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Siria: allarme Onu, Aleppo città martire. Migliaia di intrappolati in tutto il paese

Siria

NEW YORK, 13 LUGLIO – Aleppo sta divenendo una vera e propria città martire della guerra in Siria. Per questo le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per l’intensificarsi dei combattimenti nella città siriana che dal 7 luglio scorso hanno reso impraticabile l’unica strada di accesso alla parte orientale della città. SiriaL’Onu stima che circa 300.000 persone risiedano nella parte orientale di Aleppo e che la maggior parte dipendano dall’assistenza umanitaria.  La portavoce dell’Onu Alessandra Vellucci, ha confermato che “c’è preoccupazione per il diffondersi delle ostilità in tutta la città, dove la vita di migliaia di civili è in pericolo. Le Nazioni Unite ribadiscono l’invito a tutte le parti in conflitto a prendere misure per proteggere i civili e facilitare l’accesso umanitario a chi vive nella città di Aleppo”. Anche consentendo “l’evacuazione rapida, sicura e senza ostacoli di tutti i civili che vogliono partire”.

L’Onu aveva già lanciato non più di tre giorni fa l’allarme anche per altre zone del paese:  Yacoub El Hillo, alto funzionario dell’Onu in Siria aveva parlato di situazione critica nelle città diMadaya, Zabadani, Foua e Kafraya, dove sarebbero intrappolate 62 mila persone, lanciando contestualmente  un appello affinché sia garantito il passaggio di aiuti umanitari ai civili.

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Aleppo

Madaya e Zabadani, città poco fuori Damasco, sono circondate dalle forze governative siriane, mentre i ribelli assediano Foua e Kafraya, nel nordovest del Paese. Tutte e quattro le città sono isolate dallo scorso anno, con i convogli di viveri e altri generi di conforto che riescono a raggiungerle solo sporadicamente: a Foua e Kafraya, ad esempio, l’ultimo carico è stato consegnato lo scorso aprile. Mentre secondo quanto segnalato da Medici senza Frontiere e riferito sempre dall’Onu, 16 persone sono morte a Madaya per mancanza di soccorsi a causa dell’assedio condotto a gennaio.

Aiuti sanitari sono stati invece portati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella zona ad est di Damasco, precisamente nei sobborghi sotto assedio di Arbeen e Zamalka nel Goutha. E’ stata la stessa Oms a renderlo noto, specificando di essere riuscita a consegnare lo scorso 29 giugno – come parte di un convoglio tra più agenzie dell’Onu – trattamenti medici salvavita per 43 mila persone in una zona rimasta isolata dalla guerra addirittura dal novembre 2012.

(@novellatop,  13 luglio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts