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Lotta a Daesh: chiuso vertice Washington, scelte le priorità della coalizione

A margine Gentiloni vede ministro Esteri libico

vertice anti daesh

WASHINGTON, 22 LUGLIO – Il primo incontro dei Ministri della Difesa e degli Esteri dei paesi della Coalizione Globale anti  Daesh ha chiuso i battenti a Washington. I 40 paesi partecipanti (per l’Italia i ministri Roberta Pinotti e Paolo Gentiloni) hanno cercato di stabilire le priorità della coalizione, il finanziamento della lotta al terrorismo e le azioni militari da intraprendere per contrastare la minaccia dei ‘foreign fighter’,  all’indomani di tutti i recenti attentati che hanno sconvolto l’Europa e in parte anche gli Usa, con la strage di Orlando.

Vertice anti Daesh

Pinotti e Gentiloni

I membri della coalizione hanno condiviso l’esigenza di adottare misure politiche, diplomatiche ed economiche per contrastare in maniera sinergica le radici del fenomeno terroristico, e di analizzare la minaccia Daesh non solo nel teatro siriano-iracheno e non esclusivamente nella sua dimensione militare. A questo proposito, a margine del vertice,  Gentiloni ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri del governo libico Mohamed Taher Siala al quale ha manifestato l’auspicio che vengano compiuti passi in avanti concreti per migliorare le condizioni di sicurezza della Libia, cominciando da Tripoli. In quest’ottica risulta essenziale la concreta istituzione della Guardia Presidenziale annunciata già a metà maggio.
”L’Italia, insieme ad altri paesi alleati – ha affermato il Ministro – è disposta ad offrire tutto il sostegno necessario nel caso questo venisse richiesto dal governo libico. Questo sostegno potrebbe concretizzarsi in varie forme, a partire dall’addestramento delle forze di sicurezza libiche”.

Vertice anti Daesh

Pinotti, Gentiloni, Mogherini

Gentiloni ha anche ribadito la necessità che  tra i passi in avanti da compiere vi sia anche la progressiva istituzione di una struttura nazionale unica di sicurezza nella quale entri a far parte anche il generale Haftar, a patto naturalmente che quest’ultimo riconosca l’autorità politica del Governo di Accordo Nazionale.

Al vertice Gentiloni ha annunciato 30 milioni di euro di donazione all’Iraq per il periodo 2016-2018 e 400 milioni di euro di crediti per lo stesso triennio. ”L’Italia si muove puntando a vincere non solo a vincere sul terreno contro l’Isis ma anche a lasciare stabilità nei paesi che vengono liberati dalla minaccia terroristica”.  ”E’ un momento decisivo – ha sottolineato Gentiloni – nel contrasto al terrorismo. Questo può essere l’anno in cui vengono liberati centri essenziali come Raqqa, Mosul, Sirte in Libia: per l’Italia la sfida è sempre stata, oltre che militare, una sfida di stabilizzazione di questi Paesi.

A Washinton la ministra Pinotti ha commentato i risultati del vertice  affermando che ”Questo incontro ha consentito di confrontarci sui progressi fatti dalla coalizione nella lotta al Daesh e di sottolineare l’importante apporto delle Forze armate italiane che rappresentano il secondo contingente più numeroso in Iraq. I nostri istruttori militari – ha continuato il Ministro – hanno addestrato il maggior numero di iracheni e peshmerga per un totale di 7200 militari”.  Dal giugno dello scorso anno, i Carabinieri hanno addestrato circa 4000 poliziotti iracheni, il 70% appartenenti alla polizia locale e il 30% a quella federale. Un’attività di alto impatto strategico, finalizzata alla stabilizzazione della regione. Vertice anti Daesh
L’Italia, inoltre, ha recentemente incrementato il contributo nazionale nell’ambito della coalizione: “Sono 150 i militari da poco dispiegati a Mosul per la protezione della diga – ha poi ricordato il Ministro – e per consentire i lavori di consolidamento di un’infrastruttura strategica per la regione. Entro il prossimo autunno gli uomini dispiegati saranno 500”.
Durante il vertice, il Ministro ha sottolineato anche l’importanza di estirpare le fonti di finanziamento, sostenendo l’Islam moderato e favorendo lo sviluppo economico (proprio come sta facendo l’Italia con la diga di Mosul). Ha poi evidenziato la necessità di eliminare l’Isis dai territori che occupa, passaggio fondamentale per fermare gli attentati e impedire ai terroristi la possibilità di addestrarsi e fare propaganda.

“Da Washington arriva oggi un nuovo impegno della comunità internazionale nella lotta a Daesh e in sostegno alle popolazioni che hanno sofferto e soffrono per l’azione dei gruppi terroristici in Siria e in Iraq”, ha detto da parte sua l’Alta rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini.

“L’Unione europea contribuisce all’azione non militare della coalizione. Siamo impegnati sul versante umanitario nella stabilizzazione delle aree liberate da Daesh e stiamo lavorando dentro l’Unione per bloccare il flusso di finanziamenti alle organizzazioni terroristiche”, ha aggiunto Mogherini “Con la coalizione che sta riportando successi militari sul campo, la nostra priorità ora è garantire alle popolazioni di rientrare nelle proprie case e di farlo in sicurezza, di contribuire alla ricostruzione e di tagliare le radici sia finanziarie sia ideologiche di questi gruppi”, ha concluso.

(@novellatop,  22 luglio  2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts