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Sviluppo e ambiente, Velo: “L’Italia lavora a livello nazionale e internazionale”

Verso G7 e Consiglio Sicurezza nella consapevolezza del legame sicurezza-clima

NEW YORK, 18 Luglio – “Molte delle crisi di sicurezza hanno una componente di crisi climatica, di disastri ambientali”. E’ con questa consapevolezza che l’Italia guarda ai prossimi incarichi nel G7 e nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la volontà di “caratterizzare il proprio impegno declinando il tema sicurezza sui temi ambientali”. Così il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo alle Nazioni Unite, dove partecipa al forum politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile, lanciato dall’Onu per analizzare il progresso e le sfide legati all’attuazione dell’Agenda 2030.

Su sviluppo e ambiente, “l’Italia sta lavorando sia sul fronte nazionale che internazionale”, ha detto Velo a Onuitalia, sottolineando il raddoppio e la triplicazione dei fondi per la cooperazione internazionale nel 2017 e 2018 e il reiterato impegno in “progetti importanti di cooperazione già storici”: “Primo fra tutti il progetto di cooperazione con i SIDS, le isole del Pacifico, con cui lavoriamo su progetti relativi a energie rinnovabili, alla mitigazione e riduzione del rischio dei cambiamenti climatici. Questi sono i paesi più esposti essendo isole piccole e basse sul livello del mare. Lo stesso tipo di cooperazione lo abbiamo esteso nello scorso anno ad alcuni paesi caraibici e africani”.

Oltre ai progetti mirati alla promozione della protezione ambientale, delle rinnovabili, alla lotta al cambiamento climatici, “stiamo allargando l’ambito di intervento al tema della protezione del mare e degli oceani, di cui siamo esperti”, ha insistito Velo. Tra le iniziative in questo senso, oltre agli eventi al Palazzo di Vetro che vanno dalla presentazione delle migliori tecnologie italiane per la salute dei mari alla mostra fotografica sul “polmone blu del mondo”, l’Italia ha lanciato con l’Ocean Sanctuary Alliance l’iniziativa 10X20, volta a promuovere la protezione di almeno il 10% delle zone costiere e marine entro il 2020. L’appuntamento ha raccolto a Roma dal 7 al 9 marzo, 20 scienziati di fama internazionale e diplomatici provenienti da oltre 30 paesi per discutere di come attuare questo “sottobiettivo” del GOal 5 dell’Agenda 2030.

velo silviaNell’intervento di oggi al forum sullo sviluppo sostenibile, “abbiamo anche sottolineato il nostro punto di vista nei confronti dei migranti che arrivano dal Mediterraneo”, ha evidenziato Velo, spingendo per la risoluzione delle cause alla base della migrazione e quindi per la promozione di stabilità nei Paesi di origine. (@annaaserafini)

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Il giornale Italiano delle Nazioni Unite. Ha due redazioni, una a New York, l’altra a Roma. Contact: Website | Facebook | Twitter | YouTube | More Posts