazione del rischio prese prima che i disastri avvengano”.El-Niño

I fenomeni El Niño e La Niña, più frequenti e più acuti Quasi 10,5 milioni di persone, di cui circa il 60% sotto la soglia di povertà, vivono nel Corridoio Arido, una regione caratterizzata da estesa deforestazione, impoverimento del suolo e scarsità di risorse idriche. Queste condizioni sono esacerbate da El Niño e dalla sua controparte La Niña, che si presentano ciclicamente. Tuttavia, negli ultimi anni gli eventi climatici estremi connessi a questi due fenomeni, come siccità e alluvioni, sono aumentati in frequenza e gravità, principalmente a causa dell’impatto del cambiamento climatico.

Inclusione sociale ed economica Il comunicato del vertice  sottolinea anche il bisogno di assicurare l’inclusione sociale ed economica delle comunità, aumentando e diversificando al tempo stesso le opportunità di reddito – cambiamenti che contribuiranno a loro volta a diminuire gli alti livelli di migrazione. Il comunicato evidenzia anche la necessità di stimolare gli investimenti pubblici e privati nonché la cooperazione tecnica e finanziaria per promuovere programmi a sostegno dell’imprenditorialità e la creazione di lavoro per donne e giovani nelle aree rurali. Tra tali misure rientrano anche la fornitura di acqua, servizi igienici e sanitari, istruzione, strade, elettricità e un migliore accesso a credito, tecnologie e mercati.

(@novellatop, 1 luglio)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts