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Il centro DREAM di Blantyre (Malawi) dedicato al responsabile Elard. A Durban Ban apre AIDS2016

Il Segretario Generale dell’Onu: “Portiamo a termine quanto iniziato”

NEW YORK/BLANTYRE/DURBAN, 18 Luglio 2016 – “Con il suo lavoro ha contribuito a salvare tante vite in Malawi, anche la mia”. Con queste parole Jane Gondwe ricorda Elard Alumando, responsabile della Comunità di Sant’Egidio nel Paese africano. Per dodici anni si è battuto per trasformare il sogno di prevenire e contrastare l’AIDS in Malawi. Scomparso a giugno in un incidente stradale, dopo una lunga malattia, “DREAM”, il progetto lanciato nel 2002 contro l’incubo dell’AIDS, conserva viva la memoria del suo impegno per la promozione della salute di grandi e piccini. A lui è stato dedicato stamattina il centro DREAM di Blantyre, il più importante del Programma della Comunità di Sant’Egidio nel Paese. Nel frattempo a Durban, in Sudafrica, si è aperta oggi (fino al 22) la 21a conferenza internazionale sull’AIDS.

banahRispetto a sedici anni fa, quando l’evento è stato ospitato nello stesso Paese, è cresciuto di “almeno 17 volte” il numero di persone affette da HIV che ricevono cure. “Tuttavia, ancora oggi 20 milioni di persone non hanno accesso (alla terapia) e 13 milioni non hanno la cura che meritano. Oggi, in alcuni Paesi non si nasce con l’HIV. Ma molti bambini che ci convivono ancora non ricevono cure”, ha sintetizzato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon dando il via alla 21a conferenza internazionale sull’AIDS. “L’appello è che Durban 2016 segni l’impegno per una nuova era nella quale portiamo a termine quanto iniziato”.

A un migliaio di chilometri più a Nord, una comunità si riuniva nel ricordo di un uomo che ha dato il suo contributo alla lotta contro l’AIDS/HIV: “Elard ha incontrato la Comunità di Sant’Egidio quando era un giovane di un villaggio del Malawi, considerato uno dei paesi più poveri del mondo. Non era forte, potente, ricco. Ma ha creduto nella Comunità e nel Vangelo”, ricorda l’Onu di Trastevere, alla quale si era avvicinato a Zomba nel 1999 durante il primo congresso panafricano.

Elard-Alumando-July-2016-013 (1)Da responsabile della Comunità in Malawi, che ha rappresentato al Sinodo dei vescovi per l’Africa nel 2009, anno dal quale è stato membro del consiglio dell’ong, Elard si è battuto per i poveri, i malati, i carcerati, i giovani e la loro istruzione, ricorda chi l’ha conosciuto. “Non condivideva la rassegnazione anche sulle situazioni più gravi: con DREAM, il programma per la cura dell’AIDS, ha molto lottato per strappare alla condanna a morte tante donne e bambini, molti malati. Ha avuto un concetto alto del servizio al popolo malawiano, alla sua salute e promozione, sviluppando un fecondo contatto con le istituzioni internazionali e del Paese”.

DREAM rappresenta lo sforzo di rendere possibile e accessibile non solo la terapia antiretrovirale, ma anche tutto il complesso di misure e fattori per farla funzionare: educazione alla salute, sostegno nutrizionale, diagnostica avanzata, formazione del personale, contrasto della malaria, della tubercolosi, delle infezioni opportunistiche e soprattutto della malnutrizione.

Dal Malawi, l’esperienza del progetto è arrivata al Palazzo di Vetro proprio lo scorso giugno, in occasione delle riunioni ad alto livello sulla lotta all’AIDS. Il vice ministro degli Esteri Mario Giro e Gianni Guidotti e Stefano Orlando della Comunità di Sant’Egidio hanno presentato l’iniziativa come una delle best-practices di risposta efficace all’AIDS, in un incontro arricchito dalla testimonianza di Pacem Kawonga. Sieropositiva, madre di due bambini, dopo le cure ricevute con il programma, oggi dedica la sua vita ad aiutare migliaia di donne nelle sue condizioni.

DREAM ha salvato la mia vita e quella di mia figlia”, aveva detto Pacem dall’Onu. E forse l’eredità di Elard e del suo lavoro è proprio racchiusa nella possibilità di un futuro per i molti che ha incontrato aiutato nel centro che da oggi porta il suo nome. (@annaaserafini)

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