Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Un sistema per rispondere alle sfide, ecco la nuova architettura della Cooperazione italiana

Gentiloni: ''Raddoppieranno le risorse''

cooperazione

ROMA, 27 LUGLIO – Il nuovo Sistema italiano di Cooperazione allo Sviluppo potrà usufruire ”di un raddoppio dei fondi tra il 2016 e il 2018. E l’obiettivo è arrivare allo 0,30% del Pil nel 2020”. Lo ha detto il ministro degli Esteri
Paolo Gentiloni, presentando alla Farnesina il nuovo sistema di Cooperazione approvato con la riforma del 2014. Tante nuove sfide, caratteristiche di un mondo globalizzato e in continua trasformazione,  richiedono un adeguamento e un rinnovamento anche della cooperazione degli Stati. Quella italiana è pronta per essere profondamente rinnovata all’interno di un nuovo Sistema italiano di Cooperazione allo Sviluppo, dopo aver già subito un importante processo di riforma che ha creato una nuova architettura istituzionale volta a renderne più efficiente il funzionamento.

cooperazione

Paolo Gentiloni

Oggi alla Farnesina è stato presentato proprio questo nuovo Sistema che tiene conto del contesto internazionale mutato e cerca di dare risposte alle urgenze rappresentate da immigrazione, terrorismo, fame, cambiamenti climatici globali.  Il ministro degli Esteri Gentiloni che ha aperto la presentazione – cui hanno partecipato il viceministro Mario GiroGiampaolo Cantini, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI, Laura Frigenti, Direttore della neonata Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e Bernardo Bini Smaghi, Direttore del Business Development di Cassa Depositi e Prestiti – ha messo in rilievo come ora grazie all’approvazione della legge 125, anche in tempo di risorse scarse ”sarà possibile imprimere un positivo cambio di marcia a questa attività”. In tale quadro, ha annunciato, gli obiettivi di questa riforma sono quelli di avere maggiore coordinamento all’interno del governo, migliorare il coinvolgimento delle diverse componenti operative in questo ambito e infine ”aumentare le risorse”, per cui è stato deciso un raddoppio dei fondi tra il 2016 e il 2018.
cooperazione”Si è passati dall’investire lo 0,12 per cento del Pil nel 2012, ma ora siamo allo 0,22 per cento per il 2016, e arriveremo allo 0,30% nel 2020”. Tali obiettivi per il ministro ”sono di importanza politica più generale poichè mai come oggi, nel contesto attuale del Mediterraneo, è importante ristabilire le relazioni diplomatiche”, a fronte delle molte crisi – da quella migratoria ai conflitti – “che la cooperazione può ridurre”.
Quanto all’ondata di violenze e azioni terroristiche che hano investito l’Europa in queste ultime settimane, Gentiloni ha spiegato che”non si può reagire solo guardando alla propria sicurezza interna ma bisogna rispondere a tale disordine moltiplicando le risorse. Dunque l’obiettivo del governo italiano è rafforzare le relazioni sia a livello bilaterale che multilaterale, coi diversi organismi internazionali e tramite infine la cosiddetta cooperazione delegata, cioè attraverso i fondi europei”. Attenzione però, ha avvertito il titolare della Farnesina. a non concentrarsi solo sulla dimensione eclatante del terrorismo: ”Esistono anche tante esperienze positive,  come l’empowerment femminile, la creazione di imprese all’estero ecc, che non vanno dimenticate”.

Il nuovo Sistema sistema si caratterizza per la guida nella definizione delle politiche da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla istituzione di un’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo con un ruolo di implementazione e, dalla previsione di innovativi meccanismi di partenariato pubblico – privato nel settore dello sviluppo, da realizzare anche grazie al supporto di Cassa Depositi e Prestiti.

cooperazione

Mario Giro

Il vice ministro degli Esteri con la delega per la cooperazione, Mario Giro, ha passato in rassegna gli elementi della riforma sottolineando i nuovi scenari e le nuove priorità che si affacciano all’orizzonte per l’Italia: il fenomeno migratorio che non è un’emergenza; il patrimonio culturale; gli aspetti legati alle imprese.

”Pensiamo che la cooperazione sia una grande via per l’internazionalizzazione e l’apertura del Paese, insieme ovviamente alle altre politiche”, ha detto Giro, il quale ha poi sottolineato il ruolo fondamentale che avrà Cassa Depositi e Prestiti in questo sistema, in particolare per consentire alle imprese italiane di partecipare a progetti in partenariato pubblico-privato. In base a quanto anticipato, a questo scopo CDP avrà probabilmente a disposizione un plafond di un miliardo di euro, ma la decisione a tale riguardo deve ancora essere presa.

”Per la cooperazione – ha concluso Giro – resterà prioritaria l’Africa, anche in termini di internazionalizzazione delle imprese italiane”, aggiungendo, a margine, che non va dimenticata l’America Latina  sia come partner sia in ambito di sostegno alle nazioni dell’area. In questo contesto un ruolo centrale è giocato dalla Cooperazione Italiana, che negli ultimi tempi ha subito un grande processo di riforma e che oggi si presenta con una struttura nuova e obiettivi ancora più chiari. ”Vogliamo focalizzarsi su certe grosse sfide. La prima è la violenza in America Centrale, la lotta contro le maras e le pandillas, aiutando il sistema giudiziario e quello legato al mondo giovanile”, ha spiegato Giro, a margine della presentazione alla Farnesina.”Quest’anno c’è stato un aumento di risorse al programma legato a questo tema. Poi, lavoreremo per valorizzare la nostra presenza all’interno di alcuni paesi, penso alla Bolivia per esempio e al fondo per la pace in Colombia. Infine, con la Cassa Depositi e Prestiti potremo fare grosse operazioni di cooperazione internazionale. Stiamo riflettendo su paesi, aree e settori. Sicuramente sulle rinnovabili – ha concluso Giro  che rappresentano una grande sfida”.

(@novellatop,  27 luglio  2016)

 

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts