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Salute e insicurezza alimentare: ong chiamano a raccolta donatori per l’Etiopia

Etiopia

ROMA,  11 LUGLIO – Al 173° posto su 187 secondo l’indice di sviluppo umano, l’Etiopia è uno degli stati più poveri al mondo: 1,35 milioni di persone vivono in condizioni di vulnerabilità e il tasso di mortalità materna è pari a 673 ogni 100.000 nascite. Inoltre nei prossimi tre mesi, la peggiore siccità che ha colpito il paese negli ultimi 50 anni potrebbe avere conseguenze ancora più devastanti per la popolazione, visto l’incombere della stagione di magra, il periodo dell’anno tra la semina e il raccolto in cui il cibo tradizionalmente scarseggia. In questo momento critico, la risposta della comunità internazionale sarà pertanto di cruciale importanza.

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L’acqua arriva in taniche

L’allarme è stato lanciato da Save the Children, l’organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini in pericolo e a tutelare i loro diritti, che punta il dito proprio sulla insicurezza alimentare che il paese africano deve affrontare. Si stima che 10,2 milioni di persone, tra cui più di 5,5 milioni di bambini, continueranno a dipendere dagli aiuti alimentari di emergenza, almeno fino ai raccolti previsti nel mese di novembre. Se, da un lato, molto è stato fatto per aiutare le persone più a rischio, dall’altro Save the Children rivolge un appello ai donatori e alla comunità internazionale, esortandoli a portare a termine il lavoro che è stato iniziato. ”Nonostante l’arrivo delle prime piogge estive della stagione del Kiremt abbia dato un po’ di sollievo, molte famiglie sono state già gravemente indebolite, sia fisicamente che economicamente, dal ciclo devastante dei raccolti che sono andati perduti”, spiega John Graham, Direttore di Save the Children in Etiopia. ”Il modo in cui risponderemo nei prossimi tre mesi è assolutamente fondamentale: solo così gli sforzi compiuti finora per scongiurare una crisi alimentare ancora più ampia non rischieranno di essere vani e non saremo costretti a fermarci di fronte all’ultimo ostacolo. La seconda metà del 2016 è quindi davvero il periodo più cruciale dell’intera risposta a questa crisi: solo successivamente sapremo se l’impegno umanitario collettivo profuso si sarà rivelato adeguato, oppure se ci sono stati deficit significativi nell’allocazione delle risorse e nel sostegno alle comunità, in modo particolare ai più vulnerabili,” prosegue Graham.

Soltanto nei primi tre mesi del 2016, sono stati registrati 108.000 casi di bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave e questa impennata, secondo il personale di Save the Children che opera nelle cliniche mediche in Etiopia, è destinata a continuare anche durante i mesi estivi. Considerato che le conseguenze dei raccolti andati perduti lo scorso anno e della dipendenza dagli aiuti alimentari saranno ancora più evidenti nelle prossime settimane e mesi, si prevede che i livelli di malnutrizione acuta grave e di malnutrizione acuta moderata raggiungeranno il picco nel mese di agosto.

etiopiaCome emerge dal nuovo rapporto di Save the Children ”Two Years of Drought Response in Ethiopia” a due anni dall’inizio della crisi alimentare, la siccità seguita al fenomeno climatico El Niño sta continuando a colpire i bambini e le loro famiglie in molti modi, tra cui l’insicurezza alimentare, la malnutrizione, la carenza d’acqua e la grave interruzione del percorso scolastico per più di un milione di bambini.

”Abbiamo fatto moltissimo fino a questo momento e non possiamo fallire proprio ora: dobbiamo impegnarci ancora per raggiungere il traguardo. C’è urgente bisogno di aiuti per supportare il governo etiope nei mesi a venire, che saranno caratterizzati da ulteriore scarsità di cibo. Anche quando la situazione si stabilizzerà, saranno necessari almeno due o tre anni perché le famiglie e le comunità possano recuperare pienamente e ci vorrà ancora più tempo perché la situazione possa migliorare del tutto”, prosegue John Graham. ”In Etiopia, Save the Children ha raccolto finora più di 5,5 milioni di dollari, una somma molto importante che ha contribuito a salvare molte vite. Tuttavia ci rivolgiamo ai donatori e alla comunità internazionale perché stanzino ulteriori 2 milioni di dollari, necessari per portare a termine il lavoro che abbiamo cominciato”.

Va segnalato inoltre che oltre all’insicurezza alimentare in Etiopia è altissimo il rischio malattie legate alla maternità: gli indicatori sulla salute sessuale e riproduttiva raccontano un paese in estrema difficoltà, dove mamme e bambini hanno scarso accesso alle cure e a sistemi di prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e dove le gravidanze adolescenziali impediscono alle future donne di completare la scuola. Attraverso il progetto Asure-Health Amref Health Africa (un’altra organizzazione presente nel paese da anni) è impegnata in Etiopia nella promozione della salute sessuale e riproduttiva e della pianificazione familiare, prerequisiti indispensabili per ridurre la mortalità materna e infantile e combattere le patologie.

Save the Children opera in Etiopia dal 1984, attraverso progetti che riguardano la salute, la nutrizione, l’educazione, le opportunità lavorative per i giovani e l’assistenza umanitaria. Per rispondere alla siccità e alla crisi alimentare attualmente in corso nel paese, l’Organizzazione ha di recente avviato un programma di distribuzione di sementi su larga scala, principalmente nelle aree maggiormente colpite dalla siccità, quali Amara, Tigrai, Oromia e la Regione delle Nazioni del Sud, con l’obiettivo di aiutare 76.000 famiglie a ridurre la loro dipendenza dagli aiuti alimentari di emergenza e dagli interventi umanitari. Save the Children implementa inoltre progetti di ‘cash for work’ per sostenere le famiglie che hanno perso il proprio bestiame, effettua distribuzioni di cibo e trasporto dell’acqua e realizza corsi di formazione nelle comunità per operatori sanitari che sappiano curare la malnutrizione e intervenire per salvare il bestiame e le colture, dove possibile.

(@novellatop,  11 luglio 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts