Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Ultimatum Unesco all’Italia: via le Grandi Navi dalla Laguna di Venezia

Venezia e grandi navi

ISTANBUL, 15 LUGLIO –  L’Unesco ha lanciato un ultimatum all’Italia sulla questione del passaggio delle Grandi Navi nella Laguna di Venezia. Entro il 2017, argomenta l’organizzazione delle Nazioni Unite in una risoluzione adottata a Istanbul dove si sta svolgendo la 40/a sessione della Commissione per i siti patrimonio, ci dovrà essere uno stop alle Grandi Navi nella Laguna. Altrimenti dal prossimo febbraio Venezia sarà inserita nella lunga lista dei siti Unesco a rischio, esattamente come Palmira, Aleppo o Gerusalemme. Venezia e grandi navi

Nella sua 40esima sessione del World Heritage Committee (la commissione che si occupa dei siti patrimonio dell’umanità) l’Unesco – che aveva mandato osservatori a Venezia – ha bacchettato l’Italia sull’assenza di una strategia di tutela della laguna, fornendo altresì una lunga serie di raccomandazioni. I componenti della commissione, ossia 21 Stati membri dell’organizzazione, si sono trovati tutti in sintonia: ”Venezia è in pericolo”, hanno detto votando all’unanimità il documento.

L’organizzazione chiede al governo di correre ai ripari e di presentare entro il 1 febbraio un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione del sito, attuando contestualmente misure urgenti, quali il fermo di qualsiasi nuovo progetto infrastrutturale, un documento “legale” che introduca la proibizione alla grandi navi passeggeri e commerciali di entrare in Laguna, l’introduzione di limiti nel traffico acqueo (di velocità, e nel tipo di scafi e imbarcazioni) in città e in Laguna e una strategia efficace per un turismo sostenibile. In mancanza di progressi, Venezia rischia l’iscrizione nella danger list, al pari di luoghi minacciati dalla guerra. “Uno schiaffo che il governo italiano si spera non voglia subire – scrive Italia Nostra – correndo finalmente ai ripari con decise misure per la tutela di Venezia e della Laguna”.

Venezia e grandi navi

Una manifestazione di protesta

”Venezia è un gioiello e come tutti i gioielli va preservata – ha detto il rappresentante del Perù -, è chiaro però che ci sono seri problemi, mancano strategie di lungo respiro per affrontare turismo di massa e altre questioni aperte”. Ancora più severo il Libano: ”Non possiamo più dare tempo all’Italia, i rischi sono sotto gli occhi di tutti, bisogna agire”. In difesa del governo, l’esponente italiana ha sottolineato come lo Stato sia in grado di tutelare il proprio patrimonio: ”Abbiamo volontà e capacità, si guardi a Pompe”.

Prima del voto, Francesco Bandarin, consigliere speciale del direttore dell’Unesco, ha chiesto e ottenuto di intervenire. ”Io sono nato e cresciuto a Venezia – ha detto -. Cinquant’anni sono passati dalla grande alluvione, ero giovane e la ricordo bene, abbiamo rischiato molto all’epoca e dopo quei tragici eventi i veneziani e gli italiani fecero molto, Venezia divenne il simbolo della salvaguardia e l’Unesco ha aperto in città un ufficio, tanto è stato fatto, studi, restauri, a breve sarà pronto il Mose ma oggi ci sono nuovi pericoli e Venezia rischia di essere preda di interessi, portuali e turistici. Non vogliamo che diventi un villaggio turistico e per questo dobbiamo agire come nel ’66”. Soddisfatto delle scelte dell’Unesco il Gruppo 25 Aprile: ”Quest’ultimatum crea circostanze simili a quelle che portarono alla prima legge speciale, grazie Unesco”.

(@novellatop,  15 luglio  2016)

 

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

2 Comments on Ultimatum Unesco all’Italia: via le Grandi Navi dalla Laguna di Venezia

  1. Venezia è voluta diventare meta di turismo di massa. Le Mercerie, che una volta erano una delle vie eleganti del mondo, sono ora un concentrato di pizzerie e negozi di gadget. La storia non ha sentimenti, ma neppure gli amministratori comunali capaci di pensare al molo di San Marco come ad un palcoscenico adatto ai concerti dei Pink Floyd o il bacino di San Marco come passerella per gli “inchini” delle grandi navi. Le tamarrate dilagano in ogni angolo della città deturpando ogni cosa. Perfino le gondole, ora con il riccio di poppa segato via. Le vedremo presto di plastica?

  2. Venezia è voluta diventare meta di turismo di massa. Le Mercerie, che una volta erano una delle vie eleganti italiane, è ora un concentrato di pizzerie e negozi di gadget. La storia non ha sentimenti, ma neppure gli amministratori comunali, capaci di pensare che il molo di San Marco potesse essere il palcoscenico giusto per i Pink Floyd o il bacino di San Marco il luogo degli “inchini” delle grandi navi, ma sentimenti non ne hanno neppure i gondolieri, dato che ora si esibiscono su gondole da loro stessi deturpate dalla mancanza dei riccioli di poppa da loro stessi segati via. Ma le tamarrate dilagano in ogni angolo della città. A quando le gondole di plastica?

Comments are closed.