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Nutrizione al centro dell’agenda della presidenza italiana al G7, prima che sia tardi

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ROMA,  12 LUGLIO – Il tema dell’insicurezza alimentare, della nutrizione insufficiente, della vulnerabilità di molti gruppi umani in tante aree del pianeta sta diventando un’Nutrizioneemergenza per molti governi e una priorità per le organizzazioni internazionali.  E sarà al centro dell’agenda italiana alla presidenza del G7.

Save the Children ha presentato a Roma il suo rapporto ‘Porzioni ingiuste. Porre fine alla malnutrizione dei bambini più vulnerabili’ alla presenza di alti rappresentanti delle Nazioni Unite, dei governi italiano, britannico ed olandese.   nel quale afferma che ogni anno 3,1 milioni di bambini muoiono per cause legate alla denutrizione, che attualmente circa un quarto dei minori sotto i cinque anni – 159 milioni –  è colpito da malnutrizione cronica, che l’80  per cento di loro è concentrato nelle regioni dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia meridionale.

E’ anche vero che negli ultimi decenni, il mondo ha compiuto progressi significativi nella lotta alla malnutrizione: il numero di bambini colpiti da malnutrizione cronica si è ridotto di oltre un terzo dal 1990, quando il fenomeno riguardava 255 milioni di bambini, ovvero il 40% dei bambini al mondo. Al tempo stesso, e questo è un altro dato negativo, il numero di minori sovrappeso è in aumento: 10 milioni in più rispetto a 20 anni fa.

Il rapporto analizza in particolare le cause che rendono alcuni bambini più vulnerabili di altri al fenomeno della malnutrizione e mostra come una combinazione letale di povertà ed esclusione stia privando alcuni gruppi di bambini vulnerabili del diritto a vivere e a crescere grazie a una dieta sana e bilanciata. Questi bambini, discriminati o esclusi a causa della loro etnia, del luogo di provenienza, di una disabilità, del loro genere, del reddito familiare o perché obbligati ad abbandonare le loro case per fuggire da guerre e conflitti, non sviluppano il loro pieno potenziale a causa delle carenze nutrizionali a cui sono soggetti.

Il luogo in cui un bambino vive, per esempio, determina in larga parte il suo accesso ai servizi, all’educazione e al cibo, ma anche le sue prassi culturali e sociali e, in ultima analisi, il suo livello di nutrizione. I dati del rapporto di Save the Children mostrano che i bambini che vivono in aree rurali hanno in media 1,37 probabilità in più di essere malnutriti rispetto a quelli che abitano nelle città. Anche il reddito familiare ha un’influenza significativa sulla nutrizione dei bambini: nei Paesi e nelle regioni in via di sviluppo, i bambini nati in famiglie appartenenti al 20% più povero hanno una probabilità più che doppia di morire prima del loro quinto compleanno rispetto a quelli che provengono dal quintile più benestante della popolazione. nutrizione

A questo quadro già drammatico, si aggiungono preoccupanti tendenze globali che rendono ancora più pressante il problema della malnutrizione: la frequenza e l’intensità di fenomeni climatici come El Niño (quest’anno il più forte mai registrato), che ha causato siccità in 15 Paesi e ha colpito più di 60 milioni di persone in tre continenti, nonché le violenze e i conflitti in corso, che hanno creato la peggiore crisi dei rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale, costringendo milioni di persone ad abbandonare le loro case.

Il tema sarà al centro dell’agenda italiana alla presidenza del G7, Alessandro Motta, dell’Ufficio del Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio, ha preannunciato che il  tema sarà al centro dell’agenda italiana alla presidenza del G7; ”Il nostro primo obiettivo consiste nell’attuazione dell’Agenda 2030, che include tematiche molto importanti per il governo italiano, tra cui quella del cambiamento climatico e della nutrizione”, ha detto Motta. Una tematica, quella della nutrizione e dello sviluppo sostenibile, già ampiamente affrontata nel corso di Expo Milano 2015. A questo si aggiunge un preciso focus geografico sul continente africano, soprattutto sul Nordafrica,

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Marta Dassù

dove ”si registra un’instabilità crescente”. ”Puntiamo ad affrontare le cause all’origine dei fenomeni migratori, anche attraverso l’esportazione del cosiddetto migration compact, che vede nella collaborazione con i paesi di origine e di transito dei flussi uno dei suoi elementi fondamentali”. Centrali nell’agenda della presidenza italiana, ha proseguito il Consigliere, saranno anche i temi della salute e dell’empowerment femminile.

Un tema, quest’ultimo, al quale era stato dedicato ampio spazio nell’ambito dell’Esposizione universale di Milano. Il comitato esecutivo di ”WE Women empower the World” nasce proprio dall’esigenza di preservare l’esperienza positiva di WE-Women for Expo, ha dichiarato nel suo intervento Marta Dassù, presidente esecutivo del comitato. “Il ruolo delle donne è cruciale nelle questioni di sicurezza alimentare e della nutrizione. Women for Expo ha offerto una piattaforma per un nuovo tipo di alleanza, decisivo per fare progressi nel campo dello sviluppo, ovvero quella tra Ong, settore privato e istituzioni”.  Expo,  ha detto il viceministro all’Agricoltura, Andrea Olivero, in un messaggio letto nel corso dell’evento, ”ha innescato una riflessione globale sullo sviluppo sostenibile, mettendo l’accento sull’importanza dell’agricoltura per garantire la sicurezza alimentare”.

Alla presentazione del rapporto sono intervenuti anche Laura Frigenti, direttore dell’Aics, rappresentanti dell’Agenzia britannica di cooperazione, della missione olandese presso le organizzazioni del polo romano delle Nazioni Unite, oltre a rappresentanti di queste ultime agenzie.

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Laura Frigenti

Obiettivi globali in termini di nutrizione: ancora lontani dall’essere raggiunti

Nel suo rapporto Save the Children afrma che a livello globale si evidenzia un importante impegno politico per la lotta alla malnutrizione: i governi hanno aderito a importanti obiettivi globali in tema di nutrizione, quali la riduzione dei casi di malnutrizione cronica del 40% entro il 2025 e l’eliminazione di tutte le forme di malnutrizione entro il 2030. Eppure, il mondo è ancora ben lontano dal raggiungimento di questi obiettivi e, se proseguiamo con il trend attuale, la malnutrizione rimarrà parte integrante dello scenario futuro.

Come emerge dal rapporto, se i progressi continuano al ritmo attuale ci saranno ancora nel mondo oltre 129 milioni di bambini affetti da malnutrizione cronica nel 2030, di cui oltre un quarto dei casi nei Paesi a basso reddito e anche tra 100 anni saranno ancora 24 milioni i bambini malnutriti nel mondo. Senza un cambiamento collettivo, il mondo è destinato a vivere un altro secolo di possibilità sprecate, creando danni irreparabili all’educazione dei bambini e alle loro opportunità di vita, reddito e produttività, con serie conseguenze per l’economia mondiale.

”Mai come adesso il bisogno di continuare nella lotta alla malnutrizione è reale e urgente. I progressi raggiunti dimostrano che sconfiggere la malnutrizione è un obiettivo possibile, ma questi progressi devono essere equamente distribuiti e raggiungere tutti i bambini: non possiamo permettere che nessuno rimanga indietr”, ha dichiarato Daniela Fatarella, Vicedirettore Generale di Save the Children Italia. ”Oggi più che mai, è necessario passare all’azione. Auspichiamo che la futura presidenza italiana del G7 sia l’occasione per i leader globali di impegnarsi a sostenere un piano d’azione per la nutrizione concreto, che comprenda la mobilizzazione delle risorse necessarie e la creazione di un meccanismo di accountability, per mantenere l’impegno preso al G7 del 2015 a Elmau di emancipare 500 milioni di persone dalla fame e dalla malnutrizione”.

Le misure

Il rapporto identifica infine una serie di misure concrete da mettere in atto per assicurare che nessun bambino venga lasciato indietro e si appella ai leader mondiali affinché diano risposte concrete al fenomeno dell’esclusione e garantiscano a ogni bambino vulnerabile l’accesso a una nutrizione adeguata. Per porre fine alla malnutrizione servono dieci anni di interventi e gli impegni per affrontare il problema dovrebbero basarsi sull’imperativo morale e legale di garantire il diritto al cibo e alla nutrizione per tutti. Per garantire un progresso reale ed equo, gli obiettivi globali in materia di nutrizione, al quale gli Stati hanno aderito, devono essere tradotti in obiettivi nazionali, con risorse adeguate e piani di azione che espongano come ogni Paese raggiungerà gli obiettivi prefissati per tutti i gruppi della società.

Le raccomandazioni di Save the Children ai governi includono:

o  Intraprendere un’analisi contestuale e multisettoriale al fine di comprendere:

o   i fattori chiave nazionali e i trend della malnutrizione;

o   quali politiche e pratiche contrasterebbero meglio la malnutrizione;

o   quali gruppi di persone sono maggiormente marginalizzati e vulnerabili alla malnutrizione e quali barriere incontrano.

o   Stabilire degli obiettivi nazionali sulla nutrizione, allineati agli obiettivi globali, che includano traguardi specifici per tutti i gruppi della società, basati sui contesti e i trend nazionali.

o  Mettere in atto politiche e programmi appropriati affinché tutti i gruppi della società raggiungano tali obiettivi, implementando una strategia inclusiva finalizzata a “non lasciare nessuno indietro”.

o  Lavorare con i settori e gli attori interessati (inclusi i donatori, le Università, la società civile e i privati) durante tutta la pianificazione e il processo decisionale, dall’analisi contestuale, la progettazione di strategie e politiche, alle fasi d’implementazione, monitoraggio e valutazione.

o  Garantire la disponibilità di risorse finanziarie adeguate: ogni governo dovrebbe investire nella nutrizione dei suoi cittadini. Anche i donatori dovrebbero dare priorità alla nutrizione sia in quanto artefice che come indice di sviluppo sostenibile.

(@novellatop,  12 luglio  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts