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Donne e ricostruzione in Iraq: un convegno a Palermo

PALERMO, 1 LUGLIO – “Il ruolo strategico delle donne nella ricostruzione economica e sociale delle città”: questo il tema del convegno oggi a Palermo, presso la ex Chiesa di S. Mattia, che ha visto al centro le donne irachene con il progetto  “Key People – key knowledge for Iraqi Women”. L’incontro è promosso da Mediter – Réseau euro-méditerranéen pour la coopération, in collaborazione con il Comune di Palermo.

Si tratta della seconda parte del workshop che ha avuto inizio a Bruxelles, il 27 e 28 giugno scorso, con la partecipazione di una  delegazione irachena composta da autorità locali, rappresentanti di ong, delle camere di commercio, rettori e professori provenienti dalle Università di Erbil e Mosul. Il progetto è rivolto a 100 donne impegnate presso autorità locali, Ong e piccole imprese. _30062016164644

Beneficiari finali saranno circa 10 mila persone, prevalentemente donne, che si avvantaggeranno grazie ad un graduale processo di inclusione sociale basato sul trasferimento di esperienze, creazione d’impresa e consulenza economica. L’obiettivo del progetto è aiutare l’inclusione sociale delle donne in Iraq, supportare la leadership femminile nelle imprese locali e nelle Ong e rispondere adeguatamente ai rischi di marginalizzazione economica, politica e culturale nei territori del nord Iraq.

La prima fase del progetto è stata sviluppata una ricerca congiunta tra l’Università di Mosul e l’Università di Tor Vergata. Nella seconda fase, un centinaio di donne irachene sono state formate da insegnanti, professori, piccoli imprenditori ed autorità locali e personale di ong. La terza fase è quella attuale con gli incontri di Bruxelles e Palermo.

“Considerati i tragici eventi sviluppatisi in quest’area, – si legge nel programma del convegno –  molte autorità di Mosul hanno oggi lo status di rifugiato in Erbil. Per la prima volta dall’invasione dell’Isis queste personalità hanno la possibilità di correlarsi direttamente con Istituzioni e con la società civile dell’Ue, e con attori del livello regionale e locale. Ciò rappresenta un’opportunità per un primo passo finalizzato ad interrompere l’isolamento in cui la regione vive e per stabilire proficui legami politici, culturali ed economici tra le parti”.

La Cooperazione italiana considera la protezione delle donne una priorità della propria azione umanitaria e negli ultimi mesi ha concentrato in particolare l’attenzione sulle attività volte a prevenire o a lenire le sofferenze legate agli atti di barbarie perpetrati dalle milizie jihadiste nei contesti del conflitto siriano ed iracheno. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Antonino Pellitteri e Fulvio Vassallo, dell’Università di Palermo, Giorgia Butera, presidente Mete Onlus, e Marta Collu, dell’ Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo, con un intervento sul tema “Gli interventi della Cooperazione Italiana per le donne nelle situazioni di crisi umanitaria”. (@OnuItalia)

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