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Juno nell’orbita di Giove, obiettivo raggiunto. Un successo di Nasa (e dell’Italia)

juno

NEW YORK, 6 LUGLIO – Cinque anni, tre miliardi di chilometri: la sonda della Nasa JUNO, al cui progetto ha partecipato una forte componente italiana ha raggiunto il suo obiettivo: è entrata con successo nell’orbita di Giove, il più grande pianeta del sistema solare. Iniziato il 5 agosto 2011 il viaggio si è concluso alle 20:53 del 4 luglio 2016 (ora della California), quando Jupiter Near-polar Orbiter è entrata correttamente nell’orbita del pianeta con una delicata manovra che ha richiesto l’accensione del motore principale per 35 minuti, in modo da frenare la sua corsa ed effettuare il JOI (Jupiter Orbit Insertion).

Ora per la sonda della NASA inizia un intenso programma esplorativo, che si basa su una serie di fly-by – ne sono previsti 37 – in cui si avvicinerà a Giove più di quanto abbia mai fatto in precedenza un qualsiasi altro veicolo spaziale.  JUNO scenderà al di sotto della coltre di nubi del pianeta, sì immergerà nella magnetosfera e nelle sue aurore polari. Con queste manovre la sonda potrà misurare l’abbondanza di acqua nell’atmosfera, studiare il movimento dei fluidi, mappare i campi gravitazionale e magnetico del pianeta e indagare sulla sua struttura interna.Juno

Di grande rilievo il contributo italiano alla missione, sottolineato da Barbara Negri, Responsabile Unità Osservazione dell’Universo dell’ASI: ”I due strumenti italiani a bordo del satellite JUNO, realizzati dall’ASI, rappresentano un esempio di eccellenza scientifica e tecnologica. Lo strumento JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper) è stato progettato per studiare la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso. A differenza di altri strumenti di questo tipo che si trovano a bordo di altre missioni planetarie, questo è il primo che funziona su di satellite spinnato. E’ anche il primo strumento che usa un sistema di raffreddamento passivo e che si trova ad operare in un ambiente caratterizzato da forti radiazioni”.

”L’esperimento di radioscienza – ha aggiunto Barbara Negri – ha il compito di studiare la struttura interna del pianeta e si pone come obiettivo scientifico la mappatura del campo di gravità di Giove. Lo strumento chiave dell’esperimento è il transponder in banda Ka (KaT) fornito dall’ASI e realizzato da Thales Alenia Space. Il transponder KaT fornisce un collegamento in banda Ka two-way con la stazione di terra per misure accurate di distanza e velocità”. ”JUNO è una missione storica che vede ancora una volta NASA e ASI insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del Sistema Solare – ha dichiarato il Presidente dell’ASI Roberto Battiston – Lo studio di Giove è anche una grande sfida scientifica e tecnologica a cui l’Italia partecipa con due strumenti all’avanguardia grazie all’INAF e a industrie come Leonardo Finmeccanica e Thales Alenia Space”. ”Questa missione – ha concluso Battiston – dimostra come la comunità scientifica italiana giochi un ruolo di primissima importanza, inoltre la partnership storica con la NASA si è dimostrata una cruciale opportunità di crescita sia delle aziende che dei ricercatori italiani. Lavorare fianco a fianco con l’agenzia spaziale numero uno al mondo ha permesso un salto di qualità immenso per il sistema paese, sia per la capacità tecnologica che per il nostro capitale umano”.

Juno“Finalmente dopo undici anni di lavoro di cui 5 di viaggio attraverso lo spazio siamo finalmente a Giove, la meta tanto attesa! , ha commentato Alberto Adriani dell’INAF, Principal Investigator dello strumento JIRAM -”E adesso arriva il bello: non vediamo l’ora di accendere i nostri strumenti e raccogliere i primi dati scientifici, che ci permetteranno di svelare molti aspetti ancora ignoti del più grande e ostile di tutti i pianeti del nostro Sistema solare!”

“Ho assistito con grande emozione ed orgoglio all’inserimento nell’orbita di Giove della sonda JUNO dal Jet Propulsion Laboratory della NASA/CalTech a Pasadena”,  ha commentato l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio – “Un evento di portata storica che ancora una volta vede l’Italia grande protagonista grazie alla straordinaria pluridecennale collaborazione tra Italia e Stati Uniti in campo spaziale. Sulle orme di Galileo Galilei, grazie a JUNO la scienza e la tecnologia italiane raggiungono nuove frontiere sinora inesplorate”.

(@novellatop,  6 luglio 2016)

 

 

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts