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Unesco premia Le Corbusier: 17 sue opere tra i Patrimoni dell’Umanità

Le Corbusier

ISTANBUL, 18 LUG – L’opera dell’architetto franco-svizzero Le Corbusier è stata iscritta nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Secondo un tweet dell’organizzazione dell’Onu per Scienza, Educazione e Cultura il celebre architetto nato a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, nel 1887 e morto a Roccabruna, in Francia, nel 1965, ha creato 17 opere che sono state ritenute classificabili nella lista Unesco.

Le Corbusier

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Le opere scelte si trovano in sette paesi (Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Argentina, Giappone e India), a dimostrazione della dimensione planetaria del suo lavoro e della sua abilità nel “creare un nuovo linguaggio architettonico, capace di rompere con il passato”. Un “approccio innovativo – sottolinea l’Unesco nella motivazione – che ha influenzato profondamente il XX secolo, cercando di rispondere alle esigenze della società moderna”. Tra le opere inserite nella prestigiosa lista dall’organizzazione delle Nazioni Unite, in Svizzera ci sono la Villa Le Lac in riva al lago Lemano, a Corseaux, e l’Immeuble Clarté a Ginevra, in Francia la Cité radieuse di Marsiglia, ma anche un quartiere di Firminy (nella parte centro-orientale del Paese) e ancora il Complexe di Capitole a Chandigarh (in India), il National Museum of Western Art di Tokyo, Casa Curuchet a La Plata (in Argentina).

Architetto, designer e padre dell’urbanistica contemporanea aveva in mente una città ideale, dove le case fossero a “misura d’uomo”: nei primi decenni del Novecento anche Le Corbusier, come altri suoi contemporanei,  guarda a sistemi progettuali nuovi, improntati alla razionalità, con moduli e forme estremamente semplici, secondo i principi del “Funzionalismo”. Per Le Corbusier, ”moderno”vuol dire uso del cemento ma anche una struttura a contatto con la natura, inserita nell’ambiente e con una relazione dentro-fuori che ha davvero rivoluzionato architettura e urbanistica.Le Corbusier
Le sue case recuperano un rapporto col verde. Le finestre attraversano l’intera parete per fare entrare la luce e i tetti diventano non più solo coperture ma terrazzi. Anzi, giardini dove si possono seminare erba e piante e dove si può prevedere anche una piscina.

E’ così per l’essenziale e purista Villa Le Lac in riva al lago Lemano, a Corseaux, completata nel 1924. Oppure per l’Immeuble Clarté a Ginevra, costruito nel 1932, tutto in vetro e acciaio per lasciar entrare il sole.L’Unesco ha selezionato una lista di architetture che coprono 50 anni della sua attività da un capo all’altro del mondo: tra queste La Villa Savoye del 1928 a Poissy, nella regione parigina, l’esempio più conosciuto del cubismo architettonico, e la cappella di Notre-Dame du Haut (1950), a Ronchamp, nell’est della Francia, realizzata secondo i canoni dell’architettura brutalista.

Le Corbusier

Notre-dame-du-haut

E ancora il Complexe di Capitole a Chandigarh in India, la “città d’argento”, dove si segue la pianta di un corpo umano, con gli edifici governativi e amministrativi nella testa, le strutture produttive e industriali nelle viscere, alla periferia del tronco gli edifici residenziali, vere e proprie isole autonome immerse nel verde.
Fra gli edifici figurano inoltre il National Museum of Western Art di Tokyo, la Casa Curuchet a La Plata in Argentina. Pur nelle diversità, su tutti spicca la cifra della sua Façade libre (facciata libera), che nasce dal concepire lo scheletro portante in calcestruzzo armato, un sistema che consente a Le Corbusier di creare facciate non più in murature con funzioni strutturali, ma semplicemente elementi orizzontali e verticali i cui vuoti possono essere tamponati a piacimento, sia con pareti isolanti sia con infissi trasparenti.

(@novellatop,  18 luglio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts