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Iraq: Paludi Tigri nuovo sito World Heritage UNESCO

ROMA, 20 LUGLIO – Per la Bibbia era li’ il Giardino dell’Eden. Dopo quattro anni di campagne, incontri di advocacy, lettere aperte e impegno condiviso, l’UNESCO ha deciso di inserire le Paludi Mesopotamiche irachene nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità. La decisione è stata assunta lo scorso 17 luglio, nel corso della 40ma sessione di riunione del World Heritage Committee, ospitata ad Istanbul, nonostante un’interruzione dovuta al tentato golpe. In tutto 21 nuovi siti sono stati iscritti nelle liste. L’Italia, che ne ha 51 e nessuna nuova candidatura quest’anno, resta in testa anche se la Cina ormai la stacca di una distanza.

L’associazione “Un ponte per…”, da oltre 25 anni impegnata in Iraq, ha espresso grande soddisfazione per il risultato iracheno, essendo membro fondatore della campagna Save the Tigris che dal 2012 unisce attivisti, ricercatori e organizzazioni della società civile irachena e internazionale in azioni di salvaguardia dell’ecosistema del fiume Tigri e delle popolazioni che lo abitano. Il diminuito flusso di acqua alle paludi e l’aumentata salinità, a causa del sistema di dighe costruite a monte del Tigri e della mancanza di una politica regionale di gestione dei bacini idrici, sta causando disastri ambientali e migrazione forzata degli abitanti delle paludi. “Lo status UNESCO era urgente per fermare questo processo”, ha commentanti l’organizzazione.

L’inclusione riguarda 7 elementi: i 3 siti archeologici delle città di Uruk, Ur e Tell Eridu (le rovine delle città sumere e degli insediamenti che si svilupparono nel sud della Mesopotamia tra il IV e il III secolo a.C.) e 4 aree naturali. Si tratta di un complesso unico dal punto di vista culturale e anche ambientale, luogo di incontro tra i fiumi Tigri ed Eufrate in cui si è creato nei millenni un ecosistema fondamentale per il paese, il biblico giardino dell’Eden.

L’attribuzione dello status di Patrimonio dell’Umanità alle Paludi Mesopotamiche era un obiettivo fortemente voluto dalla popolazione, dalle tribù autoctone e in particolar modo dai giovani iracheni, che hanno sollecitato il governo iracheno a consegnare la documentazione necessaria per la candidatura all’UNESCO e poi ad attivarsi per l’ottenimento dello status. Con le associazioni locali che hanno avviato la campagna nel 2012 “Un ponte per…” ha raccolto online e sulle strade delle principali città irachene oltre 40.000 firme in calce ad una petizione che è stata consegnata all’UNESCO e al governo iracheno. In seguito, il lavoro è proseguito con l’invio di lettere aperte alle istituzioni, incontri di advocacy, corsi di formazione, ricerche, scambi e seminari.

“Si tratta di un’eccezionale vittoria della campagna Save the Tigris che abbiamo costruito e sostenuto dall’inizio”, ha commentato la presidente di “Un ponte per…”, Martina Pignatti Morano. “Siamo convinti che la società civile e le comunità locali debbano giocare un ruolo fondamentale nel preservare il patrimonio culturale e ambientale della Mesopotamia, e in particolare delle Paludi, che rappresentano la culla delle civiltà e un bene comune dell’umanità”.

Pignatti Morano racconta anche che “dopo il voto, il post di celebrazione da parte di un gruppo di giovani attivisti iracheni della campagna ha raccolto più di 26.000 Like. Questo è solo un piccolo segnale della partecipazione della società civile a questo importante risultato, nonostante le terribili difficoltà che sta attraversando il paese”.

Nei prossimi mesi il lavoro della coalizione proseguirà: “Siamo sicuri che questo sia solo il primo passo nella lunga strada verso la tutela, la protezione e la trasmissione dell’immenso patrimonio culturale e ambientale mesopotamico”, si legge nel comunicato diffuso dalla piattaforma Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSSI), impegnata su numerosi fronti in Iraq, e sostenuta da “Un ponte per…” con il contributo di Fondation Assistance Internationale, Karibu Foundation e CCFD – Terre Solidaire. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts